Lecco: 80° anniversario della Repubblica con invito al voto. Attribuite 6 onorificenze

La pioggia ha provato a mettersi di traverso, a intromettersi nel rito collettivo che ogni 2 giugno torna a ricordarci chi siamo. Invece, a Lecco, l’80° anniversario della Repubblica si è fatto strada lo stesso: tra ombrelli serrati sul lungolago e i Tricolori che, ostinati, cercavano il cielo anche sotto le nuvole.
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Alle 9, con l’accompagnamento della Fanfara ‘Bersagliere Guglielmo Colombo’, l’Alzabandiera ha riportato tutti a un’essenzialità antica: l’inno, gli sguardi in alto, il silenzio che dura un secondo più del previsto. Accanto, i segni della comunità: il Gonfalone della Città di Lecco – decorato di Medaglia d’argento al valor militare – e quello della Provincia, il picchetto di rappresentanza e le Forze di Polizia a scandire una cerimonia che non è solo forma, ma memoria condivisa.
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Poi la pioggia si è intensificata. Non abbastanza, però, da spegnere il seguito della mattinata: l’arrivo della ‘Remata della Repubblica’, con gli atleti giovani della Canottieri Lecco, ha aggiunto un’immagine luminosa e concreta al senso della giornata. Ragazzi e ragazze sull’acqua per una piccola gara amichevole, dove lo spirito della squadra diventa una metafora semplice, forse perfino prevedibile, della giornata.
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È stato allora che la celebrazione ha cambiato scena. Dal lungolago ci si è spostati nel Teatro della Società, in Piazza Garibaldi: un riparo, certo, ma anche un ritorno a un luogo che per Lecco è simbolo di cultura civile e identità.
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Sul palco, le parole hanno preso il posto dei gesti. Il sindaco Mauro Gattinoni ha riportato la Repubblica alla sua origine più concreta, è avvenuta la trasformazione “da sudditi a cittadini, un passaggio che – ha insistito – non è un’astrazione ma una pratica quotidiana, che vive anzitutto nei Comuni” là dove la democrazia si incontra nella vita di tutti i giorni”. Da qui il suo invito a non capovolgere le priorità: “prima delle fazioni politiche, tutti i sindaci e le sindache qui presenti lo sanno, vengono le persone e amministrare significa ascoltare, decidere, assumersi responsabilità, senza lasciare soli territori e istituzioni di fronte a sfide nuove”. Quando ha citato l’articolo 48, quello del diritto al voto, il discorso si è fatto più diretto: “al primo turno delle elezioni per il nostro Comune - ha ricordato - sono stati tanti i cittadini che hanno rinunciato la voto”, motivo per cui l’attuale primo cittadino ha richiamato il voto come “esercizio civico e come gesto fondante della cittadinanza”. Un richiamo attualissimo, proprio mentre si torna alle urne per il ballottaggio il 7 e l’8 giugno; un appuntamento che, nel suo ragionamento, non è una formalità, ma la misura concreta di quanto “una comunità scelga di esserci”. Ai giovani ha poi rivolto un appello particolare, chiedendo loro di “non lasciare che la cattiva politica vi rubi la fiducia”, legandolo pertanto al dovere di chi fa politica, di “non ridurre il confronto a insulto e disprezzo. Restituire dignità a una politica vera, che è servire e non servirsi, è fondamentale per tornare alle urne”.
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La presidente della Provincia Alessandra Hofmann ha intrecciato la storia pubblica con quella familiare, facendo sentire quanto la Repubblica sia, in verità, una storia recente e vicina. “80 anni possono sembrare tanto tempo ma si tratta di una distanza temporale quasi familiare”, ha detto, ricordando che sua madre ha la stessa età della Repubblica. Da quella vicinanza è scaturita la memoria del 1946 come svolta: il voto delle donne insieme alla possibilità di essere elette, “motivo di orgoglio, considerando che oggi ricopro questo ruolo proprio grazie a loro”. Celebrare la democrazia oggi significa “celebrare la conquista di donne e uomini che uscivano da anni difficili e decisero di far vivere un Paese diverso”. Il punto, però, è il presente: “la democrazia – ha sottolineato – non si celebra soltanto, bensì si deve praticare ogni giorno, con orgoglio e responsabilità”.
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E poi il prefetto Paolo Ponta, nel sottolineare il valore del Teatro della Società come “gioiello restituito alla comunità”, ha allargato lo sguardo al senso stesso della ricorrenza: un compleanno “doppiamente importante”, perché il 1946 segnò anche l’ingresso delle donne nella vita civile del Paese, dopo vent’anni di dittatura. Guardando alle fotografie di quell’epoca – ha ricordato – il voto era vissuto come un rito collettivo, quasi una festa: un dettaglio che oggi, di fronte alle percentuali di partecipazione, diventa motivo di riflessione. Da qui il richiamo a un tratto spesso dimenticato della Costituzione: non soltanto diritti, ma doveri “inderogabili”.
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Angelo Sala e sotto Renato Milani
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È in questa cornice che la consegna delle 6 onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” ha assunto un significato pieno: non una medaglia astratta, ma il riconoscimento di storie di servizio, nel campo civile, sociale, culturale e anche militare. “Da oggi sarete ancora di più un riferimento per il popolo”, ha detto agli insigniti, “in particolare per i giovani”: un modo per legare merito e responsabilità, esempio e futuro.
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 Juan Gabriel Del Biondo e sotto Vincenzo Pasquale
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Sono stati nominati Ufficiali Angelo Sala di Casatenovo e Renato Milani di Lecco, per il loro impegno decennale in AVIS e Telethon; mentre sono stati insigniti del titolo di Cavalieri i lecchesi Juan Gabriel Del Biondo, luogotenente della Guardia di Finanza e la docente del conservatorio di Como, Rossella Espinosa. Sempre Cavalieri, la dirigente scolastica Wilma Maria Ticozzi proveniente da Moggio e Vincenzo Pasquale di Valmadrera, Sostituto Commissario Coordinatore della Polizia di Stato in quiescenza
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Rossella Espinosa e sotto Wilma Maria Ticozzi
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Dopo la solennità, la musica: il ‘Concerto della Repubblica’, eseguito dalla Filarmonica Giuseppe Verdi di San Giovanni di Lecco, diretta dal maestro Mauro Bernasconi e accompagnata dalla performance dall’attrice Ancilla Oggioni, ha restituito a tutti un respiro diverso. Quello che serve quando le parole diventano dense: la musica non spiega, non argomenta, ma fa restare.

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All’esterno, nonostante il tempo, la città ha potuto ritrovare un ultimo tassello: la mostra per l’80° anniversario del voto femminile, allestita nel cortile di Palazzo Bovara, con il racconto di “un cambiamento culturale che – come ha ricordato la curatrice Mariangela Tentori – è più lento delle leggi, e proprio per questo chiede ancora oggi coscienza, riconoscenza, responsabilità”.
M.E.
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