Al Parini l'apertura dell'anno scolastico 2026/2027: 'fidatevi degli adulti'

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L’atrio dell’Istituto Superiore Giuseppe Parini» di Lecco si è riempito di motivazione, energia e nuovi sogni. La cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico ha investito tutti i presenti di rinnovata voglia di apprendere, dando, specialmente ai ragazzi, una prospettiva positiva per i mesi di studio che seguiranno. 
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La cerimonia è stata coordinata da Raffaele Cesana, dell’Ufficio Scolastico Territoriale. Insieme a studentesse e studenti c’erano i rappresentanti delle Istituzioni cittadini ed i colleghi del Liceo Musicale che hanno impreziosito la mattinata.
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Al tavolo, poi, la dirigente Raffaella Maria Crimella, il sindaco Filippo Boscagli, il consigliere provinciale con delega all’Istruzione e alla Formazione professionale Antonio Pasquini, il sottosegretario di Regione Lombardia Mauro Piazza, il dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale Adamo Castelnuovo e il prefetto Paolo Ponta.
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La dirigente Crimella ha accolto gli ospiti “nel cuore” della scuola. Ha parlato di un avvio in cui, “accanto alla scoperta di nuovi talenti, restano difficoltà da accompagnare. L’atrio - ha raccontato - un tempo non era così aperto: dopo il Covid ha cominciato a sembrarle più stretto, e proprio questo ha regalato nuove possibilità”. Da allora lo legge come “la rappresentazione tangibile di una comunità educante, aperta non solo a chi la frequenta ma anche al territorio”. Agli adulti presenti, in qualità di figure di riferimento, ha chiesto di “includere e recuperare, custodire e proteggere, fare rete e assumersi la responsabilità dei ragazzi che crescono”.
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Il sindaco Filippo Boscagli si è detto particolarmente legato all’istituto, di cui ha ricordato gli incontri per la presidenza della consulta degli studenti. Lo ha definito “uno spazio di crescita in cui si diventa cittadini responsabili e persone libere”. Ha distinto chi è in prima, davanti a un nuovo inizio, da chi è in quinta e ha di fronte il proprio futuro: “in entrambi i casi - ha affermato - la scelta dipende anche dall’esempio del mondo adulto, dove serve ascolto, fiducia, collaborazione e riconoscimento dei rispettivi ruoli”. 
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Antonio Pasquini ha chiesto di mettere al centro i ragazzi, le loro diversità e la capacità di ragionare. “Quello che siamo oggi lo dobbiamo in parte ai nostri insegnanti - ha detto. E ancora - Voi siete delle fiaccole da accendere, non dei vasi da riempire.” Non esiste una scuola sganciata dalla realtà territoriale in cui vive: la collaborazione con il mondo esterno è fondamentale. “Il vostro futuro inizia in queste aule.”
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Il sottosegretario di Regione Lombardia Mauro Piazza ha chiamato il Parini un “topos, visto come luogo altamente simbolico della città”, cerniera tra la casa del Manzoni e la fabbrica storica del Caleotto. “Ogni giorno - ha osservato - qui si concreta l’alleanza tra territorio e scuola, anche attraverso le imprese”, oltre che un rapporto sempre più stretto con il mondo del lavoro. “La Regione - ha ricordato - ha infatti fra i suoi obiettivi ridurre il divario tra formazione e lavoro con percorsi dedicati”.
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Adamo Castelnuovo ha sottolineato l’importanza di fermarsi, assaporare il momento, perché l’anno scolastico “passa sempre più velocemente”. Ha parlato di un investimento su ciò che gli studenti sono e faranno. “Quello che provate - ha detto ai ragazzi - è lo stesso che abbiamo provato noi. Fidatevi degli adulti, di una presenza vera, per darvi un futuro di soddisfazioni”. 
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Al prefetto Paolo Ponta l’onere di chiudere gli interventi. “Ci sentiamo davvero accolti questa mattina - ha esordito - La scuola non è soltanto il luogo in cui si riversano informazioni, ma quello in cui si esercitano curiosità e scoperta”. Ha infatti invitato gli studenti a “imparare con la propria testa e con il proprio cuore”, in un ambiente dove l’eccellenza e la performance non devono essere l’obiettivo, bensì “la voglia di tirare fuori il meglio di sé”. Il prefetto ha proposto un aiuto che deve arrivare prima di tutto dai compagni. “Lecco - ha concluso - sa fare sistema: qui nessuno si isola”.
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La mattinata è poi proseguita con la presentazione dell’offerta formativa, illustrata direttamente dai protagonisti della scuola: i suoi studenti e le sue studentesse. Ha seguito poi un itinerario fra i vari laboratori e spazi aperti, grazie soprattutto al contributo di studenti affetti da disabilità, che hanno saputo essere perfetti accompagnatori e ciceroni.

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M.E.
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