Boscagli in moschea, AVS: 'la destra lecchese prende in giro tutti'

Prime schermaglie in vista del ritorno alle urne per il secondo turno, quello decisivo per eleggere il sindaco che governerà Lecco per i prossimi 5 anni. Lancia in resta è AVS ad andare all'attacco, insinuandosi tra le dinamiche interne al centrodestra. 
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I manifesti della Lega

"Per settimane la Lega ha riempito la campagna elettorale lecchese con un messaggio chiaro, violento e volutamente divisivo: “Stop maranza e moschea”. Non una frase sfuggita. Non una battuta. Un manifesto elettorale. Una scelta politica precisa, firmata dalla Lega, forza decisiva della coalizione di Filippo Boscagli, il quale non ne ha mai preso le distanze neanche a domanda diretta. Poi, però, oggi Filippo Boscagli si presenta alla celebrazione dell’Eid al-Adha al Centro “La città” di Lecco" spiegano dalla compagine di sinistra, precisando "Il problema non è che sia andato in moschea. Il problema è l’esatto contrario: ci è andato dopo aver accettato che la sua coalizione trasformasse quella stessa moschea in un bersaglio elettorale. Questa si chiama incoerenza. O peggio: doppiezza elettorale da ballottaggio. Da una parte la Lega agita la parola “moschea” per spaventare i cittadini, confondendo deliberatamente religione, immigrazione, sicurezza e degrado. Dall’altra il candidato sindaco che quella Lega sostiene, va al Centro “La città” a cercare consenso, come se nulla fosse. A questo punto Boscagli deve rispondere a una domanda semplice: condivide il manifesto della Lega oppure no? Se lo condivide, la sua visita è stata una passerella ipocrita. Se non lo condivide, allora dica pubblicamente che la Lega ha sbagliato, che quel manifesto è vergognoso e che la parola “moschea” non può essere usata come insulto elettorale. Non può valere tutto e il contrario di tutto".
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Filippo Boscagli presso il centro La città

Ma la stoccata non finisce qui. "E c’è un altro fatto politico evidente: Boscagli era solo. Dov’era la Lega? Dov’era il suo vice, indicato dalla Lega? Aveva avvisato l’europarlamentare Sardone? La Lega sapeva della visita? La condivide? Oppure siamo davanti a una coalizione che, ancora prima del voto, parla già con due lingue diverse? La verità - secondo AVS - è che il centrodestra lecchese mostra crepe profonde: da una parte chi fa propaganda contro le moschee, dall’altra chi prova a mostrarsi dialogante davanti alla comunità islamica. Una coalizione così non è moderata: è opportunista e divisa. Noi di Alleanza Verdi e Sinistra non abbiamo bisogno di travestirci a seconda del pubblico che abbiamo davanti. La nostra posizione è chiara: libertà religiosa, rispetto delle comunità, legalità e convivenza valgono per tutti, sempre. Siamo contro ogni uso strumentale della paura. Siamo contro chi mette un luogo di culto su un manifesto come fosse una minaccia. Siamo contro chi cerca voti alimentando sospetti verso una comunità e poi si presenta alla sua festa religiosa per convenienza. Lecco non merita una destra che semina divisione sui muri e prova a raccogliere consenso nelle comunità che ha contribuito a colpire. Lecco merita coerenza. E Boscagli, oggi, ne ha dimostrata pochissima".
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