Lecco: storie e affari tra i banchi del mercatino degli hobbisti
Il sole di agosto picchia forte su Lecco e sul suo lungolago, ma lungo la passeggiata di Riva Martiri delle Foibe non si ferma la passione per l’handmade: dalle nove del mattino fino a tarda sera, i gazebo del Mercatino dell’Hobbistica trasformano un tratto di lungolago in una vetrina a cielo aperto.
Un appuntamento fisso, organizzato due volte al mese, che richiama curiosi, passeggiatori e turisti.

Abbiamo fatto un giro tra gli stand verso le 11.00 di domenica 9 agosto, nel momento in cui l'area inizia a popolarsi sul serio. Abbiamo raccolto le storie e le voci degli standisti per capire cosa li spinge ad affrontare la canicola estiva, se l’handmade a Lecco "tira" ancora e se si, chi, effettivamente, compra.

Tra le creazioni più particolari spicca lo stand di Botaniwa, gestito da una giovane coppia giapponese. “Secondo noi Lecco è una buona piazza per l’hobbistica, anche se non abbiamo troppi mezzi di paragone, dato che partecipiamo a poche fiere durante l’anno”, ci spiegano mentre ci mostrano orecchini realizzati in preziosa carta tradizionale, bonsai riadattati per gli ambienti interni e quadri ricamati in lana che richiamano la serenità dei giardini zen. “Con la nostra passione vogliamo creare un ponte tra la cultura nipponica e quella italiana, esprimendo qualcosa di unico”. Tra i loro acquirenti principali ci sono giovani famiglie o coppie intorno ai 35 anni, sia italiane che straniere.

Senza allontanarsi dalla bancarella giapponese, troviamo i cappelli di lana di Manuela e Pietro che anche ad agosto non riescono a fare a meno di quella che oramai è una passione che li accompagna da più di vent’anni. In estate, inevitabilmente, i copricapi invernali si vendono meno e, come ci raccontano, sono soprattutto i turisti stranieri ad acquistarli. Sulla scelta della location i due veterani del settore non hanno dubbi: “Con il mercato in Piazza Cermenati e in Piazza Garibaldi lavoravamo meglio, c’era più movimento”.

Anche Ines, che reputa la città del Manzoni un’ottima piazza per la sua attività, ritiene che una sede più centrale rispetto al lungolago sia decisamente più favorevole.
Ileana, che propone articoli di cucito creativo - dai prodotti per i più piccoli agli arredi per la casa - sostiene comunque che Lecco rimanga un buon punto di riferimento, anche ad agosto: “L’estate può essere un'ottima occasione per farsi conoscere da un pubblico eterogeneo, composto in egual misura da residenti e turisti”.

Passeggiando tra gli stand si respira anche il profumo del legno lavorato a mano. È il banco di Zayane, che espone scacchiere, taglieri, utensili da cucina e molto altro. Per lui è la prima volta a Lecco. La sua è una storia di continuità: i genitori lavorano nell’hobbistica da oramai quarant’anni, mentre lui ha trasformato la sua passione in un mestiere a tutti gli effetti da un lustro.

Esordienti all'ombra del Resegone anche Melissa e Luana, due giovani ragazze che sono riuscite a tramutare quello che era nato come un passatempo in una vera e propria professione.
Non manca poi chi guarda a Lecco con curiosità, come Luciano e Graziella che, abituati alle sponde del Lago Maggiore, hanno scelto la riva lecchese per una “toccata e fuga” domenicale, per tenersi impegnati ed esplorare nuove location. Valuteranno poi se tornare anche in inverno.

Anche Gisella muove i suoi primi passi in città in questa stagione torrida, con un’offerta pensata a pennello proprio per questi mesi: classici cappelli estivi, perfetti per ripararsi dal sole.
Tra una chiacchierata e l’altra, mentre il termometro continua a salire, il bilancio della mattinata prende forma. Che si tratti di un souvenir cercato con cura da un turista straniero o di un acquisto d’impulso fatto da un lecchese a passeggio, la Riva Martiri delle Foibe si conferma un crocevia di storie, volti e creatività. Lo spostamento dal centro fa discutere i veterani, ma sotto i gazebo rimane la passione per l’artigianato, che non teme nemmeno la calura.
Un appuntamento fisso, organizzato due volte al mese, che richiama curiosi, passeggiatori e turisti.

Abbiamo fatto un giro tra gli stand verso le 11.00 di domenica 9 agosto, nel momento in cui l'area inizia a popolarsi sul serio. Abbiamo raccolto le storie e le voci degli standisti per capire cosa li spinge ad affrontare la canicola estiva, se l’handmade a Lecco "tira" ancora e se si, chi, effettivamente, compra.

Tra le creazioni più particolari spicca lo stand di Botaniwa, gestito da una giovane coppia giapponese. “Secondo noi Lecco è una buona piazza per l’hobbistica, anche se non abbiamo troppi mezzi di paragone, dato che partecipiamo a poche fiere durante l’anno”, ci spiegano mentre ci mostrano orecchini realizzati in preziosa carta tradizionale, bonsai riadattati per gli ambienti interni e quadri ricamati in lana che richiamano la serenità dei giardini zen. “Con la nostra passione vogliamo creare un ponte tra la cultura nipponica e quella italiana, esprimendo qualcosa di unico”. Tra i loro acquirenti principali ci sono giovani famiglie o coppie intorno ai 35 anni, sia italiane che straniere.

Senza allontanarsi dalla bancarella giapponese, troviamo i cappelli di lana di Manuela e Pietro che anche ad agosto non riescono a fare a meno di quella che oramai è una passione che li accompagna da più di vent’anni. In estate, inevitabilmente, i copricapi invernali si vendono meno e, come ci raccontano, sono soprattutto i turisti stranieri ad acquistarli. Sulla scelta della location i due veterani del settore non hanno dubbi: “Con il mercato in Piazza Cermenati e in Piazza Garibaldi lavoravamo meglio, c’era più movimento”.

Anche Ines, che reputa la città del Manzoni un’ottima piazza per la sua attività, ritiene che una sede più centrale rispetto al lungolago sia decisamente più favorevole.
Ileana, che propone articoli di cucito creativo - dai prodotti per i più piccoli agli arredi per la casa - sostiene comunque che Lecco rimanga un buon punto di riferimento, anche ad agosto: “L’estate può essere un'ottima occasione per farsi conoscere da un pubblico eterogeneo, composto in egual misura da residenti e turisti”.

Passeggiando tra gli stand si respira anche il profumo del legno lavorato a mano. È il banco di Zayane, che espone scacchiere, taglieri, utensili da cucina e molto altro. Per lui è la prima volta a Lecco. La sua è una storia di continuità: i genitori lavorano nell’hobbistica da oramai quarant’anni, mentre lui ha trasformato la sua passione in un mestiere a tutti gli effetti da un lustro.

Esordienti all'ombra del Resegone anche Melissa e Luana, due giovani ragazze che sono riuscite a tramutare quello che era nato come un passatempo in una vera e propria professione.
Non manca poi chi guarda a Lecco con curiosità, come Luciano e Graziella che, abituati alle sponde del Lago Maggiore, hanno scelto la riva lecchese per una “toccata e fuga” domenicale, per tenersi impegnati ed esplorare nuove location. Valuteranno poi se tornare anche in inverno.

Anche Gisella muove i suoi primi passi in città in questa stagione torrida, con un’offerta pensata a pennello proprio per questi mesi: classici cappelli estivi, perfetti per ripararsi dal sole.
Tra una chiacchierata e l’altra, mentre il termometro continua a salire, il bilancio della mattinata prende forma. Che si tratti di un souvenir cercato con cura da un turista straniero o di un acquisto d’impulso fatto da un lecchese a passeggio, la Riva Martiri delle Foibe si conferma un crocevia di storie, volti e creatività. Lo spostamento dal centro fa discutere i veterani, ma sotto i gazebo rimane la passione per l’artigianato, che non teme nemmeno la calura.
D.R.




















