Tessere la metro
Più treni tra Lecco e Milano chiede il Sindaco Boscagli nell'ennesimo incontro di questi anni tra Trenord e Comune? Bene Ma sarebbe un peccato che, ancora una volta, il tema finisse tutto dentro i due capolinea dei cinquanta chilometri che separano Lecco da Milano. Perché il vero tema, per Lecco, potrebbe/dovrebbe essere un altro: trasformare la ferrovia in una metropolitana leggera
Non è un'idea nuova. Anzi, è una di quelle idee che a Lecco sembrano avere ormai un'età anagrafica sufficiente per rispondere al servizio di leva. Se ne discute da decenni. Ci furono anche sperimentazioni grazie all'allora assessore provinciale Morganti. Insomma, non si sta inventando oggi una suggestione.
Si chiede di tornare a parlarne, chiedere ai tavoli, programmare e dove serve puntare anche i piedi per non star fermi come già visto negli anni, dove pur inserita nei programmi del far credere per quelli che ci son cascati, è stata lasciata sul binario morto per poi pure bocciarla nel Pgt (reg. n.07.1 prot.106281 del 6/10/25)
Eppure, il concetto sarebbe semplice. Non soltanto andare più velocemente da Lecco a Milano, ma muoversi più facilmente dentro e attorno a Lecco. Un servizio frequente, cadenzato, affidabile, capace di utilizzare le linee esistenti come una vera infrastruttura di trasporto urbano e territoriale: Lecco, i collegamenti verso Calolziocorte, Oggiono, Mandello e, dove tecnicamente possibile e utile, nuove fermate. (es: Piccola, Bione, Caviate) È questo il punto che oggi meriterebbe di essere rimesso al centro.
Il sindaco Boscagli ha incontrato Trenord e ha chiesto più collegamenti sulla Lecco-Milano. Bene. Ma quanti? In quali fasce orarie? Con quale cadenzamento? Su quale delle due direttrici? Con quali fermate? Con quali obiettivi per il servizio locale?
Perché dire "più treni" è una dichiarazione. Dire quali treni, dove, quando e con quale progetto di mobilità è un programma. E forse sarebbe arrivato il momento che i comunicati stampa del Comune, come quelli di Trenord, fossero un po' meno comunicati e un po' più risultati. Lo dico perché di annunci ferroviari, a Lecco, ne abbiam già visti parecchi. Abbiam perfino avuto chi prometteva LC-MI in 30', quando la questione era assai più complessa di uno slogan elettorale. -Per non rimettere sul piatto un'altra domanda. Quando la ferrovia è stata chiusa per mesi per i lavori legati alle Olimpiadi perché non si è utilizzata quella necessità per affrontare anche i nodi infrastrutturali cittadini. (che da anni accompagnano (anche) l'idea della metropolitana leggera) Per esempio, gli interventi dei sottopassi di via Capodistria e Rosmini e gli accessi alle eventuali nuove fermate?
Perché una metropolitana leggera nasce quando la città decide che quei binari son parte della propria rete di trasporto pubblico. E allora la domanda che sarebbe interessante rivolgere oggi al Comune non è soltanto: "Quante corse avete chiesto a Trenord per Milano?"
È questa: Qual è il progetto che avete per la ferrovia dentro Lecco? Perché Milano è una destinazione. Lecco, invece, dovrebbe essere una rete. E magari, dopo duecento anni di discussioni e silenzi sarebbe finalmente il caso di cominciare a tesserla
Non è un'idea nuova. Anzi, è una di quelle idee che a Lecco sembrano avere ormai un'età anagrafica sufficiente per rispondere al servizio di leva. Se ne discute da decenni. Ci furono anche sperimentazioni grazie all'allora assessore provinciale Morganti. Insomma, non si sta inventando oggi una suggestione.
Si chiede di tornare a parlarne, chiedere ai tavoli, programmare e dove serve puntare anche i piedi per non star fermi come già visto negli anni, dove pur inserita nei programmi del far credere per quelli che ci son cascati, è stata lasciata sul binario morto per poi pure bocciarla nel Pgt (reg. n.07.1 prot.106281 del 6/10/25)
Eppure, il concetto sarebbe semplice. Non soltanto andare più velocemente da Lecco a Milano, ma muoversi più facilmente dentro e attorno a Lecco. Un servizio frequente, cadenzato, affidabile, capace di utilizzare le linee esistenti come una vera infrastruttura di trasporto urbano e territoriale: Lecco, i collegamenti verso Calolziocorte, Oggiono, Mandello e, dove tecnicamente possibile e utile, nuove fermate. (es: Piccola, Bione, Caviate) È questo il punto che oggi meriterebbe di essere rimesso al centro.
Il sindaco Boscagli ha incontrato Trenord e ha chiesto più collegamenti sulla Lecco-Milano. Bene. Ma quanti? In quali fasce orarie? Con quale cadenzamento? Su quale delle due direttrici? Con quali fermate? Con quali obiettivi per il servizio locale?
Perché dire "più treni" è una dichiarazione. Dire quali treni, dove, quando e con quale progetto di mobilità è un programma. E forse sarebbe arrivato il momento che i comunicati stampa del Comune, come quelli di Trenord, fossero un po' meno comunicati e un po' più risultati. Lo dico perché di annunci ferroviari, a Lecco, ne abbiam già visti parecchi. Abbiam perfino avuto chi prometteva LC-MI in 30', quando la questione era assai più complessa di uno slogan elettorale. -Per non rimettere sul piatto un'altra domanda. Quando la ferrovia è stata chiusa per mesi per i lavori legati alle Olimpiadi perché non si è utilizzata quella necessità per affrontare anche i nodi infrastrutturali cittadini. (che da anni accompagnano (anche) l'idea della metropolitana leggera) Per esempio, gli interventi dei sottopassi di via Capodistria e Rosmini e gli accessi alle eventuali nuove fermate?
Perché una metropolitana leggera nasce quando la città decide che quei binari son parte della propria rete di trasporto pubblico. E allora la domanda che sarebbe interessante rivolgere oggi al Comune non è soltanto: "Quante corse avete chiesto a Trenord per Milano?"
È questa: Qual è il progetto che avete per la ferrovia dentro Lecco? Perché Milano è una destinazione. Lecco, invece, dovrebbe essere una rete. E magari, dopo duecento anni di discussioni e silenzi sarebbe finalmente il caso di cominciare a tesserla
Paolo Trezzi





















