Bertacchi - De Amicis: le date che fan acqua
C'è chi scopre l'acqua calda a luglio e chi la scopre a novembre, a seconda di quale acqua calda conviene scoprire.
Il PD provinciale apre il rubinetto per far scorrere una lettera del sindaco Gattinoni, datata ottobre 2025, per bollare come "imbarazzante" la gestione dei lavori al Bertacchi da parte della Provincia.
Secondo il cronoprogramma citato in quella lettera, l'ultimazione del cantiere De Amicis era fissata al 30 novembre 2026, termine ultimo del bando regionale "Spazio alla Scuola".
Da qui l'accusa:
la Provincia sapeva da mesi che i moduli non sarebbero stati liberi per l'avvio dell'anno scolastico 26/27, e nonostante questo non ha predisposto un piano B, arrivando a un sopralluogo negli spazi dell'ex Politecnico soltanto il 10 luglio.

Quello che il PD provinciale non cita, perché non conviene citarlo, tenendo chiuso così il rubinetto della trasparenza verso lettori e cittadini è che il Comune ha smentito quella stessa lettera mesi dopo, con le proprie dichiarazioni.
Ma andiamo con ordine:
La polemica interistituzionale in sé ci interessa il giusto.

Succede da un anno:
a ottobre 2025 la Presidente Hofmann chiedeva già al Comune l'uso dei moduli prefabbricati occupati dalla De Amicis, ricevendo un rifiuto, mentre il segretario provinciale Blandino ricostruiva in Consiglio provinciale come quei moduli - nati da un accordo tra le Giunte Brivio e Polano - non fossero mai stati trasferiti alla Provincia per un cambio di Amministrazione.
Quindi la genesi del pasticcio è vecchia, e le responsabilità sono già allora condivise.

Il punto che vale la pena isolare è un altro.
La lettera di Gattinoni di ottobre, oggi rispolverata dal PD provinciale come prova dell'inerzia altrui, non è l'ultima parola del Comune sul cronoprogramma della De Amicis.

A distanza di mesi l'Assessora proprio ai Lavori pubblici Maria Sacchi dichiara che lì i lavori proseguivano con un nuovo termine fissato prima al 9/6 poi al 29/6, proprio
"...per rispettare l'avvio del prossimo anno scolastico nella scuola riqualificata e resa ad alta efficienza energetica".
Quella dichiarazione arriva dopo due proroghe nel giro di un mese: il 19 marzo il termine slitta dal 19 febbraio 2026 (previsione originaria, fissata all'avvio dei lavori nel febbraio 2025) al 9 giugno; il 14 aprile slitta ancora, al 29 giugno.
Nero su bianco con ben due Determine, la 389 del 19/3/26 prima e la 513 del 14/4/26 poi.
Ecco la contraddizione che affoga il Pd Provinciale nel suo stesso bicchiere d'acqua: se il Comune stesso, mesi dopo la lettera di ottobre, comunicava pubblicamente un termine di fine giugno pensato apposta per liberare la scuola in tempo per settembre, allora l'alibi del 30 novembre - la stessa data che oggi il PD provinciale rigira contro la Provincia - non stava più in piedi già in primavera.
O il Comune sapeva di promettere una data ottimistica e insostenibile, oppure la data di novembre citata oggi come giustificazione per l'inazione altrui era già superata dai fatti quando la Provincia avrebbe dovuto attivarsi sul serio.
In entrambi i casi, la nota di oggi usa una fotografia di ottobre per raccontare una storia che a Palazzo Bovara, mesi dopo, si era già raccontata diversamente.
In altre parole è un rubinetto che perde credibilità e si trasforma in un'arma spuntata quando viene brandita omettendo che il proprio cronoprogramma, nel frattempo, era cambiato.

Poi certo la Provincia poteva darsi una mossa vedendo i silenzi e le bombe d'acqua dei ritardi cronici già in corso su Asilo Bonacina, Teatro, Piccola e pure sulla Piattaforma delle Caviate..
Nel mezzo, alla deriva di questo giochetto del far credere per quelli che ci cascheranno del Pd provinciale restano circa trecento studenti del Bertacchi (e le famiglie della De Amicis) che a metà luglio non sanno ancora con certezza dove si svolgeranno le lezioni a settembre.
L'attenzione reale infatti a chi doveva e dovrà sedersi in un banco tra due mesi, se ne vede poca.
Fa acqua da tutte le parti.
Il PD provinciale apre il rubinetto per far scorrere una lettera del sindaco Gattinoni, datata ottobre 2025, per bollare come "imbarazzante" la gestione dei lavori al Bertacchi da parte della Provincia.
Secondo il cronoprogramma citato in quella lettera, l'ultimazione del cantiere De Amicis era fissata al 30 novembre 2026, termine ultimo del bando regionale "Spazio alla Scuola".
Da qui l'accusa:
la Provincia sapeva da mesi che i moduli non sarebbero stati liberi per l'avvio dell'anno scolastico 26/27, e nonostante questo non ha predisposto un piano B, arrivando a un sopralluogo negli spazi dell'ex Politecnico soltanto il 10 luglio.

Il sopralluogo nell'ex sede del Politecnico del 10 luglio
Quello che il PD provinciale non cita, perché non conviene citarlo, tenendo chiuso così il rubinetto della trasparenza verso lettori e cittadini è che il Comune ha smentito quella stessa lettera mesi dopo, con le proprie dichiarazioni.
Ma andiamo con ordine:
La polemica interistituzionale in sé ci interessa il giusto.

Alessandra Hofmann
Succede da un anno:
a ottobre 2025 la Presidente Hofmann chiedeva già al Comune l'uso dei moduli prefabbricati occupati dalla De Amicis, ricevendo un rifiuto, mentre il segretario provinciale Blandino ricostruiva in Consiglio provinciale come quei moduli - nati da un accordo tra le Giunte Brivio e Polano - non fossero mai stati trasferiti alla Provincia per un cambio di Amministrazione.
Quindi la genesi del pasticcio è vecchia, e le responsabilità sono già allora condivise.

Mauro Gattinoni
Il punto che vale la pena isolare è un altro.
La lettera di Gattinoni di ottobre, oggi rispolverata dal PD provinciale come prova dell'inerzia altrui, non è l'ultima parola del Comune sul cronoprogramma della De Amicis.

Maria Sacchi
A distanza di mesi l'Assessora proprio ai Lavori pubblici Maria Sacchi dichiara che lì i lavori proseguivano con un nuovo termine fissato prima al 9/6 poi al 29/6, proprio
"...per rispettare l'avvio del prossimo anno scolastico nella scuola riqualificata e resa ad alta efficienza energetica".
Quella dichiarazione arriva dopo due proroghe nel giro di un mese: il 19 marzo il termine slitta dal 19 febbraio 2026 (previsione originaria, fissata all'avvio dei lavori nel febbraio 2025) al 9 giugno; il 14 aprile slitta ancora, al 29 giugno.
Nero su bianco con ben due Determine, la 389 del 19/3/26 prima e la 513 del 14/4/26 poi.
Ecco la contraddizione che affoga il Pd Provinciale nel suo stesso bicchiere d'acqua: se il Comune stesso, mesi dopo la lettera di ottobre, comunicava pubblicamente un termine di fine giugno pensato apposta per liberare la scuola in tempo per settembre, allora l'alibi del 30 novembre - la stessa data che oggi il PD provinciale rigira contro la Provincia - non stava più in piedi già in primavera.
O il Comune sapeva di promettere una data ottimistica e insostenibile, oppure la data di novembre citata oggi come giustificazione per l'inazione altrui era già superata dai fatti quando la Provincia avrebbe dovuto attivarsi sul serio.
In entrambi i casi, la nota di oggi usa una fotografia di ottobre per raccontare una storia che a Palazzo Bovara, mesi dopo, si era già raccontata diversamente.
In altre parole è un rubinetto che perde credibilità e si trasforma in un'arma spuntata quando viene brandita omettendo che il proprio cronoprogramma, nel frattempo, era cambiato.

Il Bertacchi
Poi certo la Provincia poteva darsi una mossa vedendo i silenzi e le bombe d'acqua dei ritardi cronici già in corso su Asilo Bonacina, Teatro, Piccola e pure sulla Piattaforma delle Caviate..
Nel mezzo, alla deriva di questo giochetto del far credere per quelli che ci cascheranno del Pd provinciale restano circa trecento studenti del Bertacchi (e le famiglie della De Amicis) che a metà luglio non sanno ancora con certezza dove si svolgeranno le lezioni a settembre.
L'attenzione reale infatti a chi doveva e dovrà sedersi in un banco tra due mesi, se ne vede poca.
Fa acqua da tutte le parti.
Paolo Trezzi




















