Lecco: Luca Del Pero e Cecilia Basso vincono la Resegup 2026
È Luca Del Pero, già sul primo gradino del podio nel 2024, il vincitore della 15^ edizione della Resegup, la mitica skyrace che ha preso il via alle 14.30 di oggi dal centro cittadino facendo correre fin su alla cima del Resegone oltre 1.200 podisti di varie età.

Il classe 1997, brianzolo di Renate ma ormai lecchese d'adozione, portacolori del Team Scarpa - ASD Run Fast, ha tagliato il traguardo in piazza Garibaldi dopo 2 ore, 14 minuti e 18 secondi dalla partenza, prendendosi gli applausi della numerosa e festante folla radunatasi nel "salotto buono" del capoluogo per attendere l'arrivo dei concorrenti (ai quali non è mancato il sostegno neanche lungo lo spettacolare percorso da 24 chilometri con 1.800 metri di dislivello).

Del Pero, con il pettorale 1.300, comandava la classifica anche al momento del passaggio in vetta, a 1.875 metri di quota, dopo un'ora, 14 minuti e 48 secondi dallo start. Con il suo tempo finale ha migliorato di 3 minuti e 20 secondi quello registrato due anni fa, andando anche vicino al record di Kibet del 2025 (02:13:24).

"Ho fatto una buona salita, poi in discesa sapevo di avere un certo distacco e ho deciso di prendermi un leggero rischio", il commento a caldo di Del Pero, tra i concorrenti più attesi di questa edizione, all'arrivo in piazza Garibaldi. "Il sogno chiaramente era quello di vincere, ma non sapevo bene cosa aspettarmi. Sostanzialmente non gareggiavo da sei mesi tra l'infortunio al tendine d'Achille e la rottura del calcagno. Per questo sono stato in dubbio fino all'ultimo, ma ho deciso di mettermi alla prova ed è andato tutto per il meglio. Sapevo di stare bene, quindi la tattica era quella di prendere il maggior margine possibile in salita, e devo dire che ha funzionato. Mi sono goduto il percorso, poi è stata un'enorme emozione riuscire a tagliare il traguardo per primo. Adesso penso di poter ricominciare bene la stagione e fare al meglio la seconda parte: il primo appuntamento sarà a inizio luglio in Spagna, poi credo che andrò direttamente a Chamonix […]. Per l'anno prossimo, poi, il grande obiettivo sarà il Mondiale in Sudafrica, oltre all'Europeo".

Il podio maschile - tutto "local" si è completato circa sei minuti dopo, mantenendo invariata la situazione che si era già delineata al passaggio in vetta (senza particolari sorprese): secondo classificato con il tempo di 02:20:28 Andrea Rota dell'OSA Valmadrera - che ha tallonato Del Pero a lungo prima di dover cedere un po' il passo alla stanchezza - e terzo Paolo Bonanomi dei Falchi Lecco con 02:20:53.
Quarta piazza per Mattia Gianola (Lab4you - Team SCOTT), protagonista di una super discesa, e quinta per Lorenzo Panzeri, membro della stessa squadra del vincitore della medaglia di bronzo.

"Sono contentissimo, quest'anno c'era il clima perfetto per fare grandi tempi", le parole del secondo classificato. "Arrivo da un biennio un po' difficile ma mi sono ripreso e sono tornato a buoni livelli, spero che questo risultato sia un trampolino di lancio per la stagione che verrà. Ho la pelle d'oca oggi" ha aggiunto, rivolgendo poi un pensiero commosso all'amico Samuele Nava, il giovane erbese con un passato nell'Atletica Lecco scomparso a seguito di un incidente stradale avvenuto a Valmadrera nella notte tra sabato 16 e domenica 17 maggio.

"Sono tanti anni che ci provo, ho deciso di partire piano per evitare poi di "imbarcare acqua" nel prosieguo", è stato invece il commento di Paolo Bonanomi, apparso decisamente "tirato a lucido" per l'occasione.

I riflettori, poi, hanno iniziato a puntarsi anche sulla componente femminile della gara. Quando il cronometro segnava il tempo di 02:50:53, piazza Garibaldi ha infatti accolto la "regina" della Resegup 2026: si tratta della 28enne Cecilia Basso (Team Brooks - Orecchiella Garfagnana), con il pettorale numero 1, alla sua prima vittoria nella competizione lecchese e indicata alla vigilia tra le grandi favorite.

"Com'è stata? Impegnativa, dal primo all'ultimo metro (ride, ndr). Però c'è un tifo che non ti fa mai mollare, un'atmosfera pazzesca", il commento a caldo della vincitrice, che ha raccontando di aver conosciuto il nostro territorio per questioni "di cuore", grazie al fidanzato, rimanendo piacevolmente colpita dall'alto livello delle gare proposte.

Ad aggiudicarsi l'argento un'altra lecchese, la classe 1991 Arianna Oregioni, portacolori del GP Santi Nuova Olonio, felicissima e visibilmente emozionata nel tagliare il traguardo con il tempo di 03:02:36; leggerissimo il distacco di Francesca Colombo dei Falchi Lecco, terza con 03:03:14, che insieme alle prime due classificate ha confermato anche in campo femminile l'ordine del passaggio in vetta. Medaglia di legno per la compagna di squadra Aurora Bosia.

"Sono felicissima, due anni fa mi era rimasto l'amaro in bocca perché in salita ero terza ma poi sono arrivata ottava. Mi sono divertita, io e Francesca ci siamo "tirate" a vicenda fino al traguardo. E poi l'atmosfera è incredibile" ha affermato invece Arianna Oregioni, tra l'altro mamma di due bambini.

Le ha fatto eco Francesca Colombo: "Il secondo posto era lì davanti ai miei occhi: con Arianna abbiamo fatto tutta la gara insieme, poi un leggero crampo in discesa mi ha fatto perdere quel poco di terreno che ha agevolato lei. Comunque sono contentissima anche così, ci ho creduto e il podio, che in tanti mi avevano "chiamato", è finalmente arrivato".

Il classe 1997, brianzolo di Renate ma ormai lecchese d'adozione, portacolori del Team Scarpa - ASD Run Fast, ha tagliato il traguardo in piazza Garibaldi dopo 2 ore, 14 minuti e 18 secondi dalla partenza, prendendosi gli applausi della numerosa e festante folla radunatasi nel "salotto buono" del capoluogo per attendere l'arrivo dei concorrenti (ai quali non è mancato il sostegno neanche lungo lo spettacolare percorso da 24 chilometri con 1.800 metri di dislivello).

Del Pero, con il pettorale 1.300, comandava la classifica anche al momento del passaggio in vetta, a 1.875 metri di quota, dopo un'ora, 14 minuti e 48 secondi dallo start. Con il suo tempo finale ha migliorato di 3 minuti e 20 secondi quello registrato due anni fa, andando anche vicino al record di Kibet del 2025 (02:13:24).

"Ho fatto una buona salita, poi in discesa sapevo di avere un certo distacco e ho deciso di prendermi un leggero rischio", il commento a caldo di Del Pero, tra i concorrenti più attesi di questa edizione, all'arrivo in piazza Garibaldi. "Il sogno chiaramente era quello di vincere, ma non sapevo bene cosa aspettarmi. Sostanzialmente non gareggiavo da sei mesi tra l'infortunio al tendine d'Achille e la rottura del calcagno. Per questo sono stato in dubbio fino all'ultimo, ma ho deciso di mettermi alla prova ed è andato tutto per il meglio. Sapevo di stare bene, quindi la tattica era quella di prendere il maggior margine possibile in salita, e devo dire che ha funzionato. Mi sono goduto il percorso, poi è stata un'enorme emozione riuscire a tagliare il traguardo per primo. Adesso penso di poter ricominciare bene la stagione e fare al meglio la seconda parte: il primo appuntamento sarà a inizio luglio in Spagna, poi credo che andrò direttamente a Chamonix […]. Per l'anno prossimo, poi, il grande obiettivo sarà il Mondiale in Sudafrica, oltre all'Europeo".

Il podio maschile - tutto "local" si è completato circa sei minuti dopo, mantenendo invariata la situazione che si era già delineata al passaggio in vetta (senza particolari sorprese): secondo classificato con il tempo di 02:20:28 Andrea Rota dell'OSA Valmadrera - che ha tallonato Del Pero a lungo prima di dover cedere un po' il passo alla stanchezza - e terzo Paolo Bonanomi dei Falchi Lecco con 02:20:53.

"Sono contentissimo, quest'anno c'era il clima perfetto per fare grandi tempi", le parole del secondo classificato. "Arrivo da un biennio un po' difficile ma mi sono ripreso e sono tornato a buoni livelli, spero che questo risultato sia un trampolino di lancio per la stagione che verrà. Ho la pelle d'oca oggi" ha aggiunto, rivolgendo poi un pensiero commosso all'amico Samuele Nava, il giovane erbese con un passato nell'Atletica Lecco scomparso a seguito di un incidente stradale avvenuto a Valmadrera nella notte tra sabato 16 e domenica 17 maggio.

Il podio maschile
"Sono tanti anni che ci provo, ho deciso di partire piano per evitare poi di "imbarcare acqua" nel prosieguo", è stato invece il commento di Paolo Bonanomi, apparso decisamente "tirato a lucido" per l'occasione.

I riflettori, poi, hanno iniziato a puntarsi anche sulla componente femminile della gara. Quando il cronometro segnava il tempo di 02:50:53, piazza Garibaldi ha infatti accolto la "regina" della Resegup 2026: si tratta della 28enne Cecilia Basso (Team Brooks - Orecchiella Garfagnana), con il pettorale numero 1, alla sua prima vittoria nella competizione lecchese e indicata alla vigilia tra le grandi favorite.

"Com'è stata? Impegnativa, dal primo all'ultimo metro (ride, ndr). Però c'è un tifo che non ti fa mai mollare, un'atmosfera pazzesca", il commento a caldo della vincitrice, che ha raccontando di aver conosciuto il nostro territorio per questioni "di cuore", grazie al fidanzato, rimanendo piacevolmente colpita dall'alto livello delle gare proposte.

Ad aggiudicarsi l'argento un'altra lecchese, la classe 1991 Arianna Oregioni, portacolori del GP Santi Nuova Olonio, felicissima e visibilmente emozionata nel tagliare il traguardo con il tempo di 03:02:36; leggerissimo il distacco di Francesca Colombo dei Falchi Lecco, terza con 03:03:14, che insieme alle prime due classificate ha confermato anche in campo femminile l'ordine del passaggio in vetta. Medaglia di legno per la compagna di squadra Aurora Bosia.

"Sono felicissima, due anni fa mi era rimasto l'amaro in bocca perché in salita ero terza ma poi sono arrivata ottava. Mi sono divertita, io e Francesca ci siamo "tirate" a vicenda fino al traguardo. E poi l'atmosfera è incredibile" ha affermato invece Arianna Oregioni, tra l'altro mamma di due bambini.

Il podio femminile
Le ha fatto eco Francesca Colombo: "Il secondo posto era lì davanti ai miei occhi: con Arianna abbiamo fatto tutta la gara insieme, poi un leggero crampo in discesa mi ha fatto perdere quel poco di terreno che ha agevolato lei. Comunque sono contentissima anche così, ci ho creduto e il podio, che in tanti mi avevano "chiamato", è finalmente arrivato".
Contributo fotografico di Stefano Cardini




















