Ritrovati dopo tre anni i resti del 'Ragno' Mariolino Conti
Ora, quantomeno, ci potrà essere una tomba su cui piangerlo. Sono stati ritrovati, questa mattina, a poca distanza dalla sua abitazione di Mossini, sopra Sondrio, i resti di Mario Conti, scomparso il 14 novembre 2023 durante un'escursione in solitaria. Lui che di chilometri, nella sua vita, ne aveva macinati tanti. In salita. Classe 1944, per tutti era "Zenin". O semplicemente "Mariolino", "protagonista della mitica ascensione del Cerro Torre del 1974 e di tante altre tra le più belle realizzazioni dei Ragni" come ricordano oggi gli amici in maglione rosso. Con lui, appena trent’enne, nell'impresa di 52 anni fa, c'erano Casimiro Ferrari, Pino Negri e Daniele Chiappa.
Conti - mandellese fino al trasferimento a Sondrio, con al figlia Katia ancora residente in paese - nel gruppo Ragni della Grignetta Conti era entrato a 19 anni, diventando poi "un pilastro in tante spedizioni, dal Cho Oyu al Piergiorgio, e grande fonte di ispirazione per i più giovani". Ma non solo: è ricordato ancora per la pazza avventura alla Parigi Dakar nel 1982 quando riporta da solo in Italia la mitica Panda 4x4. Una vita piena, la sua. Ma lontana dai riflettori, sempre tra le montagne per passione e lavoro. E' stato infatti Guida Alpina e tra i primi a dedicarsi al Soccorso Alpino. “Ho fatto la vita che mi piaceva. Ne è valsa la pena perché la montagna dà grandi soddisfazioni. È una strada che consiglierei ai giovani, a cui direi anche di imparare ad avere paura, perché la paura molte volte ti salva”, diceva, come ricordato sul profilo del suo Ragni.
"Mario era scomparso il 14 novembre del 2023, durante un’escursione tra i boschi della frazione sondriese di Mossini, dove abitava. Da allora, nonostante le imponenti operazioni di ricerca condotte per mesi da Soccorso Alpino, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Protezione Civile protezione civile, numerosi soci dei Ragni e amici volontari, era stato impossibile ritrovare le sue tracce e, fino ad oggi, risultava disperso. Il ritrovamento dei suoi resti è avvenuto casualmente, ad opera di un escursionista, in una scarpata a un paio di chilometri dall’abitazione di Mario. È difficile - scrivono i Ragni - dire quali emozioni questa notizia susciti in tutti noi. Sicuramente rinnova il senso di tristezza e di mancanza, per una perdita che mai si potrà colmare, ma, per altri aspetti, rappresenta anche la chiusura di un cerchio, la fine di un tempo sospeso tra angosce, dubbi e domande senza risposta. Quello che di certo sappiamo è che Mario è sempre stato qui, accanto a noi, e lo è ancora, perché ancora e sempre presenti sono la sua amicizia, il suo legame indissolubile con il Gruppo, e gli insegnamenti che ha trasmesso alle giovani generazioni dei Ragni. Il nostro cuore è con lui e il nostro abbraccio si stringe oggi più forte che mai ai suoi familiari".

Mario Conti (foto: Ragni della Grignetta)
Conti - mandellese fino al trasferimento a Sondrio, con al figlia Katia ancora residente in paese - nel gruppo Ragni della Grignetta Conti era entrato a 19 anni, diventando poi "un pilastro in tante spedizioni, dal Cho Oyu al Piergiorgio, e grande fonte di ispirazione per i più giovani". Ma non solo: è ricordato ancora per la pazza avventura alla Parigi Dakar nel 1982 quando riporta da solo in Italia la mitica Panda 4x4. Una vita piena, la sua. Ma lontana dai riflettori, sempre tra le montagne per passione e lavoro. E' stato infatti Guida Alpina e tra i primi a dedicarsi al Soccorso Alpino. “Ho fatto la vita che mi piaceva. Ne è valsa la pena perché la montagna dà grandi soddisfazioni. È una strada che consiglierei ai giovani, a cui direi anche di imparare ad avere paura, perché la paura molte volte ti salva”, diceva, come ricordato sul profilo del suo Ragni.
"Mario era scomparso il 14 novembre del 2023, durante un’escursione tra i boschi della frazione sondriese di Mossini, dove abitava. Da allora, nonostante le imponenti operazioni di ricerca condotte per mesi da Soccorso Alpino, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Protezione Civile protezione civile, numerosi soci dei Ragni e amici volontari, era stato impossibile ritrovare le sue tracce e, fino ad oggi, risultava disperso. Il ritrovamento dei suoi resti è avvenuto casualmente, ad opera di un escursionista, in una scarpata a un paio di chilometri dall’abitazione di Mario. È difficile - scrivono i Ragni - dire quali emozioni questa notizia susciti in tutti noi. Sicuramente rinnova il senso di tristezza e di mancanza, per una perdita che mai si potrà colmare, ma, per altri aspetti, rappresenta anche la chiusura di un cerchio, la fine di un tempo sospeso tra angosce, dubbi e domande senza risposta. Quello che di certo sappiamo è che Mario è sempre stato qui, accanto a noi, e lo è ancora, perché ancora e sempre presenti sono la sua amicizia, il suo legame indissolubile con il Gruppo, e gli insegnamenti che ha trasmesso alle giovani generazioni dei Ragni. Il nostro cuore è con lui e il nostro abbraccio si stringe oggi più forte che mai ai suoi familiari".




















