Lecco: insulta gli agenti dopo averli... tamponati. Arrestato
La volante si era fermata in prossimità delle strisce per lasciar passare un pedone. La frenata dell'auto di servizio deve però essere sfuggita a un giovanotto che, in sella alla sua bicicletta, viaggiava a poca distanza. Quando si è accorto di quel che stava accadendo, era ormai troppo tardi: il tamponamento è stato inevitabile.
È questo l'incipit dell'episodio che nel pomeriggio di lunedì 21 settembre è valso a un trentenne l'arresto... e non certo per il sinistro, avvenuto in viale della Costituzione, nel cuore di Lecco. Quello, del resto, può capitare.
Quando le divise, scese dalla volante per sincerarsi dell'accaduto, hanno iniziato a interloquire con il biker, chiedendogli le generalità come da prassi in questi casi, la situazione sarebbe degenerata.
Il giovane – italiano, già noto alle forze di polizia – avrebbe presto perso le staffe, rivolgendo insulti agli agenti. Un atteggiamento per nulla collaborativo che, secondo quanto ricostruito, sarebbe proseguito anche in Questura, dove nel frattempo il ragazzo era stato accompagnato. Da qui l'arresto con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale (secondo l'articolo 337 del codice penale).
Ieri la traduzione in Tribunale a Lecco per il processo con rito direttissimo, celebrato al cospetto del giudice Bianca Maria Bianchi. Al termine dell'udienza, quest'ultima ha convalidato l'arresto, disponendo quale misura cautelare l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Nel frattempo, il suo legale, l'avvocato Elisa Magnani del Foro di Lecco, ha chiesto un termine a difesa per poter esaminare gli atti e stabilire la propria strategia difensiva.
La posizione del giovane sarà dunque definita nelle prossime settimane.
È questo l'incipit dell'episodio che nel pomeriggio di lunedì 21 settembre è valso a un trentenne l'arresto... e non certo per il sinistro, avvenuto in viale della Costituzione, nel cuore di Lecco. Quello, del resto, può capitare.
Quando le divise, scese dalla volante per sincerarsi dell'accaduto, hanno iniziato a interloquire con il biker, chiedendogli le generalità come da prassi in questi casi, la situazione sarebbe degenerata.
Il giovane – italiano, già noto alle forze di polizia – avrebbe presto perso le staffe, rivolgendo insulti agli agenti. Un atteggiamento per nulla collaborativo che, secondo quanto ricostruito, sarebbe proseguito anche in Questura, dove nel frattempo il ragazzo era stato accompagnato. Da qui l'arresto con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale (secondo l'articolo 337 del codice penale).
Ieri la traduzione in Tribunale a Lecco per il processo con rito direttissimo, celebrato al cospetto del giudice Bianca Maria Bianchi. Al termine dell'udienza, quest'ultima ha convalidato l'arresto, disponendo quale misura cautelare l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Nel frattempo, il suo legale, l'avvocato Elisa Magnani del Foro di Lecco, ha chiesto un termine a difesa per poter esaminare gli atti e stabilire la propria strategia difensiva.
La posizione del giovane sarà dunque definita nelle prossime settimane.
G.C.





















