X Factor o Squid game: recuperare il senso civico del voto
Le elezioni amministrative, sempre più spesso, sembrano assumere i tratti di una competizione spettacolare più che di una valutazione consapevole delle competenze. Il paragone con X Factor e Squid Game non è solo provocatorio: racconta una trasformazione reale del modo in cui si costruisce il consenso.
Da un lato prevale la dimensione comunicativa, dove visibilità, empatia e capacità di “bucare lo schermo” rischiano di contare più dell’esperienza amministrativa. Dall’altro, la competizione si fa sempre più strategica, fatta di alleanze, spostamenti e logiche di sopravvivenza politica che ricordano dinamiche ben lontane dall’idea originaria di servizio alla comunità.
Il punto più critico, però, non è tanto chi si candida, quanto il modo in cui si vota. Se il voto perde il suo valore di scelta responsabile e diventa espressione emotiva o identitaria, allora anche la selezione della classe dirigente cambia inevitabilmente. In democrazia non vince necessariamente il più competente, ma chi riesce a intercettare fiducia, attenzione e riconoscibilità. Questo non significa che il sistema sia fallito, ma che è in corso una trasformazione profonda. La sfida vera oggi è recuperare il senso civico del voto: non un gesto leggero, ma uno strumento fondamentale per determinare la qualità della vita amministrativa e civile di un territorio. Perché, al di là dello spettacolo, le decisioni che ne derivano restano concrete e incidono sulla vita di tutti.
Negli ultimi anni la politica, anche a livello locale, rischia di essere percepita sempre più come una competizione basata sulla visibilità e sulla comunicazione, piuttosto che sulla competenza e sulla capacità di governo. Questa deriva va contrastata con determinazione.
È necessario riportare al centro del dibattito pubblico il valore delle competenze, dell’esperienza e del senso di responsabilità, elementi indispensabili per amministrare efficacemente un territorio e garantire qualità della vita ai cittadini.
Allo stesso tempo, occorre rafforzare il legame tra istituzioni e comunità, promuovendo una partecipazione consapevole e informata che restituisca pieno significato al voto, oggi troppo spesso vissuto con superficialità o disillusione. Per questo è fondamentale:
• Educazione civica “vera”, non formale e spiegare concretamente cosa fa un sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale;
• Informazione più chiara e accessibile, con programmi sintetici e comprensibili; La politica deve tornare a essere servizio alla comunità, non mera competizione per il consenso.
Solo attraverso responsabilità, serietà e partecipazione sarà possibile ricostruire fiducia e rafforzare la credibilità delle istituzioni democratiche.
Da un lato prevale la dimensione comunicativa, dove visibilità, empatia e capacità di “bucare lo schermo” rischiano di contare più dell’esperienza amministrativa. Dall’altro, la competizione si fa sempre più strategica, fatta di alleanze, spostamenti e logiche di sopravvivenza politica che ricordano dinamiche ben lontane dall’idea originaria di servizio alla comunità.
Il punto più critico, però, non è tanto chi si candida, quanto il modo in cui si vota. Se il voto perde il suo valore di scelta responsabile e diventa espressione emotiva o identitaria, allora anche la selezione della classe dirigente cambia inevitabilmente. In democrazia non vince necessariamente il più competente, ma chi riesce a intercettare fiducia, attenzione e riconoscibilità. Questo non significa che il sistema sia fallito, ma che è in corso una trasformazione profonda. La sfida vera oggi è recuperare il senso civico del voto: non un gesto leggero, ma uno strumento fondamentale per determinare la qualità della vita amministrativa e civile di un territorio. Perché, al di là dello spettacolo, le decisioni che ne derivano restano concrete e incidono sulla vita di tutti.
Negli ultimi anni la politica, anche a livello locale, rischia di essere percepita sempre più come una competizione basata sulla visibilità e sulla comunicazione, piuttosto che sulla competenza e sulla capacità di governo. Questa deriva va contrastata con determinazione.
È necessario riportare al centro del dibattito pubblico il valore delle competenze, dell’esperienza e del senso di responsabilità, elementi indispensabili per amministrare efficacemente un territorio e garantire qualità della vita ai cittadini.
Allo stesso tempo, occorre rafforzare il legame tra istituzioni e comunità, promuovendo una partecipazione consapevole e informata che restituisca pieno significato al voto, oggi troppo spesso vissuto con superficialità o disillusione. Per questo è fondamentale:
• Educazione civica “vera”, non formale e spiegare concretamente cosa fa un sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale;
• Informazione più chiara e accessibile, con programmi sintetici e comprensibili; La politica deve tornare a essere servizio alla comunità, non mera competizione per il consenso.
Solo attraverso responsabilità, serietà e partecipazione sarà possibile ricostruire fiducia e rafforzare la credibilità delle istituzioni democratiche.
Adelina Colombo





















