Chiamali errori da cartellino

Gentile segretario pro-tempore del Pd provinciale Manuel Tropenscovino, 
la ringrazio per la lettera - o letterina - perché mi offre l'occasione di chiarire e ribadire un paio di cose che nel suo scritto restano, diciamo così, opportunamente sfumate.
Lei apre accusandomi di "processi alle intenzioni" e di voler "delegittimare" per difendere una fazione. Le rispondo con lo stesso metro che lei usa nell'ultima riga della sua lettera: la democrazia consente a chiunque di scrivere quel che vuole, compreso lei. Ma consente anche a chi legge di accorgersi quando una difesa d'ufficio si costruisce non raccontando ciò che è successo, ma scegliendo con cura ciò che conviene tacere. E la sua lettera, mi perdoni, di omissioni ne contiene più di una. Lei insiste che la responsabilità sia tutta e soltanto della Provincia. Seppur il focus della mia "letterina" era un altro: Le Date, Gli Atti Amministrativi, le incongruenze. In una parola: I FATTI. Le ricordo che il mio pezzo di ieri non assolveva affatto la Provincia, infatti scrivevo: "poteva darsi una mossa vedendo i silenzi e le bombe d'acqua dei ritardi cronici già in corso.." 
Ma il punto che lei evita accuratamente è un altro: il silenzio dell'amministrazione uscente di Lecco sia in Consiglio Comunale, sia alla Stampa (quando a quest'ultima casomai diceva il contrario della lettera a (sua) firma Pd provinciale) e pure durante la campagna elettorale su una vicenda che riguardava direttamente centinaia di studenti e famiglie. Non è la Provincia ad aver scelto di non comunicare per settimane in piena corsa elettorale. Quella scelta, quel silenzio, porta una firma precisa, e non è quella della Presidente della Provincia. Lei scrive che citare "quanto non detto o non fatto dal Comune di Lecco è fuorviante e fazioso" Le faccio notare la contraddizione: nello stesso paragrafo lei ammette che il Comune ha fornito una "rivelazione errata" sui tempi, definendola "errore da cartellino". Chiamalo "errore da cartellino" quello che diceva la (già) Assessora ai Lavori pubblici Maria Sacchi, del Pd:. "...per rispettare l'avvio del prossimo anno scolastico nella scuola riqualificata e resa ad alta efficienza energetica'. Non è un dettaglio da archiviare con un'alzata di spalle: è la prova che anche l'ex Giunta ha avuto un ruolo nella confusione informativa che ha lasciato famiglie e docenti senza certezze fino all'ultimo e che ha volutamente omesso. Le responsabilità non si annullano a vicenda solo perché una delle due parti è più grande dell'altra: si sommano, e chi doveva comunicare con chiarezza ai cittadini aveva il dovere di farlo comunque, indipendentemente da quello che faceva o non faceva la Provincia. Trovo poi singolare che lei rivendichi il proprio impegno storico per il diritto allo studio "non dietro un PC" - che non metto in dubbio ma non conosco - come se l'azione di chi scrive e verifica i fatti fosse per questo meno concreta della sua militanza. Le ricordo che il compito di un cittadino "cronista" seppur dilettante non è tifare per una parte, ma mettere in fila, appunto, fatti e responsabilità - di chiunque le abbia, Provincia compresa, Comune compreso. È esattamente quello che lei, oggi, a differenza mia - si guarda bene dal fare fino in fondo. Concludo riprendendo la sua citazione di Totò, che condivido volentieri: la democrazia permette a tutti di dire la propria, comprese le fesserie. Il rischio, per chi scrive una lettera di replica come la sua dopo che un cittadino mette in fila i fatti - I FATTI - è proprio quello di scambiare la difesa di una parte politica per un servizio alla verità. Gli studenti del Bertacchi e i loro professori, che lei cita a più riprese, meritano risposte su quando avranno un luogo adeguato in cui tornare a scuola a settembre - non l'ennesimo scambio di accuse tra chi ha amministrato la Provincia e chi ha amministrato il Comune di Lecco fino a due mesi fa. Che il Comune di oggi sta cercando di dare non avendole date quello di ieri I cittadini meritano trasparenza continuamente mancata dentro il Comune. che, stando sott'acqua per il partito, seppur in un bicchiere, lei evidentemente non ha visto o voluto vedere. Su questo, e non su chi ha ragione tra lei e me, continuerò a scrivere.
Paolo Trezzi
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