Carenno, Valentini: mio figlio rincorso e minacciato. Non sono 'cose da ragazzi'

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Ricaviamo e pubblichiamo

Buongiorno,
Scrivo come mamma, ma anche come Consigliere Comunale di Carenno per portare alla vostra attenzione un episodio di inaudita gravità che ha coinvolto mio figlio ieri sera.
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Mio figlio, 10 anni, mentre percorreva in bicicletta il consueto giro ad anello intorno al centro sportivo comunale, è stato avvicinato e poi inseguito in motorino da due ragazzi di circa 14 anni, entrambi senza casco. Spaventato, si è allontanato ed è stato poi ritrovato in difficoltà e sotto shock, e riaccompagnato da noi da una persona che si trovava sul posto, a cui va la nostra infinita gratitudine.
Quello che rende l'episodio ancora più grave è che l'inseguimento non si è fermato lì. Poco dopo, mentre io e mio marito eravamo in attesa, preoccupatissimi, nel parcheggio del centro sportivo Be Wild, abbiamo sentito distintamente uno dei due ragazzi, nel mentre sopraggiunti, pronunciare al telefono una minaccia esplicita nei confronti di nostro figlio, accompagnata da un pesante insulto rivolto ad una nota Deputata del circondario.
Le sue parole:
"Se vedi ancora quel bambino in bicicletta, quello che va a scuola con la figlia di quella [puxxana] dell'animalista, chiamami che vengo con il motorino e lo stendo."
Non si è trattato quindi di un episodio isolato, ma della prosecuzione attiva della ricerca di mio figlio da parte dei due, con l'intento dichiarato — nelle parole di uno di loro — di usare il motorino come arma contro di lui.
Non si tratta di una ragazzata. Una ragazzata è un litigio per un pallone, un dispetto, una parolaccia detta senza pensarci. Questi sono due ragazzi che hanno rincorso un bambino più piccolo, lo hanno spaventato, e non contenti hanno continuato a cercarlo con l'intenzione dichiarata di investirlo con il motorino.
So chi sono. Non ho reso pubblici i nomi, trattandosi di minori, ma sto procedendo con la denuncia alle autorità competenti: prima di tutto come madre, per tutelare mio figlio, ma anche come Consigliere Comunale, perché ritengo di avere una responsabilità verso l'intera comunità nel non lasciar passare sotto silenzio un fatto così grave.
Vi scrivo perché credo che episodi come questo non debbano restare confinati ai social, ma meritino l'attenzione della stampa locale: per la sicurezza dei bambini della nostra comunità, e perché certi comportamenti smettano di essere derubricati a "cose da ragazzi".

Resto a disposizione per qualsiasi approfondimento.
Cordiali saluti,
Livia Valentini 
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