Lecco, 8 nuovi poliziotti? 'Siamo sempre meno, con più carichi di lavoro'. Una fotografia da dentro

"L'immissione di nuove risorse umane per compensare il turnover rappresenta il minimo indispensabile. È quanto ci si aspetta. Parlare, invece, di "potenziamenti" è pura demagogia: una narrazione che produce effetti soltanto su chi si lascia convincere da una rappresentazione distante dalla realtà".
Sbang. E' secco Mario Scinetti, Segretario Generale Provinciale del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia. In tre righe gela gli entuasmi di che, a cominciare dal leghista Daniele Butti, esulta per l'arrivo sul territorio di (ben) 8 nuove divise.
"In provincia di Lecco, fino a ieri, erano presenti 272 poliziotti. Da agosto, con i presunti "potenziamenti", l'organico sale a 280 unità: un +3% sulla carta. Tuttavia, se nel frattempo due colleghi andranno in pensione ad agosto, altri due lasceranno il servizio entro la fine dell'anno, un operatore non è più idoneo ai servizi di Polizia e sei potrebbero essere trasferiti il saldo risulta chiaramente negativo".
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Tra l'altro i nuovi immessi sono destinati tutti in Questura. Dimenticata completamente la Polizia Ferroviaria, articolazione tra le cui fila, secondo Scinetti, "negli ultimi quattro anni, il personale si è ridotto di cinque unità nei vari ruoli. Da 21 operatori si è passati a 16, con la previsione che un ulteriore operatore andrà in quiescenza entro i prossimi dodici mesi, determinando una riduzione complessiva del 25%. Solo l'assegnazione di almeno sei nuovi operatori consentirebbe di colmare il divario tra uscite ed entrate. Rimaniamo comunque molto lontani dalle previsioni contenute nell'Atto Ordinativo Unico del 2022, che per la Polizia Ferroviaria di Lecco prevede un organico di 30 operatori, compreso il Comandante".
Non sembrerebbe andare meglio alla Polstrada: "Gli organici sono ridotti, le attività sempre più pressanti e, non di rado, il personale viene impiegato anche nei servizi di Ordine Pubblico e di sicurezza stradale in occasione di grandi eventi".
Tra l'altro, poi, sul nostro territorio, rimarca il Segretario del SIULP ,"continua a mancare, incomprensibilmente, un ufficio della Polizia Postale. Lecco è una delle poche province lombarde a non esserne dotata, nonostante i reati informatici e quelli legati al cybercrime siano in costante aumento. Una carenza che comporta evidenti disagi per la cittadinanza, costretta a rivolgersi ad altre province. Anche la Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica, nonostante il costante aumento del carico di lavoro, non è immune dagli effetti dei pensionamenti e delle carenze di organico".
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Tornando in Questura, "negli ultimi anni, il saldo degli organici è sempre stato negativo. Si tratta talvolta di poche unità, ma il dato resta costantemente in diminuzione, tanto che alcuni uffici sono sempre sotto organico" denuncia ancora il rappresentante del sindacato. "Parallelamente, i carichi di lavoro sono aumentati. I servizi di Ordine Pubblico hanno registrato un significativo incremento. Il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica ha recentemente istituito la zona rossa. I servizi di Alto Impatto interforze sono ormai all'ordine del giorno e vengono richiesti con crescente frequenza dalle autorità locali. È evidente che l'aumento delle attività connesse alla sicurezza genera inevitabilmente un incremento del lavoro anche nelle retrovie: negli uffici investigativi, nella Squadra Mobile e nella Digos, così come negli uffici amministrativi, tra cui l'Ufficio Anticrimine e la Polizia Amministrativa, comprendente anche l'Ufficio Immigrazione. Con un numero di operatori sostanzialmente invariato, tutte le articolazioni entrano inevitabilmente in sofferenza. Il controllo del territorio, in Questura, viene non di rado garantito da un'unica volante per turno, composta da giovani poliziotti ancora alle prime esperienze oppure da personale altamente qualificato, come gli Ispettori di Polizia, costretti a svolgere mansioni operative ben diverse da quelle proprie del ruolo ricoperto. Il ricorso al lavoro straordinario è ormai diventato ordinario. Attività ordinarie vengono sostenute attraverso un utilizzo massiccio dello straordinario, ben oltre quanto previsto. Sforzi che spesso non trovano nemmeno copertura nel budget annuale assegnato, con evidenti ripercussioni economiche sul personale, che continua a percepire i relativi compensi con anni di ritardo".
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"È inutile - la chiosa di Scinetti - alimentare facili entusiasmi: nonostante gli arruolamenti, il livello minimo di sufficienza non è ancora stato raggiunto. Il sistema continua a mostrare criticità evidenti. Non si può continuare a spremere il personale oltre ogni limite, imponendo ritmi estenuanti, senza mettere in conto le inevitabili ricadute sul benessere degli operatori di Polizia. A questo proposito, l'Amministrazione cerca di porre rimedio istituendo tavoli dedicati al disagio del personale, recentemente attivati anche a livello periferico per individuare e valutare le criticità. Anche in questo caso la soluzione dovrebbe essere la prevenzione, non intervenire soltanto dopo aver creato il problema. Un personale adeguatamente valorizzato, motivato e messo nelle condizioni di lavorare, con le giuste opportunità e senza inutili rigidità, opera meglio nell'interesse primario della sicurezza e dell'intera collettività. Le prospettive, secondo le previsioni, non saranno migliori nemmeno nei prossimi anni. Al contrario, sulla base delle analisi disponibili e delle previsioni annunciate dall'Esecutivo, solo a partire dal 2028 potrebbe registrarsi un reale incremento della forza lavoro. Fino ad allora resteranno soltanto annunci e propaganda".
Non lesinate, in questo contesto, critiche anche all'Amministrazione locale per arrivare ad appellarsi "alla politica e ai cittadini, nel loro primario interesse. Se la sicurezza è in sofferenza al proprio interno, la risposta non può essere la propaganda, né le promesse, sempre che siano sostenibili, né tantomeno le polemiche. Solo il buon senso e l'obiettività possono individuare la terapia più adeguata per affrontare un malessere ormai profondo che si sta diffondendo silenziosamente all'interno della nostra Amministrazione, tanto che gli aspiranti a entrare nelle nostre fila sembrano essere sempre meno".
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