Lecco: i bimbi del ''nido'' bruciato ospitati a Santo Stefano

Dal 1° ottobre i bambini iscritti all’asilo nido di Bonacina saranno ospitati dalla scuola dell’infanzia di Santo Stefano. È la soluzione prevalsa sulle altre prese in considerazione in questi giorni, dopo che un incendio ha messo fuori uso la struttura non ancora ultimata che ha preso il posto della soppressa scuola elementare di Bonacina. La comunicazione ufficiale è stata data l’altra sera alle famiglie dei 13 bambini iscritti, anticipata ieri mattina ai capigruppo consiliari e illustrata nel corso di una conferenza stampa tenuta dal sindaco Filippo Boscagli e dall’assessore al welfare Emilio Minuzzo.
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Il sindaco Filippo Boscagli (a sinistra) e l'assessore Emilio Minuzzo

Nella scuola dell’infanzia di via Aldo Moro, frequentata da una quarantina di bambini, sono state individuate due aule non utilizzate e che nelle prossime settimane saranno sottoposte ad alcuni lavori di adeguamento: in particolare si provvederà alla separazione netta tra “nido” e “materna”. Vi saranno anche ingressi separati: l’accesso all’asilo nido sarà infatti realizzato sul retro della struttura, lungo la via Bersaglio. In quanto agli arredi, saranno collocati quelli previsti per Bonacina.
Il sindaco Boscagli ha spiegato come volontà della giunta comunale sia stata quella di offrire un’alternativa immediata mantenendo il “gruppo classe” che andava formandosi, evitando così di suddividere i bambini in sedi differenti.
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«Abbiamo valutate diverse ipotesi – ha spiegato il primo cittadino -, tutte più o meno realizzabili, e alla fine abbiamo trovato la soluzione: a Santo Stefano ci sono gli spazi idonei. Siamo riusciti in poco tempo a risolvere una situazione di emergenza, se si pensa che l’incendio risale al 18 giugno, quando non c’erano ancora gli assessori. È stato un lavoro enorme che ha visto il coinvolgimento di molti assessori: non solo quello al “welfare” ma anche Angela Fortino per l’Istruzione e Stefano Parolari per i Lavori Pubblici. In quasto modo abbiamo anche lanciato un segnale chiaro alla città e cioè che nelle emergenze la giunta è e sarà presente a 360 gradi.»
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L’assessore Minuzzo ha inoltre assicurato che la sede è assolutamente idonea a ospitare i bambini più piccoli, non si tratta quindi interventi in deroga alla normativa. Proprio per questo, ha parlato della prefigurazione di un polo scolastico dagli 0 ai 6 anni, anche se per il momento l’attenzione è concentrata sull’immediato e sono prematuri ragionamenti relativi al futuro. A proposito di immediato, c’è appunto la ventilata riapertura delle iscrizioni: a Bonacina vi era la possibilità di accogliere 32 bambini. Non è ancora chiaro quanti potranno essere ospitati complessivamente a Santo Stefano. Senz’altro non sarà superata la cifra di 32, ma numero precisi saranno forniti nei prossimi giorni. Nel frattempo, mercoledì della prossima settimana è previsto un incontro con i genitori dei 13 piccoli già iscritti.
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È’ stata poi la volta dei ringraziamenti: al dirigente scolastico d’istituto Vittorio Ruberto («iperdisponibile»), alla coordinatrice del “nido” Erika Arrigoni, ma anche a tutti coloro – tecnici, politici, associazioni, uffici comunali – che in queste due settimane hanno collaborato per raggiungere l’obiettivo.
In quanto alla struttura di Bonacina, per ora è ancora sotto sequestro e proprio l’altro giorno è stato effettuato un sopralluogo da parte degli inquirenti. Nel giro di qualche giorno, dovrebbe tornare disponibile. «A quel punto – le parole del sindaco – vedremo come muoverci. La preoccupazione è soprattutto per gli abitanti del rione che ancora debbono convivere con l’odore lasciato dall’’incendio. Di sicuro, non è nostra intenzione lasciare un rudere bruciato tra le case.»
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La sistemazione dell’edificio danneggiato comporterà ulteriori spese. Per questo motivo, il municipio si è costituito parte civile per ottenere i risarcimenti di tutte le spese sostenute, sia per attivare la nuova sede che per il recupero di quella bruciata. Nel contempo, l’incidente occorso alla struttura dovrebbe rientrare tra i casi dì emergenza ammessi dall’Unione europea per evitare la perdita dei finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
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Rimane un punto interrogativo, sul quale gli amministratori per ora non si sbilanciano. L’allusione di Minuzzo ha un paolo dagli 0 ai 6 anni a Santo Stefano potrebbe anche far pensare all’ipotesi che per la struttura di Bonacina si possano ora pensare altri destini. Ma di ciò si parlerà in futuro. «Nostro compito – l’affermazione di Boscagli – era quella di trovare nell’immediato un’alternativa. L’abbiamo trovata e di ciò siamo orgogliosi.»
D.C.
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