Il sindaco che avrebbe potuto esserci
Boscagli non era al Pride. Non era al Pride l'anno scorso, non c'era nemmeno l'anno prima, non c'è mai stato. Non c'era nessuno della coalizione che oggi governa la città. L'assenza non è una novità - è una posizione, consolidata e coerente con un profilo politico che nessuno ha mai nascosto. Fare di questa assenza il centro della critica rischia di essere, paradossalmente, la critica più debole. Perché è attesa, è scontata, e in quanto tale non graffia: conferma solo quello che già sappiamo.
Il punto più interessante non è che Boscagli non c'era. È che avrebbe potuto esserci - non per coerenza con la sua coalizione, evidentemente, ma nonostante essa. I Sindaci non sono portavoce di partito: sono, almeno nella forma istituzionale più alta, sindaci di tutti. Anche di chi non li ha votati. Anche nei giorni in cui è più difficile dirlo. Non era obbligato. Non era scontato che lo facesse. Non mi straccio le vesti che non ci fosse dentro una modalità festaiola e sopra le righe di rivendicare presenza e diritti e non ne farei una strumentalizzazione politica e di rivalsa post elettorale. Ma sarebbe stato un gesto - e i gesti, in politica, pesano esattamente quanto le parole che non si dicono.
Avrei preferito sentirlo dire per esempio questo:
SALUTO del Sindaco al Pride:
Sono qui perché sono il sindaco di Lecco.
Non di una parte. Non di chi mi ha votato. Non di chi la pensa come me su tutto - e su molto.
Di tutti.
E "tutti" non è una formula da cerimonia: è un impegno che si misura esattamente nei momenti in cui è più difficile da onorare.
Oggi è uno di quei momenti.
E sono qui.
So che la mia presenza può sorprendere.
Forse disturbare.
Lo capisco.
Le parole costano poco, e le istituzioni hanno abituato troppo spesso a saluti vuoti e assenze comode.
Non vi chiedo di fidarvi di me per quello che dico oggi - vi chiedo di misurarmi su quello che farò.
Su come questa città, nella sua concretezza quotidiana, tratterà ogni persona che ci abita: indipendentemente da chi ama, da come si definisce, da chi è.
Lecco ha un'identità radicata nel senso di comunità.
Ma una comunità non si tiene insieme per esclusione - si costruisce, ogni giorno, per inclusione.
Questo vale per tutti.
Deve valere per tutti.
Sono il vostro sindaco. Anche oggi.
Soprattutto oggi.
Buon Pride
Il punto più interessante non è che Boscagli non c'era. È che avrebbe potuto esserci - non per coerenza con la sua coalizione, evidentemente, ma nonostante essa. I Sindaci non sono portavoce di partito: sono, almeno nella forma istituzionale più alta, sindaci di tutti. Anche di chi non li ha votati. Anche nei giorni in cui è più difficile dirlo. Non era obbligato. Non era scontato che lo facesse. Non mi straccio le vesti che non ci fosse dentro una modalità festaiola e sopra le righe di rivendicare presenza e diritti e non ne farei una strumentalizzazione politica e di rivalsa post elettorale. Ma sarebbe stato un gesto - e i gesti, in politica, pesano esattamente quanto le parole che non si dicono.
Avrei preferito sentirlo dire per esempio questo:
SALUTO del Sindaco al Pride:
Sono qui perché sono il sindaco di Lecco.
Non di una parte. Non di chi mi ha votato. Non di chi la pensa come me su tutto - e su molto.
Di tutti.
E "tutti" non è una formula da cerimonia: è un impegno che si misura esattamente nei momenti in cui è più difficile da onorare.
Oggi è uno di quei momenti.
E sono qui.
So che la mia presenza può sorprendere.
Forse disturbare.
Lo capisco.
Le parole costano poco, e le istituzioni hanno abituato troppo spesso a saluti vuoti e assenze comode.
Non vi chiedo di fidarvi di me per quello che dico oggi - vi chiedo di misurarmi su quello che farò.
Su come questa città, nella sua concretezza quotidiana, tratterà ogni persona che ci abita: indipendentemente da chi ama, da come si definisce, da chi è.
Lecco ha un'identità radicata nel senso di comunità.
Ma una comunità non si tiene insieme per esclusione - si costruisce, ogni giorno, per inclusione.
Questo vale per tutti.
Deve valere per tutti.
Sono il vostro sindaco. Anche oggi.
Soprattutto oggi.
Buon Pride
Paolo Trezzi




















