Una navigazione che fa acqua

Sette corse al giorno da Lecco a Bellagio. 
Titoli, dichiarazioni, soddisfazione istituzionale. Ogni volta.
Peccato che i numeri, quelli veri, raccontino un'altra storia.
Dal primo luglio la Navigazione porta a sette le corse giornaliere sulla tratta Lecco-Bellagio, sommando le cinque dirette fino alla perla del Lario con le due che si fermano a Onno, nel primo bacino. 
Sette, appunto. 
Peccato che nel 2022 - non cinquant'anni fa, quattro anni fa - le corse sullo stesso ramo fossero dieci, con quattro riservate ai giorni festivi. 
E il problema del nostro lago, notoriamente, non è l'overtourism del martedì mattina 
Nel 2022 lo sapevano già, oggi evidentemente però sono più frequenti le amnesie che le corse potenziate estive.
Il confronto impietoso lo fanno gli orari ufficiali, non le opinioni. 
Nel 2022 il primo battello partiva da Bellagio alle 8:30. Quest'estate la prima partenza utile da Bellagio è alle 10:55. 
Chi vuole tornare a Bellagio da Lecco, invece, deve prendere l'ultimo battello alle 16:25, un orario che definire "serale" richiederebbe una certa fantasia. 
Dopodiché, il lago e Lecco cessano di esistere come destinazione raggiungibile via acqua.
Rispetto al 2025 ci sono due corse in meno in termini di percorso completo Lecco-Bellagio: sparita quella mattutina da Bellagio, invariata (cioè già ridotta) l'ultima della sera da Lecco. 
Chi gestisce il servizio potrebbe replicare che si possono usare i bus, che i dati di utilizzo di certe corse erano bassi, che gli incroci e i riposi del personale rendono tutto complesso. 
Argomenti legittimi per un'azienda privata. 
Meno convincenti per un servizio pubblico sovvenzionato, che dovrebbe avere anche il compito di creare domanda, non solo di inseguirla quando è già alta.
E poi c'è la storia. 
Nel 2011 la Navigazione offriva un servizio rapido - corse SR - con fermata anche a Varenna, oggi sparita dagli itinerari di questo ramo come se non fosse mai esistita. Tantomeno utile.
Non c'è crociera notturna, non c'è servizio dopo le 20:00, non c'è collegamento diretto Lecco-Varenna. 
Due battelli nuovi sono stati varati negli ultimi anni: vengono impiegati su tratte più redditizie, il che è comprensibile dal punto di vista commerciale ma discutibile dal punto di vista del mandato pubblico.
La narrazione ufficiale somma feriali e festivi per gonfiare il totale, come se confrontare pere e mele producesse una macedonia più abbondante e gustosa.
Il risultato è un titolo che parla di potenziamento mentre gli orari parlano di riduzione. 
Servirebbero meno comunicati stampa e più pressione istituzionale - da parte dei Comuni del bacino lecchese - assente da anni, per ottenere un servizio davvero degno di una provincia che vuole fare del turismo lacuale una risorsa strutturale, non uno slogan stagionale. 
E mentre si discute di turisti e presenze, vale la pena ricordare che un servizio di navigazione dignitoso non è solo un'attrazione per i visitatori: è mobilità pubblica. 
Per chi vive a Lierna, a Vassena, a Mandello, a Varenna, Valmadrera e limitrofi un battello frequente e affidabile tutto l'anno - non solo d'estate, non solo nei weekend - è un'alternativa concreta all'auto per andare a lavorare, per portare i figli a scuola, per raggiungere servizi che i centri minori non hanno. 
È trasporto sostenibile che alleggerisce la 36 e la sponda orientale del lago, già cronicamente congestionate. 
È integrazione tra mobilità su acqua e su terra che altrove, su laghi comparabili, funziona e viene finanziata come tale.
Pensare la Navigazione solo come servizio turistico stagionale significa rinunciare a una delle poche infrastrutture di mobilità alternativa che questo territorio ha a disposizione - e che, con investimenti adeguati e una visione meno commerciale, potrebbe davvero cambiare qualcosa nella vita quotidiana di chi il lago lo abita, non solo di chi viene a fotografarlo.
Paolo Trezzi
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