Lecco: gli americani (e non solo) vanno pazzi per il Matitone. Il 'bilancio' delle salite

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Quattrocento gradini separano la frenesia del lungolago di Lecco dalla pace della cima del Matitone. Quattrocento "step" che portano su, a 96 metri di altezza, dove il paesaggio offre il suo volto più suggestivo.
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Dietro alla possibilità di godersi questo panorama mozzafiato e di scoprire, scalino per scalino, un pezzo da novanta della storia lecchese, c’è una macchina organizzativa che da oltre dieci anni opera per far sì che cittadini e turisti possano apprezzare un’esperienza unica, in un luogo vivo di cultura, incontri e solidarietà.
A raccontarci la vita che pulsa all’interno del Matitone e un bilancio di questa prima metà dell’anno è Chiara Cantù, una dei circa trenta volontari del Campanile di San Nicolò. Attraverso la sua voce emerge una realtà fatta di passione, sfide, numeri sorprendenti e tanta voglia di fare del bene.
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Il 2026 si è aperto con 24 salite ordinarie, mentre quelle extra, destinate ad aziende private, scuole, oratori e agenzie, sono state più di trenta (nel 2025 in tutto 61): un totale complessivo di 1612 visitatori, che si vanno a sommare ai 29.000 che dal 2015 ad oggi, hanno scelto di risalire la torre simbolo della città. 
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Delle trentatré salite extra, ben undici erano composte da turisti americani: grazie a collaborazioni con agenzie esterne e alla presenza di volontari che parlano l’inglese, la visita al campanile viene promossa anche ai visitatori d’oltreoceano, in un itinerario che comprende inoltre gite in battello sul lago e le bellezze dei Piani d’Erna. 
Nel biennio post Covid (2021-2022), erano molte anche le scuole che organizzavano visite guidate al Matitone da tutta la Lombardia. Oggi il numero ha subito una flessione, ma rimane comunque alto l’interesse delle scolaresche, come dimostra l’arrivo negli ultimi mesi di classi da Milano e da Torino, o la solida rete di relazioni costruita con le realtà lecchesi, tra cui il Liceo Grassi, il Liceo Manzoni e l’Istituto Comprensivo Stoppani. Al di fuori del mondo scolastico, è comunque significativo il numero di ragazzi e bambini che restano rapiti dal fascino del monumento, come un giovanissimo appassionato che nell’ultimo anno è già salito in vetta per ben tre volte.
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È proprio da questo entusiasmo che il gruppo di volontari spera di intercettare nuove giovani energie da coinvolgere. Alcuni degli “storici” sono infatti pensionati e devono fare i conti con la fatica fisica dell’attività: fare da guida significa salire anche più di una volta in una giornata i 400 gradini del campanile, uno sforzo considerevole per chi comincia a sentire il peso dell’età, e che si riflette inevitabilmente sulle aperture. Da qui la necessità e la volontà di avvicinare al gruppo giovani ragazzi, magari appassionati di arte e storia o semplicemente desiderosi di mettersi in gioco. 
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Di base la disponibilità richiesta ad un volontario può anche limitarsi a una sola volta al mese. Un impegno, dunque, non oneroso, ma prezioso e variegato: chi non desidera affrontare i gradini come guida può anche semplicemente presidiare le campane e tenere impegnati gli ospiti che non se la sentono di salire fino alla terrazza panoramica, oppure occuparsi della biglietteria e dell’accoglienza. In un pomeriggio ordinario si svolgono mediamente dalle tre alle cinque salite, per le quali servirebbe un minimo sindacale di almeno tre volontari: minimo che, purtroppo, non è stato raggiunto a agosto, motivo per cui le salite si sono dovute interrompere fino al 27 del mese. 
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Un blocco che mette in luce come sia cambiata nel tempo la programmazione delle salite: se in passato l’idea trainante era quella di raccogliere prima le disponibilità dei volontari e poi di conseguenza organizzare le visite, ora invece l’obiettivo è quello di dare al calendario delle aperture stabilità e continuità. Di base l’obiettivo negli ultimi tempi, grazie allo sforzo dei volontari, è quasi sempre stato raggiunto. 
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La salita al Matitone si è così trasformata in un’esperienza viva e in costante evoluzione: dalle dirette radiofoniche della Resegup con i ponti radio installati in vetta, fino al passaggio delle Frecce Tricolore, immortalato da fotografi autorizzati. Non sono mancate iniziative uniche e suggestive, come l’esibizione dello scorso marzo di due violoncellisti, che, posizionati accanto al modellino del campanile realizzato in mattoncini LEGO, con le melodie dei loro violini, accompagnavano l’inerpicarsi fino in cima dei visitatori per un’esperienza emozionante; o la salita-racconto ispirata al libro di un volontario storico: una narrazione, basata su dati reali, che ripercorre la costruzione del campanile attraverso gli occhi di un figlio di un muratore. In quell’occasione, i gradini si sono trasformati in un percorso a tappe, con soste dedicate alla lettura di alcuni estratti della storia. 
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Tante anche le idee e le collaborazioni in programma per il futuro, a dimostrazione di un gruppo appassionato e volenteroso di proporre sempre cose nuove e di fare del bene. Difatti, ogni euro raccolto attraverso i biglietti d’ingresso, oltre a coprire i costi di gestione e manutenzione, necessarie per mantenere sicuro e preservato il campanile, sostiene direttamente i progetti di beneficenza e utilità sociale promossi dalla Parrocchia di San Nicolò. Tra questi spiccano il sostegno a realtà di assistenza del territorio come il Fondo Tre Mele della Caritas della Parrocchia, o il contributo alle missioni d’oltremare. 
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A testimoniare l’impatto e l’unicità di questa esperienza non sono solo i numeri delle visite: su TripAdvisor il Matitone è stato il sito territoriale più votato e ha ottenuto il certificato di eccellenza. Inoltre, le parole e i pensieri raccolti e custoditi sul libro delle dediche traboccano di meraviglia ed entusiasmo. 
Un patrimonio lecchese di grande valore, già fruibile nuovamente dal 28 agosto, con le visite serali del venerdì. Da metà settembre saranno invece alla domenica. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia scoprire Lecco da una prospettiva unica a quasi cento metri di altezza, lasciandosi trasportare dalla passione di chi ogni giorno vive la storia del Matitone.
Davide Russo
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