Lecco, Giubileo Francescano Cittadino con Delpini: richiamo all'essenzialità

banner bglobohomebig-29264.jpg
Ripercorrere gli ultimi istanti della vita di San Francesco per tornare all’essenziale. È stato questo il cuore del Giubileo Francescano Cittadino celebrato venerdì 25 settembre nella parrocchia dei frati, a Lecco, alla presenza dell’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini.
giubileofrancescano__4_.jpg (219 KB)
giubileofrancescano__1_.jpg (283 KB)
Una serata pensata non soltanto come memoria di una figura centrale della tradizione francescana, ma come occasione per interrogarsi, attraverso la sua testimonianza, sul modo in cui ancora oggi è possibile vivere il Vangelo.
giubileofrancescano__2_.jpg (252 KB)
giubileofrancescano__3_.jpg (215 KB)
Ad aprire la celebrazione è stato padre Vitale Maninetti, parroco della parrocchia di San Francesco d’Assisi, che ha introdotto il cammino invitando la comunità a ripercorrere la vita del Santo. La liturgia ha seguito idealmente gli ultimi momenti vissuti da Francesco alla Porziuncola di Assisi, la notte del 3 ottobre 1226, dalla rievocazione delle sue ultime ore, disteso nudo sulla nuda terra, fino alla lode e all’invocazione di «Sorella Morte».
Il percorso ha quindi condotto alla Croce, con la processione del Crocifisso di San Damiano e la lettura del Vangelo di Giovanni sulla lavanda dei piedi, prima dell’omelia dell’arcivescovo.
giubileofrancescano__7_.jpg (186 KB)
giubileofrancescano__12_.jpg (171 KB)
Proprio da qui è partita una delle domande centrali di Delpini: come possiamo comprendere davvero Francesco? Il rischio, ha osservato, è quello di avvicinarsi alla sua figura come a un personaggio del passato, attraverso studi, libri, racconti e interpretazioni, perdendo però la semplicità con cui il Santo ha vissuto e annunciato il Vangelo. Francesco, invece, parla «in modo semplice e puro», e per comprenderlo è necessario, prima di tutto, tornare a essere semplici. Una semplicità che oggi appare tutt’altro che scontata. L’uomo contemporaneo rischia di allontanarsi dall’essenziale del Vangelo, complicando ciò che dovrebbe essere immediato: il rapporto con gli altri, la capacità di rompere con il rancore, di superare i pregiudizi, di non vivere costantemente nella contrapposizione.
«Abbiamo tanti periferici lontani da Gesù», ha osservato l’arcivescovo, richiamando la distanza che può crearsi tra la fede e la concretezza della vita quotidiana. È proprio guardando alla conversione di Francesco che questa distanza diventa evidente.
giubileofrancescano__6_.jpg (221 KB)
giubileofrancescano__13_.jpg (260 KB)
Nel suo cammino, ciò che inizialmente appariva difficile e quasi intollerabile si trasforma in qualcosa di diverso, fino a diventare quella «dolcezza di anima e corpo» che Francesco stesso riconosce come decisiva.
Una trasformazione che nasce dall’incontro con l’altro e dall’apertura alla misericordia. Da qui anche il tema della povertà, altro elemento fondamentale della testimonianza francescana. Delpini ha invitato a chiedersi che cosa significhi davvero desiderare di avere meno, in una società nella quale il desiderio sembra spesso orientato nella direzione opposta. La scelta di Francesco diventa così una provocazione anche per il presente: che cosa siamo disposti a lasciare per fare spazio a ciò che conta davvero?
E c’è poi il rapporto con la morte. Francesco, ha ricordato l’arcivescovo, riesce ad avvicinarsi alla fine della propria vita con uno sguardo che la riconosce come passaggio verso la vita. Un atteggiamento distante dalla nostra difficoltà persino a pronunciare quella parola, mentre spesso cerchiamo di prolungare la vita senza riuscire a interrogarci sul suo significato più profondo. Anche in questo, la testimonianza di Francesco può diventare un’occasione per guardare alla vita con uno sguardo diverso, come l’ingresso nella vita di Gesù si apre alla gloria.
giubileofrancescano__17_.jpg (227 KB)
giubileofrancescano__10_.jpg (108 KB)
Il cammino della celebrazione si è concluso con la recita delle Lodi di Dio Altissimo e il canto «Dolce è sentire», dopo il ricordo del Transito del Santo e la lettura del Piccolo Testamento di Siena del 1226, con il suo richiamo all’amore reciproco, alla santa povertà e alla fedeltà alla Chiesa.
Sono seguiti la preghiera dei fedeli, con invocazioni per la Chiesa, il Papa, la pace, la custodia del creato e i giovani, e il rinnovo solenne dei voti da parte dei Frati Minori Cappuccini: obbedienza, povertà e castità. Nella preghiera del Giubileo, San Francesco è stato quindi invocato come costruttore di pace e «operatore di riconciliazione» in un mondo ancora segnato dai conflitti.
giubileofrancescano__16_.jpg (121 KB)
giubileofrancescano__15_.jpg (275 KB)
La celebrazione si è conclusa con la benedizione solenne e il canto dell’Ave Maria. Al termine, monsignor Bortolo Uberti, prevosto di Lecco e responsabile della Comunità Pastorale Madonna del Rosario, ha ringraziato l’arcivescovo per la sua presenza e per le parole consegnate alla comunità, oltre a quanti hanno preparato la celebrazione.
Uberti ha sottolineato in particolare il carattere concreto ed esigente della riflessione proposta da Delpini, richiamando proprio quelle parole sull’essenzialità e sulla semplicità che possono accompagnare il cammino del Giubileo.
Un messaggio da portare con sé nei mesi successivi, dentro un percorso che per la comunità lecchese è appena iniziato.
giubileo_francescano.jpg (113 KB)
Il calendario proseguirà sabato 26 settembre alle 21 con «Francesco: Meditazione profonda, utile e gioiosa», mentre sabato 3 ottobre, alle 20.45, sarà la volta della celebrazione comunitaria del Transito di San Francesco. Domenica 4 ottobre alle 15.30, al Cenacolo Francescano, verrà proiettato «Francesco» di Liliana Cavani del 1989.
Il mese di ottobre proseguirà con la testimonianza di padre Ibrahim Alsabagh, «Una Terra Santa e ferita», sabato 10 ottobre alle 21, e con l’iniziativa «Olio per Aleppo», prevista domenica 11 ottobre dopo le Messe sul piazzale, per la raccolta fondi a sostegno della solidarietà. Sabato 24 ottobre sarà invece don Marco Rapetti a proporre l’incontro «Francesco. Una gioia che non passa», mentre sabato 31 ottobre alle 21 il Cenacolo Francescano ospiterà «San Francesco il Poeta», una narrazione musicale.
Proprio il 31 ottobre si aprirà inoltre, nel chiostro, la mostra «Io, frate Francesco: 800 anni di una grande avventura», visitabile fino all’8 novembre.
Il calendario si concluderà sabato 28 novembre alle 16 al Cenacolo Francescano con «Francesco e il suo Natale», spettacolo per grandi e piccini a cura di padre Marco Finco.
giubileofrancescano__18_.jpg (260 KB)
giubileofrancescano__14_.jpg (176 KB)
Un percorso nel quale la figura di Francesco viene così proposta attraverso linguaggi diversi – la preghiera, la riflessione, la musica, il cinema, la testimonianza e l’arte – ma con un filo conduttore che la serata con Delpini ha reso particolarmente evidente: tornare all’essenziale. Perché, forse, il primo passo per avvicinarsi davvero a Francesco è proprio chiedersi quanto siamo ancora capaci di essere semplici.
G.D.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.