Condanniamo i provvedimenti adottati verso i manifestanti del 27 aprile 2026 a Lecco
Le pesanti sanzioni amministrative pecuniarie a cittadine e cittadini che hanno manifestato pacificamente a Lecco non possono passare sotto silenzio.
Anpi provinciale di Lecco fin dal 2001, anno in cui è stata posta abusivamente una lapide che distorceva i fatti relativi alla fucilazione dei sedici ufficiale della Repubblica Sociale Italiana il 28 aprile 1945, ha sempre manifestato in modo deciso e pacifico la propria opposizione a qualsiasi espressione di tipo nostalgico o apologetico del fascismo o a tentativi di una lettura revisionista e fuorviante dei fatti relativi al 28 aprile 1945, coinvolgendo un fronte di lotta ampio ed unitario (come tradizione del movimento operaio e della Resistenza partigiana).
Anpi Provinciale Lecco nel corso degli anni e fino al 25 Aprile di quest'anno ha trasformato quel luogo, da abusivo momento nostalgico, in un luogo della Resistenza cittadina inserito nel percorso Resistenziale formato da 13 targhe storico-didattiche e 6 Pietre di Inciampo.
Di tutto questo i responsabili della Prefettura e della Questura sono stati a suo tempo informati e documentati, affinché avessero consapevolezza della radicata e profonda sensibilità antifascista dei cittadini di Lecco e del suo territorio.
Sensibilità antifascista con una profonda radice di Costituzionalità derivante dal fondamentale e tragico contributo della popolazione lecchese nel periodo 1943 - 45, contributo attestato dalla medaglia d'argento al valor militare apposta sul gonfalone cittadino dall’allora presidente della Camera Pertini nel 1976.
Sensibilità per la partecipazione che ha caratterizzato la vita sociale di Lecco in questi 80 anni, anche con momenti di deciso confronto se non di conflitto sociale.
È per questo bagaglio di storia Costituzionale che non possiamo che ribadire la nostra più ferma condanna nei confronti dei ripetuti provvedimenti normativi di questo Governo (in particolare le disposizioni previste dai cosiddetti “decreti sicurezza”), volti a reprimere il dissenso, colpire ogni forma di conflitto, negare la concezione di democrazia espressa dalla nostra Costituzione, che non è limitata al voto ed al ruolo delle istituzioni, ma vive della più ampia partecipazione delle cittadine e dei cittadini, come singoli ma, soprattutto, in forma associata. Anpi Lecco continuerà a partecipare alle iniziative unitarie di contrasto a questi provvedimenti, anche perché quando chi manifesta pacificamente viene colpito da pesanti sanzioni economiche, il rischio è che si introduca, nei fatti, una “tassa sul diritto di manifestare”, un deterrente economico che limita l’esercizio di una libertà costituzionale.
È sulla base di queste considerazioni che ANPI provinciale Lecco non può che condannare con fermezza i recenti procedimenti aperti nei confronti di quei manifestanti che il pomeriggio del 27 aprile 2026 si sono ritrovati in forma spontanea e pacifica, ad esprimere verbalmente e rumorosamente la loro contrarietà alla rituale manifestazione di carattere nostalgico.
L’ANPI Provinciale di Lecco esprime inoltre forte preoccupazione per gli effetti che l’applicazione di questi provvedimenti può produrre sul rapporto tra cittadini e istituzioni. Il rischio è quello di alimentare un clima di contrapposizione e di disincentivare la partecipazione democratica, compromettendo quel confronto civile e rispettoso che, pur nella diversità delle opinioni, ha sempre caratterizzato l’iniziativa pubblica promossa dall’ANPI.
Per questo ANPI provinciale Lecco chiede alle autorità competenti la revisione dei provvedimenti adottati.
Anpi provinciale di Lecco fin dal 2001, anno in cui è stata posta abusivamente una lapide che distorceva i fatti relativi alla fucilazione dei sedici ufficiale della Repubblica Sociale Italiana il 28 aprile 1945, ha sempre manifestato in modo deciso e pacifico la propria opposizione a qualsiasi espressione di tipo nostalgico o apologetico del fascismo o a tentativi di una lettura revisionista e fuorviante dei fatti relativi al 28 aprile 1945, coinvolgendo un fronte di lotta ampio ed unitario (come tradizione del movimento operaio e della Resistenza partigiana).
Anpi Provinciale Lecco nel corso degli anni e fino al 25 Aprile di quest'anno ha trasformato quel luogo, da abusivo momento nostalgico, in un luogo della Resistenza cittadina inserito nel percorso Resistenziale formato da 13 targhe storico-didattiche e 6 Pietre di Inciampo.
Di tutto questo i responsabili della Prefettura e della Questura sono stati a suo tempo informati e documentati, affinché avessero consapevolezza della radicata e profonda sensibilità antifascista dei cittadini di Lecco e del suo territorio.
Sensibilità antifascista con una profonda radice di Costituzionalità derivante dal fondamentale e tragico contributo della popolazione lecchese nel periodo 1943 - 45, contributo attestato dalla medaglia d'argento al valor militare apposta sul gonfalone cittadino dall’allora presidente della Camera Pertini nel 1976.
Sensibilità per la partecipazione che ha caratterizzato la vita sociale di Lecco in questi 80 anni, anche con momenti di deciso confronto se non di conflitto sociale.
È per questo bagaglio di storia Costituzionale che non possiamo che ribadire la nostra più ferma condanna nei confronti dei ripetuti provvedimenti normativi di questo Governo (in particolare le disposizioni previste dai cosiddetti “decreti sicurezza”), volti a reprimere il dissenso, colpire ogni forma di conflitto, negare la concezione di democrazia espressa dalla nostra Costituzione, che non è limitata al voto ed al ruolo delle istituzioni, ma vive della più ampia partecipazione delle cittadine e dei cittadini, come singoli ma, soprattutto, in forma associata. Anpi Lecco continuerà a partecipare alle iniziative unitarie di contrasto a questi provvedimenti, anche perché quando chi manifesta pacificamente viene colpito da pesanti sanzioni economiche, il rischio è che si introduca, nei fatti, una “tassa sul diritto di manifestare”, un deterrente economico che limita l’esercizio di una libertà costituzionale.
È sulla base di queste considerazioni che ANPI provinciale Lecco non può che condannare con fermezza i recenti procedimenti aperti nei confronti di quei manifestanti che il pomeriggio del 27 aprile 2026 si sono ritrovati in forma spontanea e pacifica, ad esprimere verbalmente e rumorosamente la loro contrarietà alla rituale manifestazione di carattere nostalgico.
L’ANPI Provinciale di Lecco esprime inoltre forte preoccupazione per gli effetti che l’applicazione di questi provvedimenti può produrre sul rapporto tra cittadini e istituzioni. Il rischio è quello di alimentare un clima di contrapposizione e di disincentivare la partecipazione democratica, compromettendo quel confronto civile e rispettoso che, pur nella diversità delle opinioni, ha sempre caratterizzato l’iniziativa pubblica promossa dall’ANPI.
Per questo ANPI provinciale Lecco chiede alle autorità competenti la revisione dei provvedimenti adottati.
Anpi Lecco




















