Lecco: è mancato Giuseppe Barlassina, assicuratore e già presidente di ANMIL
Soltanto lo scorso 14 maggio aveva presentato, all'Orsa Maggiore, luogo di tante serate in gioventù, "Vita in prestito", romanzo autobiografico firmato però con lo pseudonimo Lea Rubistiani composto con richiamo ai nomi di quei figli e di quel nipote che ora lo piangono.
Si è spento a 78 anni Giuseppe Barlassina, "noto personaggio lecchese", come definito sulla locandina che pubblicizzava l'uscita per l'appunto del suo libro.

Barlassina, arrivato in città dal 1961, dopo essersi iscritto al Badoni aveva tentato la carriera militare, da aviatore, lasciando poi la divisa su sollecitazione del preside Antonino Cusolito. «Mi convinse ad abbandonare il militare: mi aveva trovato un posto di lavoro in una fabbrica. Lavoravo di notte per poter studiare di giorno e laurearmi alla Cattolica. Lavorai in diverse fabbriche e poi mi misi a fare l’assicuratore: dieci anni all’Ina e poi alla Reale Mutua: questo è il 39° anno, con 64 di bollini all’Inps. È una bella cosa: sono ancora vivo e attivo» ha raccontato lui stesso.
Negli anni Ottanta Giuseppe Barlassina è stato anche consigliere comunale per il Partito repubblicano e successivamente assessore alle finanze. Ha poi assunto la presidenza dell’Anmil, l’associazione degli invalidi sul lavoro, ruolo mantenuto per vent’anni. E' sua, tra tutte, l’iniziativa di installare la grande scultura di Pablo Atchugarry alla rotonda del Caleotto, quale monumento ai Caduti sul lavoro, inaugurato nel 2003 e per realizzare il quale aveva promosso una raccolta di fondi tra semplici cittadini e aziende.
“Una figura che ha lasciato un segno importante nella vita della nostra città, distinguendosi per impegno, competenza e generosità”. Così lo tratteggia il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, Mauro Piazza, sottolineando come Barlassina, oltre che per ANMIL è stato anche punto di riferimento per numerose realtà del volontariato, dello sport e dell'associazionismo lecchese.
“Giuseppe ha saputo coniugare l’impegno professionale e istituzionale con una costante attenzione verso gli altri. Alla guida dell’ANMIL ha dedicato energie e passione alla promozione della sicurezza sul lavoro e alla tutela della dignità delle persone infortunate, contribuendo a sensibilizzare la comunità su temi di grande valore civile e sociale”.
Si è spento a 78 anni Giuseppe Barlassina, "noto personaggio lecchese", come definito sulla locandina che pubblicizzava l'uscita per l'appunto del suo libro.
Barlassina, arrivato in città dal 1961, dopo essersi iscritto al Badoni aveva tentato la carriera militare, da aviatore, lasciando poi la divisa su sollecitazione del preside Antonino Cusolito. «Mi convinse ad abbandonare il militare: mi aveva trovato un posto di lavoro in una fabbrica. Lavoravo di notte per poter studiare di giorno e laurearmi alla Cattolica. Lavorai in diverse fabbriche e poi mi misi a fare l’assicuratore: dieci anni all’Ina e poi alla Reale Mutua: questo è il 39° anno, con 64 di bollini all’Inps. È una bella cosa: sono ancora vivo e attivo» ha raccontato lui stesso.
Negli anni Ottanta Giuseppe Barlassina è stato anche consigliere comunale per il Partito repubblicano e successivamente assessore alle finanze. Ha poi assunto la presidenza dell’Anmil, l’associazione degli invalidi sul lavoro, ruolo mantenuto per vent’anni. E' sua, tra tutte, l’iniziativa di installare la grande scultura di Pablo Atchugarry alla rotonda del Caleotto, quale monumento ai Caduti sul lavoro, inaugurato nel 2003 e per realizzare il quale aveva promosso una raccolta di fondi tra semplici cittadini e aziende.
“Una figura che ha lasciato un segno importante nella vita della nostra città, distinguendosi per impegno, competenza e generosità”. Così lo tratteggia il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, Mauro Piazza, sottolineando come Barlassina, oltre che per ANMIL è stato anche punto di riferimento per numerose realtà del volontariato, dello sport e dell'associazionismo lecchese.
“Giuseppe ha saputo coniugare l’impegno professionale e istituzionale con una costante attenzione verso gli altri. Alla guida dell’ANMIL ha dedicato energie e passione alla promozione della sicurezza sul lavoro e alla tutela della dignità delle persone infortunate, contribuendo a sensibilizzare la comunità su temi di grande valore civile e sociale”.





















