Varigione: la storia della Madonna Nera, raccolta fondi per il restauro
Sabato sera, nell'ambito della festa della Madonna delle Grazie, in contrada Varigione (San Giovanni) è stato presentato un nuovo progetto che coinvolgerà dirattamente la storica Chiesa dedicata risalente al 1569.

Al termine del Rosario Mariano, infatti, è stato introdotto il restauro della Madonna Nera di Loreto, tela tardo secentesca da sempre molto cara alla devozione della comunità locale. L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione e recupero di tre importanti testimonianze artistiche del Seicento legate alla parrocchia di San Giovanni alla Castagna, promosso dall’Associazione Giuseppe Bovara in collaborazione con diverse realtà del territorio.

A introdurre gli interventi è stato don Giuseppe Salvioni, il quale ha ricordato il valore non solo artistico, ma anche spirituale dell’iniziativa. “Il restauro - ha sottolineato - rappresenta un’occasione per riscoprire un patrimonio di fede e devozione ancora vivo nella comunità”. Proprio in questa prospettiva si colloca l’invito a sostenere concretamente il progetto, affinché ciascuno possa sentirsi partecipe di un’opera condivisa.

Nel suo intervento, Angelo Rusconi, presidente di Res Musica, ha evidenziato il legame tra la serata, impreziosita dal concerto della Banda Giuseppe Verdi, e il più ampio calendario di iniziative pensate per far conoscere meglio le frazioni e i territori lecchesi a coloro che lo abitano e non solo. “La presentazione del restauro della Madonna Nera - ha spiegato - non costituisce solo un momento culturale, ma anche l’avvio di un percorso di coinvolgimento della cittadinanza. Questa sera presentiamo il progetto di restauro alla comunità a cui appartiene l’opera, iniziando anche con la raccolta fondi”, ha concluso, ringraziando il parroco e quanti stanno contribuendo alla realizzazione dell’iniziativa.

A ripercorrere la storia dell’opera e l’iter che ha condotto al progetto di restauro è stato poi lo storico Francesco D’Alessio, intervenuto per conto dell’Associazione Giuseppe Bovara. D’Alessio ha anzitutto richiamato la forte devozione mariana che caratterizza la chiesa di Varigione, “un edificio la cui storia, pur non essendo documentata in modo abbondante, conserva tracce significative”. La parte più antica sarebbe quella dell’altare, mentre all’esterno pare fosse presente un’immagine di San Cristoforo, legata all’importanza delle vie di passaggio e collegamento che attraversavano il territorio già nel Quattrocento. Secondo la ricostruzione proposta, quella che in origine doveva essere una piccola cappella venne ampliata all’inizio del Seicento. “Nel 1618 - ha proseguito D’Alessio - fu fondata la Confraternita del Rosario, che si riuniva nella parte superiore della chiesa”.

Ma, andando più nello specifico dell’opera, in origine pare che “la tela della Madonna Nera copriva l’affresco dell’altare, mentre oggi è collocata nella nicchia di destra subito all’ingresso”. Lo storico si è soffermato anche sulle ipotesi relative alla provenienza del dipinto: “La tradizione locale aveva a lungo ricondotto l’opera a un nobile di area veneta del Settecento, individuato talvolta in Luigi Giusti, marito di Francesca Manzoni, che l’avrebbe donata dopo la morte della moglie”. L’ipotesi ritenuta oggi più verosimile, tuttavia, conduce alla famiglia Valsoni, commercianti di ferro legati a Venezia. “Nel proprio testamento, Battista Valsoni citò - infatti - la chiesa di Varigione e lasciò una somma importante, di ben 2.000 ducati veneziani, alla Confraternita”, poi impiegata per la sistemazione dell’edificio sacro. “La presenza della Madonna di Loreto - ha spiegato ancora D’Alessio - si inserisce in un’iconografia non diffusissima ma attestata anche in altri luoghi del territorio lariano, come Galbiate e Fiumelatte”.
La ‘Madonna Nera’ assume così un valore insieme religioso, storico e identitario, capace di raccontare le relazioni tra devozione popolare, committenza privata e vita comunitaria.

Il restauro della tela di Varigione fa parte di un progetto più ampio che comprende anche i due ritratti dei primi curati di San Giovanni alla Castagna, Giovanni Battista Cattaneo Torriani e Bernardo Tartari, già presentati lo scorso 13 giugno nella chiesa di San Giovanni Evangelista. Le tre opere, tutte riconducibili alla vita religiosa locale della fine del Seicento, sono state inserite in un unico percorso di recupero che si intreccia anche con la ricorrenza dei duecento anni dalla nascita del Beato Giovanni Mazzucconi, cresciuto nei luoghi della parrocchia allora retta dallo zio materno Carlo Scuri.
“Il costo complessivo dell’intervento ammonta a 14.400 euro”, ha illustrato D’Alessio. Il progetto, tuttavia, ha vinto uno dei bandi indetti della Fondazione Comunitaria del Lecchese, il quale coprirà metà dell’importo, mentre la restante parte dovrà essere raccolta attraverso donazioni e iniziative sul territorio. “Al momento - è stato ricordato nel corso della serata - sono già stati donati circa 1.000 euro, pertanto l’obiettivo immediato è arrivare a 6.200 euro”.
“Per raggiungere questo traguardo sono in programma diverse proposte semplici ma pensate per coinvolgere la comunità”, a partire da un’esposizione di gioielli della famiglia Romanov a breve, anche se già è possibile procedere con una donazione presso ‘Fondazione Lecchese Ente Filantropico’, Conto corrente Intesa Sanpaolo - IBAN: IT28 Z030 6909 6061 0000 0003 286; Causale - 2026.0155 Fede e volti secolari a San Giovanni e a Varigione.
“Sarà prevista inoltre una targa di ringraziamento per quanti contribuiranno con una donazione superiore ai 500 euro”, la quale verrà applicata accanto alla tela. D’Alessio ha infine ricordato un ulteriore segnale positivo arrivato proprio nei giorni scorsi: “una benefattrice di Mandello ha deciso di finanziare integralmente il restauro di un altro dipinto, conservato a Laorca”, segno di una comunità che crede nell’importanza dell’arte.

La serata si è conclusa nella piazzetta della chiesa con il concerto della Banda Giuseppe Verdi, inserito nell’iniziativa ‘Frazioni di Musica’ e in occasione proprio della festa della Madonna delle Grazie. Un momento conviviale che ha accompagnato idealmente l’avvio della raccolta fondi, confermando il carattere comunitario di un progetto che non riguarda solo il recupero di alcune opere d’arte, ma la memoria stessa di un territorio e della sua devozione.
Al termine del Rosario Mariano, infatti, è stato introdotto il restauro della Madonna Nera di Loreto, tela tardo secentesca da sempre molto cara alla devozione della comunità locale. L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione e recupero di tre importanti testimonianze artistiche del Seicento legate alla parrocchia di San Giovanni alla Castagna, promosso dall’Associazione Giuseppe Bovara in collaborazione con diverse realtà del territorio.
A introdurre gli interventi è stato don Giuseppe Salvioni, il quale ha ricordato il valore non solo artistico, ma anche spirituale dell’iniziativa. “Il restauro - ha sottolineato - rappresenta un’occasione per riscoprire un patrimonio di fede e devozione ancora vivo nella comunità”. Proprio in questa prospettiva si colloca l’invito a sostenere concretamente il progetto, affinché ciascuno possa sentirsi partecipe di un’opera condivisa.
Nel suo intervento, Angelo Rusconi, presidente di Res Musica, ha evidenziato il legame tra la serata, impreziosita dal concerto della Banda Giuseppe Verdi, e il più ampio calendario di iniziative pensate per far conoscere meglio le frazioni e i territori lecchesi a coloro che lo abitano e non solo. “La presentazione del restauro della Madonna Nera - ha spiegato - non costituisce solo un momento culturale, ma anche l’avvio di un percorso di coinvolgimento della cittadinanza. Questa sera presentiamo il progetto di restauro alla comunità a cui appartiene l’opera, iniziando anche con la raccolta fondi”, ha concluso, ringraziando il parroco e quanti stanno contribuendo alla realizzazione dell’iniziativa.
A ripercorrere la storia dell’opera e l’iter che ha condotto al progetto di restauro è stato poi lo storico Francesco D’Alessio, intervenuto per conto dell’Associazione Giuseppe Bovara. D’Alessio ha anzitutto richiamato la forte devozione mariana che caratterizza la chiesa di Varigione, “un edificio la cui storia, pur non essendo documentata in modo abbondante, conserva tracce significative”. La parte più antica sarebbe quella dell’altare, mentre all’esterno pare fosse presente un’immagine di San Cristoforo, legata all’importanza delle vie di passaggio e collegamento che attraversavano il territorio già nel Quattrocento. Secondo la ricostruzione proposta, quella che in origine doveva essere una piccola cappella venne ampliata all’inizio del Seicento. “Nel 1618 - ha proseguito D’Alessio - fu fondata la Confraternita del Rosario, che si riuniva nella parte superiore della chiesa”.
Ma, andando più nello specifico dell’opera, in origine pare che “la tela della Madonna Nera copriva l’affresco dell’altare, mentre oggi è collocata nella nicchia di destra subito all’ingresso”. Lo storico si è soffermato anche sulle ipotesi relative alla provenienza del dipinto: “La tradizione locale aveva a lungo ricondotto l’opera a un nobile di area veneta del Settecento, individuato talvolta in Luigi Giusti, marito di Francesca Manzoni, che l’avrebbe donata dopo la morte della moglie”. L’ipotesi ritenuta oggi più verosimile, tuttavia, conduce alla famiglia Valsoni, commercianti di ferro legati a Venezia. “Nel proprio testamento, Battista Valsoni citò - infatti - la chiesa di Varigione e lasciò una somma importante, di ben 2.000 ducati veneziani, alla Confraternita”, poi impiegata per la sistemazione dell’edificio sacro. “La presenza della Madonna di Loreto - ha spiegato ancora D’Alessio - si inserisce in un’iconografia non diffusissima ma attestata anche in altri luoghi del territorio lariano, come Galbiate e Fiumelatte”.
La ‘Madonna Nera’ assume così un valore insieme religioso, storico e identitario, capace di raccontare le relazioni tra devozione popolare, committenza privata e vita comunitaria.
Il restauro della tela di Varigione fa parte di un progetto più ampio che comprende anche i due ritratti dei primi curati di San Giovanni alla Castagna, Giovanni Battista Cattaneo Torriani e Bernardo Tartari, già presentati lo scorso 13 giugno nella chiesa di San Giovanni Evangelista. Le tre opere, tutte riconducibili alla vita religiosa locale della fine del Seicento, sono state inserite in un unico percorso di recupero che si intreccia anche con la ricorrenza dei duecento anni dalla nascita del Beato Giovanni Mazzucconi, cresciuto nei luoghi della parrocchia allora retta dallo zio materno Carlo Scuri.
“Per raggiungere questo traguardo sono in programma diverse proposte semplici ma pensate per coinvolgere la comunità”, a partire da un’esposizione di gioielli della famiglia Romanov a breve, anche se già è possibile procedere con una donazione presso ‘Fondazione Lecchese Ente Filantropico’, Conto corrente Intesa Sanpaolo - IBAN: IT28 Z030 6909 6061 0000 0003 286; Causale - 2026.0155 Fede e volti secolari a San Giovanni e a Varigione.
“Sarà prevista inoltre una targa di ringraziamento per quanti contribuiranno con una donazione superiore ai 500 euro”, la quale verrà applicata accanto alla tela. D’Alessio ha infine ricordato un ulteriore segnale positivo arrivato proprio nei giorni scorsi: “una benefattrice di Mandello ha deciso di finanziare integralmente il restauro di un altro dipinto, conservato a Laorca”, segno di una comunità che crede nell’importanza dell’arte.
La serata si è conclusa nella piazzetta della chiesa con il concerto della Banda Giuseppe Verdi, inserito nell’iniziativa ‘Frazioni di Musica’ e in occasione proprio della festa della Madonna delle Grazie. Un momento conviviale che ha accompagnato idealmente l’avvio della raccolta fondi, confermando il carattere comunitario di un progetto che non riguarda solo il recupero di alcune opere d’arte, ma la memoria stessa di un territorio e della sua devozione.
M.E.




















