La politica dell'insulto
Il commento social della leghista Debora Piazza sotto un post di cronaca della manifestazione elettorale del pd a Lecco con la segreteria Schlein è offensivo o indegno anche per il riferimento agghiacciante a un fatto di cronaca recentissimo e drammatico ma ha anche delle positività. Indirette e non giustificatorie, ovviamente.
Quelle di mostrare nuovamente il livello dalla politica senza argomenti che si alimenta di insulti e quello nel vedere come i vertici davanti a tali comportamenti si muovono e reagiscono.
Pertanto è stata buona cosa che il segretario provinciale della Lega Daniele Butti l'abbia immediatamente sospesa ma non può essere che il primo passo e non l'unico nelle prossime 24 ore che devono portare all'espulsione, alla revoca degli incarichi di partito e ove possibile di rappresentanza istituzionale. Quello da consigliera comunale di Barzanò. Dire come ha fatto nelle dichiarazioni di scuse: ''Non era mia intenzione augurare del male a nessuno né alimentare odio politico. Se le mie parole sono state interpretate in questo modo, me ne scuso sinceramente" è ulteriormente imbarazzante, offensivo e grave.
Il suo commento, le sue parole non è che sono state interpretate male, in maniera equivoca, forzata, faziosa o strumentale da chicchessia. Non serviva mica l'Accademia della Crusca per comprendere il testo e il valore grave, inequivocabile, di quelle parole. Non è satira, non è polemica, non è aspra critica politica, non è libertà di espressione. È un’allusione violentissima che normalizza l’idea della violenza e volgarità come scorciatoia dello scontro pubblico. Un politico dovrebbe, deve, avere ancora di più il senso del limite, della responsabilità e delle parole. E la Piazza non è peraltro nuova a questi comportamenti e commenti.
Settimane fa è stata rea di attacchi discriminatori contro una giovane candidata musulmana insultata per il velo. Fa nulla e nulla sminuisce che lo scorso anno un'asssesora comunale, Alessandra Durante addirittura con delega alla comunicazione, al digitale e ai giovani, abbia, per giunta in anonimo, insultato e offeso un cittadino e oggi la ritroviamo subito ricandidata nelle file della maggioranza con Fattore Lecco o che pochissime settimane fa, subito dopo l'attentato e tentativo di uccidere il Presidente Trump un'altra candidata, Alice Bianchi di Avs, sempre della maggioranza, sempre sui social, si era dispiaciuta e sottolineava, che tutti gli attentatori Trump avessero sempre una pessima mira. La volgarità e le dichiarazioni becere non si compensano mai. E non stan dentro classifiche. E non dovrebbero essere usate per interessi politici come subito, in questa occasione si è fatto.
Non è per trasformare tutto in insulto e volgarità e quindi nulla più è insulto e volgarità ma credo fermamente che lo siano altrettanto da parte dei politici negare trasparenza, nascondere contenziosi, non dare informazioni, millantare inesistenti studi dei flussi del traffico, non condividere per tempo con i residenti le decisioni sui cambi di direzione delle strade, tenere nel cassetto 0er anni la perizia di chiusura di una corsia del Ponte Kennedy, o i cessi chiusi da mesibe mesi con scritto provvederemo al più presto alla riparazione, aumentare l'Irpef, le rette, e il costo dei buoni mensa perché non vi sono soldi e poi spenderli per fiorellini, cornamuse elettriche, car sharing che non usa nessuno e pubblicità in tv.
Ci sono parole che, soprattutto oggi, nessun rappresentante delle istituzioni dovrebbe permettersi di scrivere. Questa, ma non solo, è una di quelle.
Quelle di mostrare nuovamente il livello dalla politica senza argomenti che si alimenta di insulti e quello nel vedere come i vertici davanti a tali comportamenti si muovono e reagiscono.
Pertanto è stata buona cosa che il segretario provinciale della Lega Daniele Butti l'abbia immediatamente sospesa ma non può essere che il primo passo e non l'unico nelle prossime 24 ore che devono portare all'espulsione, alla revoca degli incarichi di partito e ove possibile di rappresentanza istituzionale. Quello da consigliera comunale di Barzanò. Dire come ha fatto nelle dichiarazioni di scuse: ''Non era mia intenzione augurare del male a nessuno né alimentare odio politico. Se le mie parole sono state interpretate in questo modo, me ne scuso sinceramente" è ulteriormente imbarazzante, offensivo e grave.
Il suo commento, le sue parole non è che sono state interpretate male, in maniera equivoca, forzata, faziosa o strumentale da chicchessia. Non serviva mica l'Accademia della Crusca per comprendere il testo e il valore grave, inequivocabile, di quelle parole. Non è satira, non è polemica, non è aspra critica politica, non è libertà di espressione. È un’allusione violentissima che normalizza l’idea della violenza e volgarità come scorciatoia dello scontro pubblico. Un politico dovrebbe, deve, avere ancora di più il senso del limite, della responsabilità e delle parole. E la Piazza non è peraltro nuova a questi comportamenti e commenti.
Settimane fa è stata rea di attacchi discriminatori contro una giovane candidata musulmana insultata per il velo. Fa nulla e nulla sminuisce che lo scorso anno un'asssesora comunale, Alessandra Durante addirittura con delega alla comunicazione, al digitale e ai giovani, abbia, per giunta in anonimo, insultato e offeso un cittadino e oggi la ritroviamo subito ricandidata nelle file della maggioranza con Fattore Lecco o che pochissime settimane fa, subito dopo l'attentato e tentativo di uccidere il Presidente Trump un'altra candidata, Alice Bianchi di Avs, sempre della maggioranza, sempre sui social, si era dispiaciuta e sottolineava, che tutti gli attentatori Trump avessero sempre una pessima mira. La volgarità e le dichiarazioni becere non si compensano mai. E non stan dentro classifiche. E non dovrebbero essere usate per interessi politici come subito, in questa occasione si è fatto.
Non è per trasformare tutto in insulto e volgarità e quindi nulla più è insulto e volgarità ma credo fermamente che lo siano altrettanto da parte dei politici negare trasparenza, nascondere contenziosi, non dare informazioni, millantare inesistenti studi dei flussi del traffico, non condividere per tempo con i residenti le decisioni sui cambi di direzione delle strade, tenere nel cassetto 0er anni la perizia di chiusura di una corsia del Ponte Kennedy, o i cessi chiusi da mesibe mesi con scritto provvederemo al più presto alla riparazione, aumentare l'Irpef, le rette, e il costo dei buoni mensa perché non vi sono soldi e poi spenderli per fiorellini, cornamuse elettriche, car sharing che non usa nessuno e pubblicità in tv.
Ci sono parole che, soprattutto oggi, nessun rappresentante delle istituzioni dovrebbe permettersi di scrivere. Questa, ma non solo, è una di quelle.
Paolo Trezzi




















