Boscagli: «Ha vinto il buonsenso». E ora si riapre il Ponte Vecchio
Che potesse essere la volta buona per il centrodestra era nell’aria, ma la scaramanzia ha consigliato atteggiamenti prudenti fino a quando i numeri provenienti dai seggi elettorali della città non hanno dato la certezza che il distacco tra Filippo Boscagli e Mauro Gattinoni fosse ormai incolmabile.

Boscagli è arrivato al suo comitato elettorale in via Cattaneo già prima delle 15, ma si è ritirato coi propri collaboratori in una saletta riparata dagli sguardi per fare la sua comparsa solo alla fine del conteggio. Nel corso del pomeriggio, intanto, la sede è andata a poco affollandosi, contestualmente alle notizie che si sono fatte via via più incoraggianti. Quando a una decina di sezioni mancanti all’appello, la differenza di voti tra il candidato del centrodestra e il sindaco uscente si attestava attorno ai 600 voti, la vittoria di Boscagli è apparsa ormai fuori discussione. Alla fine, novecento voti di scarto per una percentuale del 52% dicono che la vittoria è netta.

Il sindaco uscente e sconfitto Mauro Gattinoni si è congratulato con Boscagli telefonicamente, quando ancora mancavano i dati di sue sezioni, mentre il candidato di “Orizzonte per Lecco” Mauro Fumagalli è passato di persona, mentre la festa era ormai partita con l’ormai neosindaco innaffiato di spumante e costretto a cambiarsi di camicia. Il ritorno del Comune al centrodestra chiude così un quindicennio di amministrazione di centrosinistra, con il decennio di Virginio Brivio e con quest’ultimo mandato di Mauro Gattinoni. E proprio sul nome di Filippo Boscagli, esponente del movimento di Comunione e liberazione, entrato in “Fratelli d’Italia” tre anni fa, il centrodestra ha ritrovato quella compattezza che era mancata negli anni scorsi e questa volta è mancata al centrosinistra.

«L’ultima vittoria del centrodestra è stata vent’anni fa, nel 2006 – e parole del neoletto primo cittadino - È stata un’avventura straordinaria, due mesi intensissimi in cui abbiamo incontrato migliaia di cittadini. In questi incontri è emerso tantissimo quanto la gente di Lecco volesse cambiare, volesse partecipare maggiormente. Noi siamo la risposta a questa richiesta, per cui da domani si parte con il lavoro, con l’incontro, continuando il confronto sia con quelli che abbiamo già incontrato e tutto il resto della cittadinanza all’interno di quel grande progetto di ritorno al buonsenso e per il coinvolgimento di tutta la città. La nostra vittoria è stata legittimata anche dal numero dei votanti al ballottaggio: non è molto inferiore, anzi è praticamente simile a quello del primo turno, cosa molto diversa rispetto a tutti gli altri capoluoghi. C’è quindi una forte legittimazione da parte della città.»
Sulle scadenze immediate, Boscagli ha detto che «il primo impegno sarà quello di incontrare alcuni settori del Comune per iniziare il lavoro. Io avevo detto che la prima ipotesi è la riapertura del Ponte Vecchio che è stato anche un tema centrale della campagna elettorale, però voglio incontrare i settori dell’amministrazione, le associazioni di categoria, tutti quelli che cono coinvolti nella vita della città.»
Boscagli, come si sa, è nipote d’arte. Lo zio, infatti, è stato quel Giulio Boscagli che è stato sindaco dal 1986 al 1993, l’ultimo sindaco eletto dal consiglio comunale, quando vigeva ancora il sistema proporzionale. Egli pure del movimento di Comunione liberazione sarebbe poi diventato assessore regionale con la giunta guidata da Roberto Formigoni del quale era cognato, avendo sposato la sorella Annamaria. Che oggi era in mezzo alla folla festante in via Cattaneo e non solo come esponente di Cl, ma anche come zia: «Mi commuove – il suo commento – che per la seconda volta sarà un Boscagli a guidare la città. Con la stessa gentilezza e la stessa capacità di creare attorno a sé un movimento di persone come era stato per Giulio. Mi auguro ora che Filippo sia alla guida di un’attività tutta sua.»
Sul fronte dei commenti più strettamente politici, quello di Carlo Piazza, leghista e “vice” di Boscagli, secondo il patto siglato tra i partiti del centrodestra: «I lecchesi – le sue parole – hanno premiato lo stile e la cifra di Boscagli che ha fatton dell’ascolto la parte più importante. Da parte mia, dedico questa vittoria a due persone: Peppino Ciresa (candidato sindaco del centrodestra alle passate elezioni vinte da Gattinoni, ndr) perché è dalla sua esperienza che siamo riusciti a ottenere questo risultato, a creare una squadra che non è un’accozzaglia come ha voluto dire qualcuno e che si è dimostrata compatta; la seconda persona è Lucia Cagliani, storica militante della Lega recentemente scomparsa, che ci ha insegnato a non avere paura dei nostri argomenti, a portare avanti le nostre idee.»

Il segretario di Forza Italia, Roberto Gagliardi dice: «Finalmente, dopo quindici anni la città torna al centrodestra dimostratosi compatto, capace di fare squadra e rete a differenza del centrosinistra. Questa non è la vittoria di un singolo, ma il trionfo di un gruppo che ha saputo muoversi come un corpo solo. Abbiamo dimostrato che l’unione, l’unità d’intenti e la coerenza politica pagano sempre. Ora ci godiamo la vittoria per qualche ora, poi da domani ci metteremo al lavoro.»
Per “Fratelli d’Italia” è il consigliere regionale Giacomo Zamperini a esprimete il proprio parere sul risultato: «È una grande vittoria. Mi sono preparato una citazione, eccola: “Bisogna volere l’impossibile perché l’impossibile accada”. Eraclito. Abbiamo combattuto duramente, ma il centrodestra ha dimostrato di saper vincere e ora dimostrare di saper ben governare. Un ringraziamento va a coloro che hanno reso possibile la candidatura di Boscagli e a chi ha lavorato per la sua vittoria. Ora tutti prendano esempio da Lecco per vincere a Milano e negli altri capoluoghi lombardi. Auguro a Filippo Boscagli e alla sua squadra un buon lavoro. Potranno contare su di me.»

Nel mentre è il momento della festa. Dalla sede del comitato elettorale un nutrito gruppo di persone, con il nuovo sindaco in testa, ha sfilato festoso per le vite del centro, fino a posare sotto il municipio, riconquistato dal centrodestra.

Boscagli è arrivato al suo comitato elettorale in via Cattaneo già prima delle 15, ma si è ritirato coi propri collaboratori in una saletta riparata dagli sguardi per fare la sua comparsa solo alla fine del conteggio. Nel corso del pomeriggio, intanto, la sede è andata a poco affollandosi, contestualmente alle notizie che si sono fatte via via più incoraggianti. Quando a una decina di sezioni mancanti all’appello, la differenza di voti tra il candidato del centrodestra e il sindaco uscente si attestava attorno ai 600 voti, la vittoria di Boscagli è apparsa ormai fuori discussione. Alla fine, novecento voti di scarto per una percentuale del 52% dicono che la vittoria è netta.

La doccia con lo spumante
Il sindaco uscente e sconfitto Mauro Gattinoni si è congratulato con Boscagli telefonicamente, quando ancora mancavano i dati di sue sezioni, mentre il candidato di “Orizzonte per Lecco” Mauro Fumagalli è passato di persona, mentre la festa era ormai partita con l’ormai neosindaco innaffiato di spumante e costretto a cambiarsi di camicia. Il ritorno del Comune al centrodestra chiude così un quindicennio di amministrazione di centrosinistra, con il decennio di Virginio Brivio e con quest’ultimo mandato di Mauro Gattinoni. E proprio sul nome di Filippo Boscagli, esponente del movimento di Comunione e liberazione, entrato in “Fratelli d’Italia” tre anni fa, il centrodestra ha ritrovato quella compattezza che era mancata negli anni scorsi e questa volta è mancata al centrosinistra.

Filippo Boscagli e Carlo Piazza in testa al corteo per il centro della città
«L’ultima vittoria del centrodestra è stata vent’anni fa, nel 2006 – e parole del neoletto primo cittadino - È stata un’avventura straordinaria, due mesi intensissimi in cui abbiamo incontrato migliaia di cittadini. In questi incontri è emerso tantissimo quanto la gente di Lecco volesse cambiare, volesse partecipare maggiormente. Noi siamo la risposta a questa richiesta, per cui da domani si parte con il lavoro, con l’incontro, continuando il confronto sia con quelli che abbiamo già incontrato e tutto il resto della cittadinanza all’interno di quel grande progetto di ritorno al buonsenso e per il coinvolgimento di tutta la città. La nostra vittoria è stata legittimata anche dal numero dei votanti al ballottaggio: non è molto inferiore, anzi è praticamente simile a quello del primo turno, cosa molto diversa rispetto a tutti gli altri capoluoghi. C’è quindi una forte legittimazione da parte della città.»
Sulle scadenze immediate, Boscagli ha detto che «il primo impegno sarà quello di incontrare alcuni settori del Comune per iniziare il lavoro. Io avevo detto che la prima ipotesi è la riapertura del Ponte Vecchio che è stato anche un tema centrale della campagna elettorale, però voglio incontrare i settori dell’amministrazione, le associazioni di categoria, tutti quelli che cono coinvolti nella vita della città.»
Boscagli, come si sa, è nipote d’arte. Lo zio, infatti, è stato quel Giulio Boscagli che è stato sindaco dal 1986 al 1993, l’ultimo sindaco eletto dal consiglio comunale, quando vigeva ancora il sistema proporzionale. Egli pure del movimento di Comunione liberazione sarebbe poi diventato assessore regionale con la giunta guidata da Roberto Formigoni del quale era cognato, avendo sposato la sorella Annamaria. Che oggi era in mezzo alla folla festante in via Cattaneo e non solo come esponente di Cl, ma anche come zia: «Mi commuove – il suo commento – che per la seconda volta sarà un Boscagli a guidare la città. Con la stessa gentilezza e la stessa capacità di creare attorno a sé un movimento di persone come era stato per Giulio. Mi auguro ora che Filippo sia alla guida di un’attività tutta sua.»
Sul fronte dei commenti più strettamente politici, quello di Carlo Piazza, leghista e “vice” di Boscagli, secondo il patto siglato tra i partiti del centrodestra: «I lecchesi – le sue parole – hanno premiato lo stile e la cifra di Boscagli che ha fatton dell’ascolto la parte più importante. Da parte mia, dedico questa vittoria a due persone: Peppino Ciresa (candidato sindaco del centrodestra alle passate elezioni vinte da Gattinoni, ndr) perché è dalla sua esperienza che siamo riusciti a ottenere questo risultato, a creare una squadra che non è un’accozzaglia come ha voluto dire qualcuno e che si è dimostrata compatta; la seconda persona è Lucia Cagliani, storica militante della Lega recentemente scomparsa, che ci ha insegnato a non avere paura dei nostri argomenti, a portare avanti le nostre idee.»

Il segretario di Forza Italia, Roberto Gagliardi dice: «Finalmente, dopo quindici anni la città torna al centrodestra dimostratosi compatto, capace di fare squadra e rete a differenza del centrosinistra. Questa non è la vittoria di un singolo, ma il trionfo di un gruppo che ha saputo muoversi come un corpo solo. Abbiamo dimostrato che l’unione, l’unità d’intenti e la coerenza politica pagano sempre. Ora ci godiamo la vittoria per qualche ora, poi da domani ci metteremo al lavoro.»

I sostenitori di Boscagli in festa sotto il Comune
Nel mentre è il momento della festa. Dalla sede del comitato elettorale un nutrito gruppo di persone, con il nuovo sindaco in testa, ha sfilato festoso per le vite del centro, fino a posare sotto il municipio, riconquistato dal centrodestra.
D.C.




















