Lecco: ipotesi via Marco d'Oggiono per i 300 alunni del Bertacchi senza un tetto

Il Bertacchi al Politecnico. O meglio negli spazi che furono del Politecnico, laddove Virginio Brivio e i suoi, in tempi di vacche magre, avevano immaginato il nuovo Municipio di Lecco, con il progetto poi accantonato da Mauro Gattinoni, inseguendo il sogno di un Comune "di lusso" nell'ex sede della Banca Popolare, per non concludere nulla e perdere risorse.
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La ex sede del Politecnico in via Marco d'Oggiono

Sullo stabile di via Marco d'Oggiono, sostanzialmente in disuso dal trasferimento nel 2010 dell'Ateneo al Campus di via Ghislanzoni e posto in alienazione dall'ultima amministrazione di centrosinistra, tornano ad accendersi i riflettori quale possibile soluzione per i circa 300 studenti dell'Istituto di via XX Febbraio che, da settembre, saranno senza un "tetto". 
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L'etichetta "Politecnico" rimasta sul citofono

La questione è nota. La Provincia ha avviato importanti (e necessari) interventi sul plesso, di sua competenza, battibeccando fin da subito con il Comune per l'utilizzo dei moduli prefabbricati presenti proprio a ridosso del Bertacchi, con i container di via Castagnera al tempo delle frizioni tra Villa Locatelli e Palazzo Bovara come ora usati quali aule per i bambini della primaria De Amicis a sua volta in ristrutturazione (e per i piccini della Damiano Chiesa, senza sede dalla conversione della loro scuola in Casa di Comunità). 
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Le condizioni dell'ex Politecnico in foto scattate nel 2018, durante un sopralluogo con i consiglieri comunali
I ritardi accumulati nel cantiere di via Amendola, emersi solo nelle scorse settimane, dopo il ribaltone elettorale, hanno reso impossibile sistemare nella "scuola jolly" le 17 classi del Bertacchi che, per l'anno scolastico 2026/2027, non potranno, per ragioni collegate agli interventi da 4.4 milioni di euro in corso, rientrare "alla base", dove invece restereanno le altre sezioni, convivendo con i lavori.
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E' in questa situazione che è venuta avanti l'ipotesi di riaprire l'ex Politecnico. Laddove Brivio e il suo assessore Gaia Bolognini già immaginavano uffici e sportelli, si spera di poter ricollocare alunni e professori. Domani, venerdì, è previsto un sopralluogo sul campo, per testare la fattibilità dell'idea.
Altrimenti, se non verranno avanti celerme altre proposte, dopo aver già scartato l'opzione di lezioni pomeridiane, non sembrerebbe restare altro che la DAD. Come ai tempi del COVID. Ma con una "emergenza", questa volta, causata dalle istituzioni. 
A.M.
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