Lecco: '10 risse in un mese e mezzo', ora è il PD a chiedere interventi. In Aula anche hub, Bione e R1PUD1A
Non potevano non arrivare anche in Aula alcuni dei temi di cui si è dibattuto nelle ultime settimane sulla pagine dei giornali o sui gruppi social della città. Sono state diverse le sollecitazioni portate all’attenzione della nuova giunta Boscagli dai consiglieri di minoranza, e non solo, a partire dal tema della sicurezza.
“Il traffico è più fluido e aspettiamo a momenti i posteggi gratuiti per i primi 30’ per i residenti, la bacchetta magica sta dando i suoi effetti - ha ironizzato il capogruppo dem Pietro Regazzoni - ma non sulla sicurezza. Ci sono stati degli eventi gravi: due dipendenti del Comune sono state aggredite a pochi metri da qui, un ragazzo è finito in ospedale dopo una rissa sul lungolago, ci sono state altre risse in centro, delle persone sono state molestate e i responsabili sono stati allontanati per 48 ore. Ci vuole serietà e concretezza su questi temi”.

Un tema ribadito anche dalla collega Simona Piazza, ex assessore alla Polizia locale: “Ci sono state dieci risse in un mese e mezzo: che cosa avete intenzione di fare visto che è un tema prioritario?”. A rispondere l’assessore che ha ereditato la delega di Piazza, Marco Caterisano: “Non abbiamo la bacchetta e non sottovaluteremo il problema della sicurezza. Quello che stiamo valutando in via preliminare è di incrementare l’organico di personale e la dotazione della polizia locale”.
Un altro tema di attualità è la sentenza con cui il Tar ha dato torto al Comune di Lecco nella vicenda dell’Hub del trasporto pubblico locale che vedeva l’ente contrapposto ai residenti di via Balicco, contrari all’espropriazione di parte del loro giardino condominiale per la realizzazione dell’opera: “Il giudice, nella sua sentenza, rileva una valutazione unidirezionale da parte del Comune, un inadeguato bilanciamento degli interessi dei cittadini privati e un insufficiente approfondimento di alternative possibili - ha sottolineato la consigliera di Fratelli d’Italia Loredana Colella - Nel 2025 il Tar aveva offerto al Comune la possibilità di riesaminare il procedimento ma non è stata colta. Non siamo davanti a un errore perché se una criticità viene segnalata insistere è diabolico. Quali sono le conseguenze sul profilo economico?”.
Mauro Fumagalli di Orizzonte per Lecco ha rincarato la dose: “Tre procedimenti persi su tre sono non sono un incidente ma il fallimento di un metodo amministrativo. La città ha bisogno di un nodo intermodale moderno ed efficiente ma deve nascere da un percorso amministrativo solido, trasparente e condiviso e questo chiediamo alla nuova amministrazione”.
Il sindaco Filippo Boscagli, che aveva “fatto i compiti”, ha presentato all’aula i costi sostenuti dalla precedente Giunta per il progetto (oltre 62mila euro di spese legali, 12.200 euro per lo studio del Politecnico che aveva fatto ricadere la scelta su via Balicco e 38.064 euro per lo studio fattibilità tecnico-economica) assicurando che “l’hub dei bus resta un’opera centrale ma che va cambiato metodo e luogo”.
Di nuovo la minoranza, con le consigliere Renata Zuffi e Simona Piazza, ha messo l’accento sulla riduzione delle corse estive di Linee Lecco che ha causato problemi in particolare a Rancio: “Non ci sono corse che arrivano in via Quarto, nessuna per tutto il giorno da lunedì a domenica. Un disservizio a cui Linee Lecco ha pensato di supplire con un servizio a chiamata il martedì e il giovedì, per un massimo di quattro chiamate durante il periodo estivo dalle 9 alle 10 e dalle 11.50 alle 13.30 per il ritorno. Un servizio evidentemente insufficiente”.
Un tema che è all’attenzione dell’assessore Stefano Parolari il quale però al momento non ha potuto dare una risposta alternativa.

Così come la situazione del cantiere del nido Archimede andato a fuoco nelle scorse settimane, sollevata dalla dem Maria Sacchi: “In un caso del genere il sequestro del cantiere è d’obbligo. Per ora abbiamo previsto nella variazione al bilancio un primo stanziamento di 70mila euro per i primi lavori emergenziali e ci siamo incontrati con l’impresa per dei primi colloqui. Pende una richiesta di dissequestro parziale ma in questo momento non possiamo muoverci” ha chiarito l’assessore.

Sempre Sacchi ha riportato all’attenzione dell’aula un ever green: il centro sportivo del Bione. “Al 31 agosto scadrà la concessione con l’attuale gestore, che cosa intende fare l’amministrazione a partire dal primo settembre?”. A rispondere l’assessora allo Sport Lorella Cesana: “Abbiamo dato mandato agli uffici di valutare qual è la soluzione migliore per proseguire il servizio senza soluzione di continuità alla chiusura della concessione, daremo evidenza delle decisioni prese al prossimo consiglio comunale”.
È stato infine il consigliere di AVS Emanuele Manzoni a ricordare altri due fatti di cronaca che hanno acceso il dibattito nelle scorse settimane: la pioggia di multe piovuta sui militanti antifascisti che hanno protestato il 27 aprile contro quella che l’Anpi di Lecco definisce la “rituale manifestazione a carattere nostalgico” in memoria dei sedici ufficiali della Repubblica Sociale Italiana uccisi il 28 aprile 1945 che si tiene ogni anno nei pressi dello stadio e la rimozione dalla facciata di Palazzo Bovara dello striscione relativo all’adesione del Comune di Lecco alla campagna di Emergency “R1PUD1A”.
“Da molti anni nella nostra città a ridosso del 28 aprile si svolge una manifestazione ufficialmente presentata come un momento di ricordo di alcuni morti della Repubblica di Salò - ha ripercorso Manzoni - Lo scorso anno a ridosso della manifestazione sono comparsi dei manifesti abusivi con una firma inequivocabile: ‘i camerati’. Di fronte a questa provocazione, grande parte della cittadinanza si è impegnata per impedire questa manifestazione e anche quest’anno è stata messa in campo una mobilitazione pacifica che però è stata punita ai sensi delle nuove normative sulla sicurezza. Una tassa contro chi manifesta opinioni diverse da un certo orientamento per centinaia di migliaia di euro. Una cosa molto grave”. Così come non è da sottovalutare la rimozione dello striscione contro la guerra: “La passata amministrazione aveva aderito alla campagna R1PUD1A la guerra di Emergency che, oltre all’esposizione dello striscione, chiedeva alle amministrazioni di essere coerenti, nella propria azioni amministrativa, alle previsioni dell’articolo 11 della Costituzione, valorizzando i diritti umani, il dialogo, la cooperazione, l’accoglienza di persone migranti. Questa rimozione prelude a chiudere anche l’accordo con Emergency? E se è così, ci sono stati anche degli atti ufficiali o un dialogo con l’associazione?”.
Il sindaco Boscagli ha ribadito la posizione diffusa all’indomani dello scoppio delle polemiche: “L’intenzione dell’amministrazione è di non utilizzare le facciate dei palazzi istituzionali per esposizioni di alcun tipo. Le quattro bandiere esposte rappresentano al meglio la comunità che siamo chiamati a rappresentare e i valori costituzionali e repubblicani che la ispirano. Il tema riguarda tutti i nostri immobili”.
“Il traffico è più fluido e aspettiamo a momenti i posteggi gratuiti per i primi 30’ per i residenti, la bacchetta magica sta dando i suoi effetti - ha ironizzato il capogruppo dem Pietro Regazzoni - ma non sulla sicurezza. Ci sono stati degli eventi gravi: due dipendenti del Comune sono state aggredite a pochi metri da qui, un ragazzo è finito in ospedale dopo una rissa sul lungolago, ci sono state altre risse in centro, delle persone sono state molestate e i responsabili sono stati allontanati per 48 ore. Ci vuole serietà e concretezza su questi temi”.
Un tema ribadito anche dalla collega Simona Piazza, ex assessore alla Polizia locale: “Ci sono state dieci risse in un mese e mezzo: che cosa avete intenzione di fare visto che è un tema prioritario?”. A rispondere l’assessore che ha ereditato la delega di Piazza, Marco Caterisano: “Non abbiamo la bacchetta e non sottovaluteremo il problema della sicurezza. Quello che stiamo valutando in via preliminare è di incrementare l’organico di personale e la dotazione della polizia locale”.
Mauro Fumagalli di Orizzonte per Lecco ha rincarato la dose: “Tre procedimenti persi su tre sono non sono un incidente ma il fallimento di un metodo amministrativo. La città ha bisogno di un nodo intermodale moderno ed efficiente ma deve nascere da un percorso amministrativo solido, trasparente e condiviso e questo chiediamo alla nuova amministrazione”.
Il sindaco Filippo Boscagli, che aveva “fatto i compiti”, ha presentato all’aula i costi sostenuti dalla precedente Giunta per il progetto (oltre 62mila euro di spese legali, 12.200 euro per lo studio del Politecnico che aveva fatto ricadere la scelta su via Balicco e 38.064 euro per lo studio fattibilità tecnico-economica) assicurando che “l’hub dei bus resta un’opera centrale ma che va cambiato metodo e luogo”.
Di nuovo la minoranza, con le consigliere Renata Zuffi e Simona Piazza, ha messo l’accento sulla riduzione delle corse estive di Linee Lecco che ha causato problemi in particolare a Rancio: “Non ci sono corse che arrivano in via Quarto, nessuna per tutto il giorno da lunedì a domenica. Un disservizio a cui Linee Lecco ha pensato di supplire con un servizio a chiamata il martedì e il giovedì, per un massimo di quattro chiamate durante il periodo estivo dalle 9 alle 10 e dalle 11.50 alle 13.30 per il ritorno. Un servizio evidentemente insufficiente”.
Un tema che è all’attenzione dell’assessore Stefano Parolari il quale però al momento non ha potuto dare una risposta alternativa.

Così come la situazione del cantiere del nido Archimede andato a fuoco nelle scorse settimane, sollevata dalla dem Maria Sacchi: “In un caso del genere il sequestro del cantiere è d’obbligo. Per ora abbiamo previsto nella variazione al bilancio un primo stanziamento di 70mila euro per i primi lavori emergenziali e ci siamo incontrati con l’impresa per dei primi colloqui. Pende una richiesta di dissequestro parziale ma in questo momento non possiamo muoverci” ha chiarito l’assessore.

Sempre Sacchi ha riportato all’attenzione dell’aula un ever green: il centro sportivo del Bione. “Al 31 agosto scadrà la concessione con l’attuale gestore, che cosa intende fare l’amministrazione a partire dal primo settembre?”. A rispondere l’assessora allo Sport Lorella Cesana: “Abbiamo dato mandato agli uffici di valutare qual è la soluzione migliore per proseguire il servizio senza soluzione di continuità alla chiusura della concessione, daremo evidenza delle decisioni prese al prossimo consiglio comunale”.
“Da molti anni nella nostra città a ridosso del 28 aprile si svolge una manifestazione ufficialmente presentata come un momento di ricordo di alcuni morti della Repubblica di Salò - ha ripercorso Manzoni - Lo scorso anno a ridosso della manifestazione sono comparsi dei manifesti abusivi con una firma inequivocabile: ‘i camerati’. Di fronte a questa provocazione, grande parte della cittadinanza si è impegnata per impedire questa manifestazione e anche quest’anno è stata messa in campo una mobilitazione pacifica che però è stata punita ai sensi delle nuove normative sulla sicurezza. Una tassa contro chi manifesta opinioni diverse da un certo orientamento per centinaia di migliaia di euro. Una cosa molto grave”. Così come non è da sottovalutare la rimozione dello striscione contro la guerra: “La passata amministrazione aveva aderito alla campagna R1PUD1A la guerra di Emergency che, oltre all’esposizione dello striscione, chiedeva alle amministrazioni di essere coerenti, nella propria azioni amministrativa, alle previsioni dell’articolo 11 della Costituzione, valorizzando i diritti umani, il dialogo, la cooperazione, l’accoglienza di persone migranti. Questa rimozione prelude a chiudere anche l’accordo con Emergency? E se è così, ci sono stati anche degli atti ufficiali o un dialogo con l’associazione?”.
Il sindaco Boscagli ha ribadito la posizione diffusa all’indomani dello scoppio delle polemiche: “L’intenzione dell’amministrazione è di non utilizzare le facciate dei palazzi istituzionali per esposizioni di alcun tipo. Le quattro bandiere esposte rappresentano al meglio la comunità che siamo chiamati a rappresentare e i valori costituzionali e repubblicani che la ispirano. Il tema riguarda tutti i nostri immobili”.
M.V.




















