Il conto hub-norme (alla fine arriva sempre)

Tre anni. Una sentenza. E un conto che i lecchesi pagano da tempo senza saperlo con precisione. IL TAR ha annullato l'esproprio di via Balicco per "difetto di istruttoria e di motivazione": la Giunta Gattinoni non ha valutato adeguatamente gli interessi dei residenti né le alternative di localizzazione. In una parola: arroganza.
È LA CERTIFICAZIONE giudiziaria di quello che scrivevamo da mesi, anni, semplicemente con altre parole, prima ancora che arrivasse il tentativo di toppa - desolante - dello studio del Politecnico commissionato a dicembre, dopo tre anni, per provare a giustificare a posteriori una scelta già presa. D
ECIDERE prima, studiare dopo, e farlo pagare ai cittadini: il metodo, prima ancora del merito, era già la sentenza. Chi ha ragione da tempo lo sappiamo.
I consiglieri Tagliaferri e Cesana e poi Corrado Valsecchi più volte duramente, avevano posto domande precise fin dall'inizio, con la puntualità tecnica che si chiede a chi fa opposizione seria: han chiesto conto del progetto ancor prima che fosse candidato al bando regionale, han segnalato l'assenza di un piano del traffico, han denunciato mancata trasparenza, silenzi e rinvii. RISPOSTE, QUASI MAI.
L'assessora Zuffi ha preferito rimandare in commissione ciò che spettava all'Aula in un ping pong irrispettoso per poi essere spesso vaga, l'Asessore Rusconi il vero artefice di questo suicidio spergiurava nella regolarità dei provvedimenti - ma nemmeno il Tribunale di Lourdes sarebbe servito per aver ragione - mentre la maggioranza coi piccoli passacarte disciplinati - approvava senza mai chiedere, tantomeno le alternative o le conseguenze di un braccio di ferro con Tar e Consiglio di Stato.
E ORA IL CONTO. Non è una metafora, sono numeri: 14,6 milioni di finanziamento regionale revocato perché la disponibilità dell'area di via Castagnera, necessaria al bando, semplicemente non c'era mai stata - lo stesso sindaco lo ha sostanzialmente ammesso in Consiglio. Più per parola "dal sen sfuggita" che per volontà.
ALTRI 40.855,36 € impegnati a dicembre per un ricorso al Tar contro quella revoca: definito ricorso temerario non solo da chi lo osservava da fuori.
ALTRI 10.311 € a novembre 2023 all'avvocato per impugnare la sentenza al Consiglio di Stato.
ALTRI 12.000 € per lo studio del Politecnico, fatto in dieci giorni festivi compresi per legittimare ex post una scelta del 2023.
E ORA, con l'esproprio annullato si fa somma - forse pure parziale purtroppo - ma sarebbe utile valutare le palesi responsabilità. Delle scelte, dell'arroganza.
IL PROGETTO raccontato in stile televendita come "la più grande occasione per la mobilità lecchese" era invece senza legittimità, dopo essere stato senza soldi e peggio ancora senza uno straccio di studio sui flussi che avrebbe dovuto precedere, non seguire, la scelta. ERA una traversata a braccia senza sapere nuotare che ha apputo imbarcato in eredità un mare di ricorsi, sentenze sfavorevoli e milioni bruciati.
AGGIUNGIAMOCI per trasparenza non per accanimento che la vicenda dell'hub non è un incidente isolato.
È LO stesso pressappochismo che ha attraversato la consiliatura Gattinoni su più fronti: il Teatro, la De Amicis, il Bione, la piattaforma alle Caviate, la terza corsia del Ponte Kennedy, la Funivia d'Erna, la sede del Comune nella ex Deutsche, l'Asilo Bonacina... OVUNQUE la stessa sequenza - annuncio, narrazione, poi la realtà tecnica o giudiziaria che smentisce, e un conto che arriva dopo, pagato dai cittadini.
OGGI LA SENTENZA (in realtà tre tutte soccombenti per il Comune - contro i Codega per via Castagnera, contro Regione per i 14 milioni tolti, e appunto contro i Condomini - chiude solo un capitolo.
IL CONTO, alla fine, arriva sempre. Hubnorme. Peccato che a pagarlo, come sempre, sia la città.
Paolo Trezzi
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