Via 20.000€ dell’amministrata, legale è ‘tacciata’ di peculato. Anche l’Ordine degli avvocati si costituisce

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Era già stata indagata, con un'altra collega, quale amministratore di sostegno del professor Carlo Gilardi, venendo poi assolta all'esito del processo celebrato con rito abbreviato nel settembre del 2022, nel bel mezzo del polverone mediatico sollevato attorno all'airunese della trasmissione televisiva Le Iene che, prima ancora della giustizia, l'aveva rincorsa per le strade di Mandello per chiederle conto dell'acquisto di una bicicletta poi finita all'attenzione anche della Guardia di Finanza. 
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La Procura di Lecco ha chiesto nuovamente venga esercitata l'azione penale nei confronti dell'avvocato Adriana Lanfranconi, per l'ipotesi di reato di cui all'articolo 314 del codice penale e dunque per peculato, in riferimento sempre alla sua attività di amministratrice di sostegno. Ma non solo.
Quest'oggi in Aula, al cospetto del giudice per le udienze preliminari Gianluca Piantadosi, si è proceduto ad un ampliamento del capo d'imputazione. Con un aggravio dunque della somma che, secondo gli inquirenti, la legale avrebbe illecitamente drenato in proprio favore, salita a circa 20.000 euro rispetto ai soli 700 euro originariamente indicati nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal PM Simona Galuzzo, facendo riferimento ad un bonifico che l'indagata avrebbe effettuato dal conto dell'amministrata al proprio con causale "pagamento poltrona letto", dopo che la stessa era già stata - nell'ipotesi accusatoria - completamente saldata.
Una cifra, quella ora in contestazione, comunque ben lontana dagli oltre 90.000 euro, tra prelievi in contanti e da conto corrente, incasso immediato di assegni e "distrazioni", indicati invece dal legale che assiste la persona offesa nella memoria depositata nel giugno scorso per chiedere, sulla base della consulenza disposta in fase investigativa, l'integrazione del capo d'incolpazione e delle indagini preliminari.
Facile ipotizzare che, dopo la parziale "rettifica" operata dalla Procura, l'avvocato Ambra Ferretto tornerà ad "appellarsi", per far valere il proprio calcolo del "danno", al GUP, dopo che lo stesso quest'oggi in apertura di udienza ha sciolto le riserve relative proprio alla costituzione della parte civile, ammettendo tra l'altro anche quella dell'Ordine degli Avvocati di Lecco il cui consiglio, con una decisione non così usuale, ha scelto dunque di inserirsi nel procedimento a carico di una iscritta, chiamata in causa nell'esercizio del suo incarico di amministratore di sostegno, a partire dal 2013, di una donna - sua coetanea - residente nel calolziese, invalida al 100%. A rappresentare l'Ordine è l'avvocato Stefano Pelizzari.
Si tornerà ora in Aula a dicembre.
A.M.
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