Acqua: tariffe bloccate, piano investimenti da 126 milioni per LRH. Gara per progettare il depuratore in Cava Mossini
La gestione del servizio idrico integrato lecchese entra in una nuova stagione regolatoria e industriale, segnata da un'iniezione straordinaria di investimenti che tocca i punti nevralgici del territorio. Nella serata di venerdì 16 ottobre, il Consiglio Provinciale ha dato il proprio via libera unanime a un pacchetto di delibere che ridisegna la compagine azionaria del gestore unico in house Lario Reti Holding, aggiorna la programmazione tariffaria per il biennio 2026-2027 e ridefinisce il reticolo degli agglomerati fognari montani e pedemontani.
Primo argomento trattato ha riguardato la formalizzazione dell'uscita dell'Azienda Speciale Ufficio d'Ambito dal capitale di Lario Reti Holding. Un passaggio obbligato dai dettami dell'articolo 6 del Testo Unico sulle Società Partecipate (TUSP), che impone la netta separazione tra le funzioni di regolazione e programmazione, proprie dell'ente pubblico di governo d'ambito, e quelle operative di erogazione materiale del servizio. Come ha illustrato dettagliatamente il presidente di ATO Lecco, Marco Bonaiti, affiancato dal direttore Elena Arena, la permanenza delle quote in capo all'ente regolatore era stata sinora prorogata in virtù di precise deroghe normative collegate alla chiusura dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, formalmente traguardati al 31 dicembre 2025, e di un precedente fondo concluso nel 2023.

La partecipazione azionaria dell'Ufficio d'Ambito verrà frazionata e ceduta a valore nominale a quei quattordici municipi del territorio lecchese — in gran parte piccole realtà montane come Premana, Casargo, Barzio, Moggio, Margno, Crandola, Parlasco, Pagnona, Sueglio, Valvarrone, Morterone, Monte Marenzo e Oliveto Lario — che storicamente non facevano parte dell'azionariato del gestore. Bonaiti ha tenuto a rimarcare la valenza strategica di questa ridistribuzione: "Questa da obbligo può diventare una grande opportunità perché l'idea è quella di poter rendere soci anche tutti gli altri comuni che oggi non lo sono, dividendo la nostra partecipazione in micro quote. Lario Reti Holding e ATO stanno realizzando investimenti importanti in queste zone, ed è opportuno che tutti abbiano una quota per partecipare alle votazioni e a tutta la programmazione".
Il secondo pilastro approvato dall'aula riguarda l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie 2026-2027 all'interno del Metodo Tariffario MTR-4 di Arera, uno schema regolatorio a valenza esennale calibrato su tre direttrici imprescindibili: la salvaguardia della sostenibilità economica per le famiglie, l'accelerazione dei cantieri infrastrutturali e il mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario del gestore pubblico. Nonostante l'impatto dell'inflazione pari a un incremento del 3,24%, il progressivo aumento dei tassi di interesse sul debito e il recupero spalmato sui sei anni delle partite straordinarie per i rincari energetici del biennio da 18 milioni di euro, il bilancio tariffario per l'utenza lecchese non subirà alcun aumento rispetto alla dinamica già programmata nel 2024. Un traguardo reso possibile, ha precisato Bonaiti, dalla rimodulazione degli assetti creditizi perfezionata nell'ultimo esercizio da Lario Reti Holding, che ha consentito di sbloccare liquidità accantonata a garanzia e di sopperire a una marcata contrazione dei volumi idrici erogati, fattore che in assenza di tale manovra avrebbe costretto a un sensibile rialzo dei corrispettivi.
A fronte di tariffe bloccate, il programma degli interventi sperimenta una vigorosa espansione. La spesa quadriennale per investimenti sale infatti dai 96 milioni inizialmente preventivati alla cifra complessiva di 126 milioni di euro, segnando un incremento netto del 46%. All'interno di questo volume di risorse trovano copertura interventi di risanamento idraulico e ambientale a livello provinciale. Tra le opere strategiche spicca il revamping strutturale del potabilizzatore di Valmadrera, dove l'introduzione dei nuovi processi di flottazione e la revisione completa dei sistemi di disinfezione consentiranno di garantire standard qualitativi eccellenti a un bacino di circa 400.000 abitanti, eradicando in via definitiva le periodiche criticità legate al fenomeno "acqua rossa" nelle condotte domestiche.
Sul fronte della depurazione, l'Ufficio d'Ambito ha annunciato l'imminente messa a gara della progettazione esecutiva del nuovo impianto centralizzato in Cava Mossini. L'opera ha visto un netto salto di scala progettuale, passando da un dimensionamento originario di 60.000 a ben 90.000 abitanti grazie all'inclusione delle reti fognarie di Mandello del Lario, con l'obiettivo di accorciare i tempi procedurali e centralizzare i trattamenti reflui della porzione centrale della provincia. A questo si affiancano i necessari adeguamenti tecnici ai depuratori di Verderio e Dervio, la progettazione del collettore per lo stabilimento cartario, l'acquisizione delle reti di Monte Marenzo, la rifunzionalizzazione dello scolmatore di Calolziocorte – opera attesa da anni dal valore di 2,5 milioni di euro – e il progressivo raddoppio delle dorsali di adduzione dell'acquedotto brianteo.
Ampio spazio nel confronto consiliare è stato riservato alla gestione delle acque meteoriche e alla progressiva separazione tra reti bianche e nere, una tematica che incide in modo diretto sui bilanci municipali e sulla sicurezza idraulica.
La presidente della Provincia Alessandra Hofmann ha ribadito la centralità delle linee di indirizzo 2027 per portare a termine la ricognizione delle fognature miste e formalizzare, entro il 2030, il conferimento dell'intero patrimonio delle acque meteoriche in capo a Lario Reti Holding. Il piano tariffario stanzia a questo scopo 300.000 euro per l'annualità 2026 e 600.000 euro per il 2027, avviando i primi cantieri pilota a Lecco, Civate e Cesana Brianza.
Durante il dibattito, il consigliere Paolo Lanfranchi ha invitato l'ente a garantire un flusso informativo trasparente e continuo verso i municipi: "Questo tema è particolarmente sentito dai sindaci perché tocca la gestione quotidiana dei nostri territori; è fondamentale che i documenti sull'avanzamento dell'affidamento delle meteoriche siano diffusi in maniera puntuale, superando ogni disorientamento tra gli amministratori locali".
A chiudere il quadro è stata l'approvazione delle varianti cartografiche ai perimetri fognari, che recepiscono la ripartizione in tre sotto-aree dell'agglomerato dei Piani Resinelli, l'inclusione di Calco e il nuovo impianto di fitodepurazione a Campsirago. Un modello, quest'ultimo, elogiato nel corso dei lavori per la sua capacità di dare risposte concrete alla mutata fruizione turistica della montagna, dove le presenze negli alpeggi e nei nuclei rurali si sono dilatate da poche settimane a interi mesi durante l'anno. Tutte e quattro le delibere hanno ottenuto il voto favorevole dell'intera assemblea.
Primo argomento trattato ha riguardato la formalizzazione dell'uscita dell'Azienda Speciale Ufficio d'Ambito dal capitale di Lario Reti Holding. Un passaggio obbligato dai dettami dell'articolo 6 del Testo Unico sulle Società Partecipate (TUSP), che impone la netta separazione tra le funzioni di regolazione e programmazione, proprie dell'ente pubblico di governo d'ambito, e quelle operative di erogazione materiale del servizio. Come ha illustrato dettagliatamente il presidente di ATO Lecco, Marco Bonaiti, affiancato dal direttore Elena Arena, la permanenza delle quote in capo all'ente regolatore era stata sinora prorogata in virtù di precise deroghe normative collegate alla chiusura dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, formalmente traguardati al 31 dicembre 2025, e di un precedente fondo concluso nel 2023.

Marco Bonaiti (a destra) con il Presidente di LRH Lorenzo Riva ad un evento con le scuole
La partecipazione azionaria dell'Ufficio d'Ambito verrà frazionata e ceduta a valore nominale a quei quattordici municipi del territorio lecchese — in gran parte piccole realtà montane come Premana, Casargo, Barzio, Moggio, Margno, Crandola, Parlasco, Pagnona, Sueglio, Valvarrone, Morterone, Monte Marenzo e Oliveto Lario — che storicamente non facevano parte dell'azionariato del gestore. Bonaiti ha tenuto a rimarcare la valenza strategica di questa ridistribuzione: "Questa da obbligo può diventare una grande opportunità perché l'idea è quella di poter rendere soci anche tutti gli altri comuni che oggi non lo sono, dividendo la nostra partecipazione in micro quote. Lario Reti Holding e ATO stanno realizzando investimenti importanti in queste zone, ed è opportuno che tutti abbiano una quota per partecipare alle votazioni e a tutta la programmazione".
Il secondo pilastro approvato dall'aula riguarda l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie 2026-2027 all'interno del Metodo Tariffario MTR-4 di Arera, uno schema regolatorio a valenza esennale calibrato su tre direttrici imprescindibili: la salvaguardia della sostenibilità economica per le famiglie, l'accelerazione dei cantieri infrastrutturali e il mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario del gestore pubblico. Nonostante l'impatto dell'inflazione pari a un incremento del 3,24%, il progressivo aumento dei tassi di interesse sul debito e il recupero spalmato sui sei anni delle partite straordinarie per i rincari energetici del biennio da 18 milioni di euro, il bilancio tariffario per l'utenza lecchese non subirà alcun aumento rispetto alla dinamica già programmata nel 2024. Un traguardo reso possibile, ha precisato Bonaiti, dalla rimodulazione degli assetti creditizi perfezionata nell'ultimo esercizio da Lario Reti Holding, che ha consentito di sbloccare liquidità accantonata a garanzia e di sopperire a una marcata contrazione dei volumi idrici erogati, fattore che in assenza di tale manovra avrebbe costretto a un sensibile rialzo dei corrispettivi.
A fronte di tariffe bloccate, il programma degli interventi sperimenta una vigorosa espansione. La spesa quadriennale per investimenti sale infatti dai 96 milioni inizialmente preventivati alla cifra complessiva di 126 milioni di euro, segnando un incremento netto del 46%. All'interno di questo volume di risorse trovano copertura interventi di risanamento idraulico e ambientale a livello provinciale. Tra le opere strategiche spicca il revamping strutturale del potabilizzatore di Valmadrera, dove l'introduzione dei nuovi processi di flottazione e la revisione completa dei sistemi di disinfezione consentiranno di garantire standard qualitativi eccellenti a un bacino di circa 400.000 abitanti, eradicando in via definitiva le periodiche criticità legate al fenomeno "acqua rossa" nelle condotte domestiche.

Ampio spazio nel confronto consiliare è stato riservato alla gestione delle acque meteoriche e alla progressiva separazione tra reti bianche e nere, una tematica che incide in modo diretto sui bilanci municipali e sulla sicurezza idraulica.
La presidente della Provincia Alessandra Hofmann ha ribadito la centralità delle linee di indirizzo 2027 per portare a termine la ricognizione delle fognature miste e formalizzare, entro il 2030, il conferimento dell'intero patrimonio delle acque meteoriche in capo a Lario Reti Holding. Il piano tariffario stanzia a questo scopo 300.000 euro per l'annualità 2026 e 600.000 euro per il 2027, avviando i primi cantieri pilota a Lecco, Civate e Cesana Brianza.
Durante il dibattito, il consigliere Paolo Lanfranchi ha invitato l'ente a garantire un flusso informativo trasparente e continuo verso i municipi: "Questo tema è particolarmente sentito dai sindaci perché tocca la gestione quotidiana dei nostri territori; è fondamentale che i documenti sull'avanzamento dell'affidamento delle meteoriche siano diffusi in maniera puntuale, superando ogni disorientamento tra gli amministratori locali".
A chiudere il quadro è stata l'approvazione delle varianti cartografiche ai perimetri fognari, che recepiscono la ripartizione in tre sotto-aree dell'agglomerato dei Piani Resinelli, l'inclusione di Calco e il nuovo impianto di fitodepurazione a Campsirago. Un modello, quest'ultimo, elogiato nel corso dei lavori per la sua capacità di dare risposte concrete alla mutata fruizione turistica della montagna, dove le presenze negli alpeggi e nei nuclei rurali si sono dilatate da poche settimane a interi mesi durante l'anno. Tutte e quattro le delibere hanno ottenuto il voto favorevole dell'intera assemblea.
M.Pen.





















