L’ingresso alla Villa Manzoni gratuito per i cittadini di Lecco. L'annuncio al Festival

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L’ingresso a Villa Manzoni sarà gratuito per i cittadini di Lecco. Lo ha annunciato il sindaco Filippo Boscagli inaugurando l’edizione di quest’anno del festival “Lecco città dei Promessi Sposi” che tiene banco in questo fine settimana.
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Il primo cittadino ha sottolineato l’emozione per una rassegna che torna nella villa del Caleotto dopo gli anni di chiusura per i lavori di ristrutturazione e ha rilevato come non ci sia immobile più caro ai lecchesi.
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La decisione dell’ingresso gratuito ai residenti è quindi un modo di restituire la dimora manzoniana alla città che tutti abbiamo a cuore. «Sono orgoglioso – ha proseguito Boscagli – di mostrare come Lecco è in grado di promuovere cultura nazionale e internazionale.»
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Momento, dunque, di particolare significato l’avvio del festival che ritorna a Villa Manzoni. Al netto di paramenti neri da camera ardente e delle finestre riaperte nelle scuderie ma in questa occasione oscurate: tutto per ragioni di acustica, la spiegazione.
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L’assessore alla cultura Cinzia Bettega ha ricordato il legame tra Lecco, Alessandro Manzoni e “I Promessi Sposi” che ha portato nel mondo il nome della nostra città. Villa Manzoni sarà oggetto di altri lavori – ha aggiunto l’assessore – e intenzione di questa giunta è di potenziare ulteriormente l’offerta manzoniana. Ha poi parlato delle tante associazioni presenti in città che potranno costituire un “sistema Lecco” per la cultura, associazioni che vedono impegnati molti giovani, così da poter dire che a Lecco l’avvicinamento dei giovani ai classici è già cominciato: «C’è tanto lavoro da fare – ha concluso -, facciamolo assieme.»
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Da parte sua, il conservatore onorario dei musei e direttore artistico del festival Mauro Rossetto ha rimarcato come le prenotazioni per le iniziative del festival abbiano fatto registrare il tutto esaurito nel giro di poco tempo, con la necessità di stilare fin dalle prime ore liste d’attesa. Circostanza – diciamo noi – che dovrebbe però indurre a qualche riflessione per le prossime edizioni.
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Rossetto ha ripetuto come il festival lecchese sia l’unico in Italia dedicato al Manzoni, ha evidenziato come tutte le iniziative siano ideate ad hoc e si è poi concentrato sul tema di questa edizione: guerra, giustizia, libertà, le parole del Manzoni: «Quando l’ho proposto all’assessore Bettega ed è stato subito accettato – ha detto - due minuti dopo mi sono reso conto che era roba da far tremare le vene ai polsi. Ci troviamo a vivere una temperie epocale, quando anche il concetto di libertà che davamo per scontato è messo in discussione. È indubbio che siano argomenti di attualità. Abbiamo rischiato.»
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L’attenzione si è poi spostata su Matilde Tortora, la storica del cinema che ha aperto il festival proprio con una conferenza sui “Promessi sposi” nel cinema, ma nell’occasione ha anche donato la propria collezione di cartoline relative al film muto del 1913 diretto da Eleuterio Rodolfi e prodotto dal torinese Arturo Ambrosio. Tortora ha spiegato come quelle cartoline siano state ideate per rispondere al desiderio del pubblico di conservare qualcosa di quel film. 
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«Oggi – ha detto – quando vediamo un film che ci piace, sappiamo che, se vogliamo, possiamo anche averne una copia da conservare. Allora non era così. Come fare? Ambrosio si inventò queste cartoline che riproducevano le scene più importanti del film, mettendole in vendita nelle tabaccherie. Le faceva uscire con il contagocce, con una sequenza casuale così da fidelizzare il pubblico. Negli anni Novanta mi sono messa a cercare quelle cartoline. Non è stato facile. La ricerca è stata lunga.»
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Quelle cartoline, in questi giorni di festival, sono esposte in due bacheche allestite nella cappella di Villa Manzoni e successivamente andranno ad arricchire la collezione del museo, colmando un vuoto della raccolta cittadina.
D.C.
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