Lecco, il coraggio oltre la paura: sei poliziotti salvano un giovane. Il Coisp chiede un riconoscimento
Salvataggio "in quota" ieri mattina alla stazione di Lecco dove un ragazzo di appena 29 anni si è arrampicato su un palo semaforico, a ridosso dei cavi dell'alta tensione che alimentano la linea ferroviaria, con il chiaro intento di farla finita. A dissuaderlo, dopo essersi adoperati per raggiungerlo e per mettere in sicurezza lo scenario, nonchè dopo aver intavolato con lui un confronto, sono stati gli agenti di due Volanti della Polizia, rilevando un cittadino che, meritoriamente, per primo, compresa la situazione si è attivato per evitare il peggio.
Trasferito in ospedale, per 29enne si è poi reso necessario un ulteriore intervento degli uomini e delle donne dalla Questura, chiamati nuovamente a riportarlo alla tranquillità, dopo aver manifestato ulteriormente intenzioni suicidiarie. A raccontare, nel dettaglio, l'accaduto è il segretario provinciale del COISP, sottolineando il coraggio dimostrato dai colleghi. Un coraggio da premiare, per il sindacato.
Di seguito il testo integrale del comunicato.
Il COISP – Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia, sindacato maggiormente rappresentativo sul piano nazionale, rappresentato a Lecco dal Segretario Generale Provinciale Rinaldi Antonio, esprime il più profondo apprezzamento agli operatori della Polizia di Stato della Questura di Lecco protagonisti, nella mattinata del 12 ottobre 2026, di un intervento di straordinaria delicatezza, nel quale coraggio, professionalità, spirito di squadra e umanità si sono uniti per salvaguardare una vita umana.
Ci sono interventi che non si misurano con il numero delle persone identificate, delle denunce o degli arresti. Ci sono momenti nei quali il valore di un poliziotto si manifesta nella sua forma più autentica: quando una persona rischia di morire e qualcuno decide di non voltarsi dall’altra parte.
A Lecco, quella mattina, sei operatori della Polizia di Stato hanno dimostrato che dietro una divisa non c’è soltanto una funzione da svolgere, ma una responsabilità verso la vita. Venti minuti sospesi tra il pericolo e la speranza.
Erano circa le 6 del mattino quando, a seguito di segnalazioni giunte al Numero Unico di Emergenza 112, gli equipaggi delle Volanti Zara 41 e Volante 1 intervenivano presso la stazione ferroviaria di Lecco, in piazza Lega Lombarda. Un giovane si trovava a circa cinque metri d’altezza, arrampicato su un palo semaforico a ridosso dei cavi dell’alta tensione del binario 1, minacciando di lasciarsi cadere. Un cittadino cercava coraggiosamente di trattenerlo, mentre gli operatori si trovavano davanti a una situazione estremamente pericolosa, nella quale ogni movimento poteva compromettere l’esito del soccorso.
Il Vice Ispettore Francesco Airò Farulla raggiungeva prontamente il giovane in quota, al fine di intervenire direttamente e scongiurare che lo stesso portasse a compimento l’intento suicidario.
In tale frangente, l’Agente Vincenzo Vella si attivava tempestivamente per recuperare una scala, consentendo così al Vice Ispettore di raggiungere rapidamente il ragazzo e di intervenire con immediatezza per impedirne la caduta e dissuaderlo dal compiere l’estremo gesto.
Contestualmente, l’Agente Matthias Vazzana si adoperava per richiedere l’interruzione dell’alimentazione elettrica della linea, al fine di garantire condizioni di maggiore sicurezza durante le operazioni di soccorso.
Nel contempo, l’Agente Vincenzo Vella, unitamente all’Agente Martina Piraino, si posizionava al di sotto della struttura, mantenendosi pronto a intervenire in caso di necessità e prodigandosi, altresì, nel rassicurare il giovane, nel tentativo di dissuaderlo dal compiere il gesto estremo.
Con l’arrivo della Volante Zara 40, l’Ispettore Domenico Rocco Libertella, constatando le difficoltà incontrate dal Vice Ispettore Francesco Airò Farulla e dall’Agente Matthias Vazzana, già impegnati, con notevole sforzo e non senza difficoltà, a trattenere il giovane e a impedirne la caduta, decideva di raggiungerli in quota, utilizzando una scala reperita grazie alla collaborazione del personale tecnico ferroviario. Il suo intervento si rivelava determinante nel fornire ulteriore supporto ai colleghi che, nonostante la resistenza del giovane e le condizioni di elevato rischio, riuscivano, grazie allo sforzo congiunto e alla piena collaborazione tra gli operatori, a riportarlo finalmente a terra e a metterlo in sicurezza. Non un gesto isolato, ma una scelta operativa maturata in una situazione di estrema criticità: mentre alcuni colleghi affrontavano direttamente il pericolo in quota, altri lavoravano per mettere in sicurezza l’area, cercavano di rassicurare il giovane e contribuivano a creare le condizioni per riportarlo a terra.
La scala, la collaborazione, il coordinamento e la capacità di agire insieme sono diventati strumenti essenziali di un intervento nel quale la differenza non l’ha fatta soltanto la forza fisica, ma anche la lucidità di ogni singolo operatore.
Gli Agenti Giada Cicerone, Martina Piraino e Vincenzo Vella si impegnavano nella mediazione, cercando di instaurare un dialogo con il giovane, rassicurarlo e conquistare la sua fiducia.
Perché, in una situazione simile, non basta riuscire a raggiungere una persona: occorre anche provare a raggiungerla umanamente, comprendere la sua fragilità e cercare di convincerla a scegliere di vivere. Voglio sottolineare anche il valore di chi, da terra, ha continuato a dialogare con il giovane.
Perché non tutto si risolve con la forza fisica. A volte servono pazienza, sensibilità, parole misurate e la capacità di avvicinarsi alla sofferenza di una persona senza giudicarla. I nostri colleghi hanno messo in campo entrambe le dimensioni della professione: la capacità operativa di affrontare un'emergenza e quella umana di riconoscere, dietro quella situazione drammatica, una persona da proteggere
Dopo circa venti minuti di tensione, sforzi e collaborazione, il giovane veniva finalmente riportato a terra e affidato alle cure dei sanitari, tempestivamente attivati insieme ai Vigili del Fuoco.
Quando il pericolo è davanti agli occhi, il coraggio è intervenire. Quando una persona non riesce più a chiedere aiuto, il coraggio è non smettere di cercare un modo per salvarla.
Anche in ospedale, la missione non era finita Il giovane, trasportato al pronto soccorso, manifestava successivamente nuovi comportamenti autolesivi, allontanandosi dalla struttura e iniziando a colpirsi con un oggetto raccolto da terra.
Il Vice Ispettore Francesco Airò Farulla e l’Agente Martina Piraino intervenivano immediatamente per interrompere il gesto e mettere nuovamente in sicurezza il ragazzo. La Volante 1 raggiungeva il posto in ausilio, collaborando nella gestione della situazione fino all’affidamento al personale sanitario.
Anche in questa circostanza, l’attenzione degli operatori e la prontezza della loro risposta hanno permesso di affrontare un nuovo momento di pericolo, confermando che la responsabilità del soccorso non si esaurisce quando la prima emergenza sembra superata.
La dichiarazione del Segretario Generale Provinciale del COISP, Rinaldi Antonio: «Da Segretario Generale Provinciale del COISP di Lecco, ma soprattutto da appartenente a una comunità che riconosce il valore di chi ogni giorno indossa una divisa, sento il dovere e l’orgoglio di rivolgere un ringraziamento sincero ai colleghi Domenico Rocco Libertella, Giada Cicerone, Francesco Airò Farulla, Martina Piraino, Matthias Vazzana e Vincenzo Vella. Quello che hanno fatto non è soltanto un intervento riuscito. È la dimostrazione concreta di cosa significhino professionalità, spirito di squadra e senso del dovere quando vengono messi alla prova nelle condizioni più difficili. Esistono la preparazione professionale, l’esperienza, la lucidità e la capacità di prendere decisioni difficili in pochi istanti. La professionalità di un poliziotto si misura anche in questo: nella capacità di usare la forza quando necessario, ma anche nella sensibilità di capire quando una parola, un tono di voce o un gesto possono contribuire a salvare una vita. A tutti loro dico grazie. Grazie per aver dimostrato che cosa significhi lavorare insieme, sostenersi reciprocamente e mettere le proprie capacità al servizio della collettività. Grazie per aver ricordato, attraverso i fatti, che dietro ogni uniforme c’è una persona, ma anche una promessa di responsabilità verso gli altri. La Polizia di Stato non è soltanto quella che interviene quando una legge viene violata. È anche quella che arriva quando una vita è in pericolo. È quella che sale, tende una mano, cerca le parole giuste e rimane accanto a chi sta attraversando il momento più buio. Noi spesso diciamo “Esserci sempre”. Ma quelle parole acquistano il loro significato più profondo proprio in situazioni come questa. Esserci significa non arretrare davanti alla difficoltà e non considerare mai una persona in pericolo come un problema di qualcun altro. Perché il valore di una divisa non si misura soltanto da ciò che riesce a fermare, ma anche dalle vite che contribuisce a proteggere. E se oggi possiamo raccontare questa vicenda, è perché sei colleghi hanno saputo trasformare la preparazione in azione, il coraggio in responsabilità e il lavoro di squadra in un aiuto concreto per una persona in difficoltà. Ci sono medaglie che si portano sulla divisa e gesti che rimangono impressi nella coscienza. Ci sono interventi che finiscono con la fine del servizio e altri che ricordano, per sempre, perché abbiamo scelto di indossare questa uniforme. A Domenico, Giada, Francesco, Martina, Matthias e Vincenzo va il mio più sincero grazie, a nome del COISP di Lecco».
Il riconoscimento per un intervento di straordinario valore. Alla luce della complessità dell’intervento, dei rischi affrontati e della professionalità dimostrata sia presso la stazione ferroviaria sia successivamente in ospedale, il COISP di Lecco chiede formalmente all’Amministrazione di valutare il conferimento di un adeguato riconoscimento premiale ai sei operatori coinvolti.
Il Segretario Generale Provinciale Rinaldi Antonio conclude: «Valorizzare questi colleghi significa riconoscere il merito di chi ha saputo affrontare un’emergenza con coraggio, preparazione e umanità. Significa dare il giusto valore a un lavoro che, troppo spesso, viene raccontato soltanto quando qualcosa va storto, mentre merita di essere conosciuto anche quando produce il risultato più importante: proteggere una vita». Perché esserci sempre non è uno slogan. È una responsabilità. E, qualche volta, è la differenza tra una caduta e una mano che riesce a trattenerti. Tra la disperazione e una possibilità. Tra il pericolo e la vita. E qualche volta, grazie a quella scelta, una vita può avere una nuova possibilità.
Trasferito in ospedale, per 29enne si è poi reso necessario un ulteriore intervento degli uomini e delle donne dalla Questura, chiamati nuovamente a riportarlo alla tranquillità, dopo aver manifestato ulteriormente intenzioni suicidiarie. A raccontare, nel dettaglio, l'accaduto è il segretario provinciale del COISP, sottolineando il coraggio dimostrato dai colleghi. Un coraggio da premiare, per il sindacato.
Di seguito il testo integrale del comunicato.
Il COISP – Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia, sindacato maggiormente rappresentativo sul piano nazionale, rappresentato a Lecco dal Segretario Generale Provinciale Rinaldi Antonio, esprime il più profondo apprezzamento agli operatori della Polizia di Stato della Questura di Lecco protagonisti, nella mattinata del 12 ottobre 2026, di un intervento di straordinaria delicatezza, nel quale coraggio, professionalità, spirito di squadra e umanità si sono uniti per salvaguardare una vita umana.
Ci sono interventi che non si misurano con il numero delle persone identificate, delle denunce o degli arresti. Ci sono momenti nei quali il valore di un poliziotto si manifesta nella sua forma più autentica: quando una persona rischia di morire e qualcuno decide di non voltarsi dall’altra parte.
A Lecco, quella mattina, sei operatori della Polizia di Stato hanno dimostrato che dietro una divisa non c’è soltanto una funzione da svolgere, ma una responsabilità verso la vita. Venti minuti sospesi tra il pericolo e la speranza.
Erano circa le 6 del mattino quando, a seguito di segnalazioni giunte al Numero Unico di Emergenza 112, gli equipaggi delle Volanti Zara 41 e Volante 1 intervenivano presso la stazione ferroviaria di Lecco, in piazza Lega Lombarda. Un giovane si trovava a circa cinque metri d’altezza, arrampicato su un palo semaforico a ridosso dei cavi dell’alta tensione del binario 1, minacciando di lasciarsi cadere. Un cittadino cercava coraggiosamente di trattenerlo, mentre gli operatori si trovavano davanti a una situazione estremamente pericolosa, nella quale ogni movimento poteva compromettere l’esito del soccorso.
Il Vice Ispettore Francesco Airò Farulla raggiungeva prontamente il giovane in quota, al fine di intervenire direttamente e scongiurare che lo stesso portasse a compimento l’intento suicidario.
In tale frangente, l’Agente Vincenzo Vella si attivava tempestivamente per recuperare una scala, consentendo così al Vice Ispettore di raggiungere rapidamente il ragazzo e di intervenire con immediatezza per impedirne la caduta e dissuaderlo dal compiere l’estremo gesto.
Contestualmente, l’Agente Matthias Vazzana si adoperava per richiedere l’interruzione dell’alimentazione elettrica della linea, al fine di garantire condizioni di maggiore sicurezza durante le operazioni di soccorso.
Nel contempo, l’Agente Vincenzo Vella, unitamente all’Agente Martina Piraino, si posizionava al di sotto della struttura, mantenendosi pronto a intervenire in caso di necessità e prodigandosi, altresì, nel rassicurare il giovane, nel tentativo di dissuaderlo dal compiere il gesto estremo.
Con l’arrivo della Volante Zara 40, l’Ispettore Domenico Rocco Libertella, constatando le difficoltà incontrate dal Vice Ispettore Francesco Airò Farulla e dall’Agente Matthias Vazzana, già impegnati, con notevole sforzo e non senza difficoltà, a trattenere il giovane e a impedirne la caduta, decideva di raggiungerli in quota, utilizzando una scala reperita grazie alla collaborazione del personale tecnico ferroviario. Il suo intervento si rivelava determinante nel fornire ulteriore supporto ai colleghi che, nonostante la resistenza del giovane e le condizioni di elevato rischio, riuscivano, grazie allo sforzo congiunto e alla piena collaborazione tra gli operatori, a riportarlo finalmente a terra e a metterlo in sicurezza. Non un gesto isolato, ma una scelta operativa maturata in una situazione di estrema criticità: mentre alcuni colleghi affrontavano direttamente il pericolo in quota, altri lavoravano per mettere in sicurezza l’area, cercavano di rassicurare il giovane e contribuivano a creare le condizioni per riportarlo a terra.
La scala, la collaborazione, il coordinamento e la capacità di agire insieme sono diventati strumenti essenziali di un intervento nel quale la differenza non l’ha fatta soltanto la forza fisica, ma anche la lucidità di ogni singolo operatore.
Gli Agenti Giada Cicerone, Martina Piraino e Vincenzo Vella si impegnavano nella mediazione, cercando di instaurare un dialogo con il giovane, rassicurarlo e conquistare la sua fiducia.
Perché, in una situazione simile, non basta riuscire a raggiungere una persona: occorre anche provare a raggiungerla umanamente, comprendere la sua fragilità e cercare di convincerla a scegliere di vivere. Voglio sottolineare anche il valore di chi, da terra, ha continuato a dialogare con il giovane.
Perché non tutto si risolve con la forza fisica. A volte servono pazienza, sensibilità, parole misurate e la capacità di avvicinarsi alla sofferenza di una persona senza giudicarla. I nostri colleghi hanno messo in campo entrambe le dimensioni della professione: la capacità operativa di affrontare un'emergenza e quella umana di riconoscere, dietro quella situazione drammatica, una persona da proteggere
Dopo circa venti minuti di tensione, sforzi e collaborazione, il giovane veniva finalmente riportato a terra e affidato alle cure dei sanitari, tempestivamente attivati insieme ai Vigili del Fuoco.
Quando il pericolo è davanti agli occhi, il coraggio è intervenire. Quando una persona non riesce più a chiedere aiuto, il coraggio è non smettere di cercare un modo per salvarla.
Anche in ospedale, la missione non era finita Il giovane, trasportato al pronto soccorso, manifestava successivamente nuovi comportamenti autolesivi, allontanandosi dalla struttura e iniziando a colpirsi con un oggetto raccolto da terra.
Il Vice Ispettore Francesco Airò Farulla e l’Agente Martina Piraino intervenivano immediatamente per interrompere il gesto e mettere nuovamente in sicurezza il ragazzo. La Volante 1 raggiungeva il posto in ausilio, collaborando nella gestione della situazione fino all’affidamento al personale sanitario.
Anche in questa circostanza, l’attenzione degli operatori e la prontezza della loro risposta hanno permesso di affrontare un nuovo momento di pericolo, confermando che la responsabilità del soccorso non si esaurisce quando la prima emergenza sembra superata.
La dichiarazione del Segretario Generale Provinciale del COISP, Rinaldi Antonio: «Da Segretario Generale Provinciale del COISP di Lecco, ma soprattutto da appartenente a una comunità che riconosce il valore di chi ogni giorno indossa una divisa, sento il dovere e l’orgoglio di rivolgere un ringraziamento sincero ai colleghi Domenico Rocco Libertella, Giada Cicerone, Francesco Airò Farulla, Martina Piraino, Matthias Vazzana e Vincenzo Vella. Quello che hanno fatto non è soltanto un intervento riuscito. È la dimostrazione concreta di cosa significhino professionalità, spirito di squadra e senso del dovere quando vengono messi alla prova nelle condizioni più difficili. Esistono la preparazione professionale, l’esperienza, la lucidità e la capacità di prendere decisioni difficili in pochi istanti. La professionalità di un poliziotto si misura anche in questo: nella capacità di usare la forza quando necessario, ma anche nella sensibilità di capire quando una parola, un tono di voce o un gesto possono contribuire a salvare una vita. A tutti loro dico grazie. Grazie per aver dimostrato che cosa significhi lavorare insieme, sostenersi reciprocamente e mettere le proprie capacità al servizio della collettività. Grazie per aver ricordato, attraverso i fatti, che dietro ogni uniforme c’è una persona, ma anche una promessa di responsabilità verso gli altri. La Polizia di Stato non è soltanto quella che interviene quando una legge viene violata. È anche quella che arriva quando una vita è in pericolo. È quella che sale, tende una mano, cerca le parole giuste e rimane accanto a chi sta attraversando il momento più buio. Noi spesso diciamo “Esserci sempre”. Ma quelle parole acquistano il loro significato più profondo proprio in situazioni come questa. Esserci significa non arretrare davanti alla difficoltà e non considerare mai una persona in pericolo come un problema di qualcun altro. Perché il valore di una divisa non si misura soltanto da ciò che riesce a fermare, ma anche dalle vite che contribuisce a proteggere. E se oggi possiamo raccontare questa vicenda, è perché sei colleghi hanno saputo trasformare la preparazione in azione, il coraggio in responsabilità e il lavoro di squadra in un aiuto concreto per una persona in difficoltà. Ci sono medaglie che si portano sulla divisa e gesti che rimangono impressi nella coscienza. Ci sono interventi che finiscono con la fine del servizio e altri che ricordano, per sempre, perché abbiamo scelto di indossare questa uniforme. A Domenico, Giada, Francesco, Martina, Matthias e Vincenzo va il mio più sincero grazie, a nome del COISP di Lecco».
Il riconoscimento per un intervento di straordinario valore. Alla luce della complessità dell’intervento, dei rischi affrontati e della professionalità dimostrata sia presso la stazione ferroviaria sia successivamente in ospedale, il COISP di Lecco chiede formalmente all’Amministrazione di valutare il conferimento di un adeguato riconoscimento premiale ai sei operatori coinvolti.
Il Segretario Generale Provinciale Rinaldi Antonio conclude: «Valorizzare questi colleghi significa riconoscere il merito di chi ha saputo affrontare un’emergenza con coraggio, preparazione e umanità. Significa dare il giusto valore a un lavoro che, troppo spesso, viene raccontato soltanto quando qualcosa va storto, mentre merita di essere conosciuto anche quando produce il risultato più importante: proteggere una vita». Perché esserci sempre non è uno slogan. È una responsabilità. E, qualche volta, è la differenza tra una caduta e una mano che riesce a trattenerti. Tra la disperazione e una possibilità. Tra il pericolo e la vita. E qualche volta, grazie a quella scelta, una vita può avere una nuova possibilità.
Il Segretario Generale Provinciale di Lecco Rinaldi Antonio





















