Sicurezza e degrado a Calolziocorte: la Giunta continua a "girare al largo" dai problemi reali della città

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Due mesi fa, in Consiglio Comunale, è stata sollevata una denuncia precisa, supportata dai fatti e dalle continue segnalazioni dei residenti: l’immobile dell’ex ASL di piazza Kennedy, in pieno centro, è ancora occupato abusivamente.
Mercoledì sera, durante l'ultima seduta consiliare, a distanza di due mesi da quella segnalazione, la risposta dell’Amministrazione si è riassunta in un’unica, desolante realtà: nulla è stato fatto. Come già accaduto per altre criticità irrisolte della nostra città, la domanda sorge spontanea e resta sempre la stessa: perché? Perché di fronte a un rischio concreto per la sicurezza pubblica e il decoro urbano si sceglie la via dell'inerzia? La maggioranza e le "comparsate" di qualche assessore continuano a ostentare sui media e sui social un racconto fatto di azioni mirate, risolute e costanti per salvaguardare Calolziocorte. Metodo che si scontra puntualmente con la realtà dei fatti.
Quando i riflettori delle passerelle si spengono, l'Amministrazione nei fatti "gira al largo" dai problemi veri, lasciando i quartieri e i cittadini a convivere con lo stato di abbandono.
I casi emblematici purtroppo non mancano e delineano un fallimento gestionale totale, ribadito con forza ieri sera in Aula:
• L'area della Cartiera ignorata: nell'ultima variazione di bilancio è stata stanziata un’importante somma per la videosorveglianza con l'installazione di nuove telecamere lungo viale De Gasperi. Eppure, inspiegabilmente, si è deciso di non prendere in considerazione l'area adiacente alla Cartiera, dove i cittadini calolziesi denunciano quasi quotidianamente degrado, palesi episodi di spaccio e un profondo senso di timore nell'attraversarla.
• I cancelli aperti in Comune e il ricovero mezzi: il paradosso più eclatante si consuma proprio nel cuore del Municipio. I cancelli della piazzetta interna che ospita il Monumento ai Caduti e l'accesso all'area sottostante destinata al ricovero dei mezzi comunali rimangono perennemente spalancati, di giorno e di notte. Non è bastato il gravissimo precedente del settembre 2011, quando ignoti diedero alle fiamme l'intero parco mezzi. Nemmeno quella lezione è servita.
• Il Comando di Polizia Locale in Stazione: un'operazione di spostamento fortemente sbandierata e costosa che si sta rivelando priva di reale efficacia. Il tasso di turnover degli agenti è diventato persino imbarazzante: le risorse umane fuggono e, evidentemente, nessuno vuole restare a lavorare a Calolziocorte a queste condizioni gestionali.
• La Casa delle Associazioni: colpita da pesanti furti ai danni dei sodalizi locali, la struttura comunale a oggi è ancora priva di un sistema di allarme. Per mesi l'Amministrazione ha tollerato accampamenti abusivi sorti proprio davanti alla porta d’ingresso, lasciando sole le realtà del volontariato. La pezza, poi, è persino peggiore del buco.
Di fronte alle legittime richieste di spiegazioni sull'esclusione della Cartiera dagli investimenti sulla videosorveglianza, la risposta dell'assessore alla Sicurezza, Luca Caremi, ha toccato vette surreali, uscendosene con una "sparata" clamorosa: “lì passa il metanodotto e non possiamo collegare la fibra”.
Una scusa tecnica imbarazzante nell'era dei ponti radio e delle tecnologie wireless, utile solo a mascherare l'assenza di volontà politica.
L’impressione ormai netta è che questa Giunta e la sua maggioranza abbiano deciso semplicemente di "galleggiare" fino alla scadenza del mandato. Meno acqua si smuove, meno problemi si devono affrontare. In questo scenario, il vecchio slogan “fatti e non parole” suona ormai come una campana rotta. Dopo oltre trent'anni di presenza nell'amministrazione del nostro Comune, è possibile che non ci sia più la minima volontà di ripartire con un progetto serio, con qualcosa che faccia finalmente parlare di Calolziocorte in positivo? Le problematiche sul tavolo sono tante, troppe, e molte sono ormai scivolate fuori controllo, diventando di difficilissima risoluzione.
Oggi non è solo un atto di denuncia, ma un appello per la città: non si chiede al Sindaco Ghezzi e alla sua maggioranza di trovare una soluzione immediata a problemi che loro stessi hanno lasciato diventare cronici, ma almeno facciano vedere che vogliono tentare di risolverli! Certo, correre ai ripari quando "i buoi sono già scappati dalla stalla" rende tutto maledettamente più difficile e complicato.
Ma Calolziocorte e i suoi abitanti meritano un'amministrazione che almeno ci provi, non una che si arrende e gira al largo. 
Sonia Mazzoleni, Gruppo "Calolziocorte BeneComune" 
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