Sicurezza nei boschi e manutenzione dei sentieri: è il momento di tornare a parlare del tesserino per la raccolta dei funghi

Riceviamo e pubblichiamo

Quello che è accaduto nei boschi di Casargo nei giorni scorsi ci impone una riflessione. La morte di un cercatore di funghi di 70 anni, residente in Brianza, ritrovato senza vita dopo le ricerche, è una tragedia che ci rattrista. Ai suoi familiari va il mio personale cordoglio e quello di tutta la cittadinanza. E anche domenica scorsa un nuovo intervento si è reso necessario a Giumello per soccorrere due cercatori in difficoltà in una zona impervia.
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Di fronte a questi episodi, come Sindaco di Casargo, sento innanzitutto il dovere di ringraziare tutti coloro che sono intervenuti: i Carabinieri di Casargo, i Vigili del Fuoco della nostra provincia e quelli arrivati nella notte anche da fuori regione con Droni e strumentazione per la ricerca, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – Stazione Valsassina e Valvarrone, straordinario per prontezza di intervento e operatività, le unità cinofile dei Carabinieri e tutti i volontari che, ancora una volta, hanno messo a disposizione tempo, professionalità e coraggio. 
In questi settimane vediamo persone entrare nei boschi già alle cinque del mattino, con il frontalino, spesso in zone non semplici da affrontare. La ricerca dei funghi è una tradizione della nostra montagna e va certamente rispettata, ma non possiamo ignorare i rischi che comporta e il grande impegno che viene richiesto ogni volta alla macchina dei soccorsi. Per questo credo sia arrivato il momento di tornare a ragionare seriamente sull'introduzione di un tesserino per la raccolta dei funghi, accompagnato da un piccolo contributo economico, nell'ordine di 15-20 euro all'anno per i non residenti. Non per fare cassa, ma per creare risorse da reinvestire sul territorio. Una parte potrebbe essere destinata a sostenere concretamente le attività dei volontari impegnati nel soccorso e nella sicurezza in montagna, anche attraverso l'acquisto e l'aggiornamento di strumentazioni sempre più moderne, come droni e altre tecnologie utili alle operazioni di ricerca e soccorso. Un'altra parte delle risorse potrebbe inoltre essere destinata alla manutenzione dei vecchi sentieri, delle mulattiere e delle ciclopedonali realizzate, affinché gli investimenti fatti possano essere mantenuti nel tempo, e a campagne informative e di sensibilizzazione, fondamentali per far conoscere i rischi e promuovere comportamenti più consapevoli da parte di chi frequenta i nostri boschi.
Credo che questa sia una tematica che il nuovo direttivo della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera debba affrontare con attenzione, avviando un confronto tra i Comuni e iniziando a valutare concretamente l'iter per l'introduzione del tesserino per la raccolta dei funghi, sul modello di quanto già avviene in altre Comunità Montane della Lombardia.
È una scelta che dobbiamo avere il coraggio di affrontare insieme, mettendo al centro la sicurezza, la tutela del territorio e la manutenzione della nostra rete sentieristica e il sostegno a chi ogni giorno si impegna per la nostra montagna. I nostri boschi, anche a causa dell'abbandono progressivo delle attività agricole, hanno bisogno di una cura e di una manutenzione sempre maggiori. La rete sentieristica e la cura del bosco rappresentano una delle grandi ricchezze dei nostri territori, un patrimonio che dobbiamo preservare e mantenere nel tempo, non solo per i residenti, ma anche per i numerosi turisti che sempre più scelgono di frequentare e vivere la nostra montagna. Perché la montagna deve continuare ad essere vissuta e frequentata, ma farlo significa anche avere consapevolezza dei rischi e contribuire, tutti insieme, alla sicurezza e manutenzione del nostro territorio.
Antonio Pasquini, sindaco di Casargo
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