Confronto tra candidati sindaco con Confindustria e ALPL: «Certo sicurezza e traffico, ma si pensi anche al futuro»
All’insegna, tutto sommato, del fair play il confronto tra i cinque candidati sindaco di Lecco promosso da Confindustria e Associazione dei liberi professionisti ieri nell’auditorium della Camera di commercio. Anche se certamente qualche stilettata non è mancata ed era inevitabile che a finire più spesso nel mirino fosse il sindaco uscente Mauro Gattinoni, considerato che i quattro sfidanti mirano a scalzarlo proponendo scelte differenti e criticando non poco l’amministrazione di questi ultimi cinque anni.
A introdurre l’incontro i presidenti delle due associazioni organizzatrici dell’appuntamento.

Antonio Rocca per i ALPL ha indicato tre argomenti sui quali i sindaci dovranno impegnarsi: l’università con la necessità di aggiungere all’eccellenza del Politecnico altre facoltà con le cosiddette lauree professionalizzanti, per fare di Lecco un polo della formazione; la collaborazione tra Comune e associazioni di categoria che dovrà essere istituzionalizzata; la realizzazione di una zona di innovazione e sviluppo il cui indirizzo sembra essere quello dell’ambito biomedico, proprio in virtù delle sperimentazioni del Politecnico.

Marco Campanari per gli industriali ha ringraziato i candidati sindaco proprio per la loro decisione di candidarsi «che è un atto di coraggio.» Per poi auspicare che non si limitino il dibattito e le riflessioni ai temi del traffico o della sicurezza, ma che si dicano anche quali idee si hanno per il futuro del nostro territorio: «non per domani, ma per dopodomani, perché il territorio deve essere in grado di riprogettarsi con maggior velocità di quanto accadeva una volta.»

Poi, via al confronto tra Filippo Boscagli (centrodestra), Giovanni Colombo (Patto per il Nord), Mauro Fumagalli (Orizzonte per Lecco), Mauro Gattinoni (centrosinistra) e Francesca Losi (Partito popolare del Nord).
A condurre l’incontro Rachele Grassini e Andrea Pagliuca della società Politic Hubs, fondata da poco a Milano e che intende operare soprattutto per avvicinare i giovani alla politica, con domande non uguali per tutti, anche se tutti potevano poi intervenire a dire la loro. Con tempi contingentati. E inflessibili.

Sicurezza – Il sindaco Gattinoni ha ricordato, sul fronte del degrado e della marginalità, gli sgomberi dei bivacchi alla Piccola, al Teatro, sulle scalinate del Tribunale, il ricollocamento dei nomadi che sostavano al Bione. Per gli episodi di violenza che maggiormente hanno allarmato la città, ha sottolineato come siano stati rafforzati i pattugliamenti delle forze dell’ordine in città fino al 30 giugno, dopo di che si dovrà cambiare perché maggiori controlli significa anche che la microcriminalità si riorganizza e l’azione di sorveglianza dovrà quindi adeguarsi secondo le indicazioni del questore, titolato a intervenire per la sicurezza.
Giovanni Colombo è stato sollecitato a spiegare quello che è stato chiamato il metodo Giuliani, dal nome del sindaco di New York che alla fine degli anni Novanta ha promosso la politica della cosiddetta tolleranza zero nei confronti della criminalità. Politica adottabile anche per Lecco, ha detto Colombo che ha anche parlato di far diventare la città una sorta di casa e che pertanto la si vuole bella ma anche curata, Senza dimenticare gli ultimi, tema su cui Lecco è già mobilitata tutti i giorni. Ma chi viene a Lecco deve rispettare le regole che devono essere precise e che tutti debbono rispettare.
Francesca Losi ha invece accusato l’amministrazione uscente di avere fatto ben poco e di avere tollerato troppe situazioni pericolose

Viabilità – Secondo Francesca Losi in questi anni sono state fatte scelte sbagliate, c’è stata una furia ideologica in nome delle piste ciclabili, mentre i parcheggi sono insufficienti e occorrono nuovi autosili. Il fatto è che si fa propaganda per una città che è difficile da raggiungere e attraversare.
Filippo Boscagli ha sostenuto la necessità di riaprire il Ponte Vecchio che da solo comunque non risolverà tutti i problemi, «ma è un ponte e come tale va usato». Ma è necessaria una revisione del piano del traffico e dei parcheggi. Perché il dato reale è che a Lecco ci si dove spostare in auto, per lavoro o anche per altro.
Da parte sua, Gattinoni ha snocciolato alcune cifre: dal Ponte Vecchio passano 4mila veicoli al giorno, dal Nuovo tra i 28 e i 32mila, lungo l’attraversamento 105mila, dunque bisogna intervenire dove ci sono i maggiori flussi. E c’è un quarto ponte a senso unico. L’altro giorno, il ministro Salvini balbettava sulla possibilità del doppio senso. Era una cosa che si poteva fare subito, l’avevamo detto a suo tempo e non lo si è voluto fare. Adesso bisognerà aspettare ancora chissà quanti anni.
Colombo ha ricordato come vent’anni fa, ai tempi dell’amministrazione Bodega, fossero stati preparati progetti per nuovi autosili in città, ma chi è venuto dopo, di destra o di sinistra, quei progetti li ha messi in un cassetto. La vicenda del quarto ponte è vergognosa. Da sindaco, inoltre, «una delle prime cose che farò sarà chiudere il “buco” di Chiuso, la galleria della Lecco-Bergamo.»

Lo sport e il centro del Bione – Il Bione – ha detto Boscagli - è la casa delle nostre associazioni che hanno un ruolo educativo enorme. Ecco perché siamo contrari al progetto della giunta uscente: non prende in considerazioni le associazioni. Noi quindi e rifaremo quel progetto.
Anche per Fumagalli il progetto comunale non va bene. Se si coinvolge il privato, questo deve assumersi sul serio i rischi dell’intervento. Qualche hanno fa c’era un’ipotesi che interessava tutta l’area e non solo una parte: la società Acinque metteva sul piatto risorse importanti. Bisogna ripartire da lì.
Pur senza entrare nei dettagli, per Colombo ci sono modi e soldi per intervenire sul Bione in maniera seria.
Da parte sua Gattinoni, ha replicato dicendo che il progetto avviato è frutto di quattro anni di lavoro: saranno realizzate tre piscine, due palazzetti, il campo da tennis e da calcio, il campo per gli allenamenti, la tribuna per la pista di atletica, campi da beach-volley, da padel e da calcetto. Ci sono alcuni mutui in scadenza: il Comune non dovrà più sborsare due milioni e mezzo di euro all’anno. Di quei due milioni e mezzo, uno li dirotteremmo annualmente al Bione.
Secondo Losi, però, la realtà è che il Comune non è stato in grado di vincere i bandi per portare a Lecco risorse importante. I suoi progetti sono arrivati in centesima posizione: vuol dire che non erano fatti bene. Bandi che invece hanno vinto tanto comunelli del territorio che hanno ricevuto soldi a carriolate.

Attrattività – Colombo ha proposto l’istituzione dell’Università dei laghi che già esiste altrove per promuovere un turismo di qualità. Occorre valorizzare il nostro territorio, a partire dalla vallata del Gerenzone, anche per far capire cosa siano state le nostre imprese e la nostra storia.
Per Gattinoni, attrattività è la qualità della vita di chi ci vive. Prima dei turisti, devono venire i cittadini, Lecco oggi è diventata una città espulsiva: affitti alle stelle, studentati con posti letto a costi proibitivi, bed&breakfast. Va bene il bonus per gli affitti, ma non basta. Non bisogna dimenticare che fra qualche anno ci sarà il treno che collegherà Lecco a Orio al Serio. Significherà che saremo ancor più in un’orbita internazionale, Bisogna cominciare a ragionarci. Pensare a un’area di ricettività più ampia e Lecco deve far pesare il suo ruolo di capoluogo.
Un discorso che ha trovato sponda in Fumagalli: «Una città dove si vive bene è di per sé stessa attrattiva. Per quanto abbia poi aggiunto che l’attuale amministrazione abbia mancato sull’equilibrio tra le diverse esigenze. Aggiungendo la necessità di stendere un piano casa e gli strumenti per intervenire ci sono: un’agenzia sociale per la casa e un Osservatorio permanente per avere sotto mano i dati reali di una situazione sulla quale si sentono sempre cifre differenti.
Losi ha invece parlato di economia della cultura, di come non si parli più di città letteraria, non abbiamo offerto nulla. Bisogna ristrutturare tutti i luoghi manzoniani. Investire in questo progetto la tassa di soggiorno, o magari anche il milione di euro che il Comune vuole destinare al Bione.
Boscagli ha sottolineato la carenza di posti letti in città e quindi la necessità di nuovi alberghi.

Priorità e tagli – Tante promesse, ma poi arriva il momento delle scelte. In certi momenti occorre sacrificare alcuni settori rispetto ad altri. Quindi – la domanda dei conduttori dell’incontro – cosa sacrificherebbero i sindaci?
Secondo Fumagalli, bisogna mettere correttamente in fila le priorità e mettere la macchina nelle condizioni per poter funzionare al meglio. Le risorse che si liberano vanno utilizzate per le famiglie che fanno fatica e non per gli interventi dove opera il privato.
Secondo Boscagli, l’attuale amministrazione ha speso un po’ troppo in comunicazione, ma ha comunque ammesso che con quel risparmio non si terrebbe comunque in piedi un bilancio. Ha quindi sostenuto che quando si debba realizzare un’opera si possa benissimo accendere un mutuo: «Non c’è nulla di male, anch’io per comprare la mia casa ho fatto un mutuo, Non ho buttato via i soldi: ho comprato la mia casa.» Inoltre, vanno recuperati finanziamenti dall’Europa.
Colombo ha invece detti di non voler tagliare assolutamente nulla: «Voglio solo spendere bene i soldi. È questo che dobbiamo imparare. C’è un codice degli appalti che andrebbe studiato: altrimenti si affidano lavori al ribasso e poi i costi si alzano,
Gattinoni ha ricordato come la seconda giunta Brivio abbia effettuato opere per 30 milioni di euro, quella uscente per 120: «Significa che la struttura comunale non è così scassata. La differenza la fa l’idea progettuale.
In tema di priorità, Losi ha rilevato la necessità di interventi contro l’inverno demografico; abbattimento delle rette di nidi, scuole materne, centri estivi. E poi riordino del lungolago, riaprendo quello che è stato chiuso e ricollocando i parcheggi per residenti, bus e moto.

Rapporti tra Comune associazioni di categoria – Losi ha sostenuto la necessità di un tavolo permanente, di consultazioni anche una volta al mese,
Gattinoni ha sottolineato come sia già una realtà: c’è un tavolo che si riunisce ogni sei mesi e con l’associazione consulenti del lavoro abbiamo fatto cose bellissime, come garantire una piccola pensione a chi vive di borse sociali.
Per Fumagalli è necessario che ci sia un’amministrazione “amica”: pertanto è necessario sburocratizzare, innovare tecnologicamente, liberare risorse umane da affiancare ai cittadini, togliere gli ostacoli alle imprese.
Colombo ha sostenuto che un’amministrazione che funziona è quella che mette al centro il lavoro che è poi la storia della nostra città, quella che ha fatto la sua fortuna.
Boscagli ha parlato dell’opportunità di un dialogo costante, di cordialità ed efficienza nei confronti del cittadino, mentre ancora oggi quando un cittadino chiede un servizio sembra che debba chiedere un favore, sembra che il Comune non sia un aiuto ma un problema.

La Lecco nel 2050 – Boscagli ha messo al centro il tema dell’educazione della quale debbano farsene carico tutti per creare il cittadino del futuro.
Colombo ha ribadito di mettere il tema del lavoro al centro dell’attenzione, alzando ancora il livello e far conoscere ai giovani le nostre aziende che portano il nome di Lecco in giro per il mondo.
Fumagalli ha rilevato sia necessaria competenza e dedizione nell’amministrare, utilizzando tutte le potenzialità che ci sono. E il capoluogo deve tornare a governare il nostro territorio, rimettendo in campo quello che una volta era chiamato il “Sistema Lecco” che vedeva la collaborazione di tutti gli enti e che ha portato a grossi risultati.
Gattinoni ha riportato i dati sull’eccezionalità dei ragazzi, primi in Italia – secondo i risultati delle cosiddette prove Invalsi – in matematica, Italiano e pratica sportiva: «Lecco è la città giusta per crescere, ma siamo una città che invecchia, occorre puntare sull’orientamento scolastico e attrarre nuove famiglie per non essere una città che si spopola.»
Losi ha rilanciato l’idea di economia della cultura, ha parlato di piccola fiorente capitale dell’industria: «Riprendiamoci il potere politico che abbiamo perso,»
A introdurre l’incontro i presidenti delle due associazioni organizzatrici dell’appuntamento.
Antonio Rocca per i ALPL ha indicato tre argomenti sui quali i sindaci dovranno impegnarsi: l’università con la necessità di aggiungere all’eccellenza del Politecnico altre facoltà con le cosiddette lauree professionalizzanti, per fare di Lecco un polo della formazione; la collaborazione tra Comune e associazioni di categoria che dovrà essere istituzionalizzata; la realizzazione di una zona di innovazione e sviluppo il cui indirizzo sembra essere quello dell’ambito biomedico, proprio in virtù delle sperimentazioni del Politecnico.
Marco Campanari per gli industriali ha ringraziato i candidati sindaco proprio per la loro decisione di candidarsi «che è un atto di coraggio.» Per poi auspicare che non si limitino il dibattito e le riflessioni ai temi del traffico o della sicurezza, ma che si dicano anche quali idee si hanno per il futuro del nostro territorio: «non per domani, ma per dopodomani, perché il territorio deve essere in grado di riprogettarsi con maggior velocità di quanto accadeva una volta.»
Poi, via al confronto tra Filippo Boscagli (centrodestra), Giovanni Colombo (Patto per il Nord), Mauro Fumagalli (Orizzonte per Lecco), Mauro Gattinoni (centrosinistra) e Francesca Losi (Partito popolare del Nord).
A condurre l’incontro Rachele Grassini e Andrea Pagliuca della società Politic Hubs, fondata da poco a Milano e che intende operare soprattutto per avvicinare i giovani alla politica, con domande non uguali per tutti, anche se tutti potevano poi intervenire a dire la loro. Con tempi contingentati. E inflessibili.
Sicurezza – Il sindaco Gattinoni ha ricordato, sul fronte del degrado e della marginalità, gli sgomberi dei bivacchi alla Piccola, al Teatro, sulle scalinate del Tribunale, il ricollocamento dei nomadi che sostavano al Bione. Per gli episodi di violenza che maggiormente hanno allarmato la città, ha sottolineato come siano stati rafforzati i pattugliamenti delle forze dell’ordine in città fino al 30 giugno, dopo di che si dovrà cambiare perché maggiori controlli significa anche che la microcriminalità si riorganizza e l’azione di sorveglianza dovrà quindi adeguarsi secondo le indicazioni del questore, titolato a intervenire per la sicurezza.
Giovanni Colombo è stato sollecitato a spiegare quello che è stato chiamato il metodo Giuliani, dal nome del sindaco di New York che alla fine degli anni Novanta ha promosso la politica della cosiddetta tolleranza zero nei confronti della criminalità. Politica adottabile anche per Lecco, ha detto Colombo che ha anche parlato di far diventare la città una sorta di casa e che pertanto la si vuole bella ma anche curata, Senza dimenticare gli ultimi, tema su cui Lecco è già mobilitata tutti i giorni. Ma chi viene a Lecco deve rispettare le regole che devono essere precise e che tutti debbono rispettare.
Francesca Losi ha invece accusato l’amministrazione uscente di avere fatto ben poco e di avere tollerato troppe situazioni pericolose
Viabilità – Secondo Francesca Losi in questi anni sono state fatte scelte sbagliate, c’è stata una furia ideologica in nome delle piste ciclabili, mentre i parcheggi sono insufficienti e occorrono nuovi autosili. Il fatto è che si fa propaganda per una città che è difficile da raggiungere e attraversare.
Filippo Boscagli ha sostenuto la necessità di riaprire il Ponte Vecchio che da solo comunque non risolverà tutti i problemi, «ma è un ponte e come tale va usato». Ma è necessaria una revisione del piano del traffico e dei parcheggi. Perché il dato reale è che a Lecco ci si dove spostare in auto, per lavoro o anche per altro.
Da parte sua, Gattinoni ha snocciolato alcune cifre: dal Ponte Vecchio passano 4mila veicoli al giorno, dal Nuovo tra i 28 e i 32mila, lungo l’attraversamento 105mila, dunque bisogna intervenire dove ci sono i maggiori flussi. E c’è un quarto ponte a senso unico. L’altro giorno, il ministro Salvini balbettava sulla possibilità del doppio senso. Era una cosa che si poteva fare subito, l’avevamo detto a suo tempo e non lo si è voluto fare. Adesso bisognerà aspettare ancora chissà quanti anni.
Colombo ha ricordato come vent’anni fa, ai tempi dell’amministrazione Bodega, fossero stati preparati progetti per nuovi autosili in città, ma chi è venuto dopo, di destra o di sinistra, quei progetti li ha messi in un cassetto. La vicenda del quarto ponte è vergognosa. Da sindaco, inoltre, «una delle prime cose che farò sarà chiudere il “buco” di Chiuso, la galleria della Lecco-Bergamo.»
Lo sport e il centro del Bione – Il Bione – ha detto Boscagli - è la casa delle nostre associazioni che hanno un ruolo educativo enorme. Ecco perché siamo contrari al progetto della giunta uscente: non prende in considerazioni le associazioni. Noi quindi e rifaremo quel progetto.
Anche per Fumagalli il progetto comunale non va bene. Se si coinvolge il privato, questo deve assumersi sul serio i rischi dell’intervento. Qualche hanno fa c’era un’ipotesi che interessava tutta l’area e non solo una parte: la società Acinque metteva sul piatto risorse importanti. Bisogna ripartire da lì.
Pur senza entrare nei dettagli, per Colombo ci sono modi e soldi per intervenire sul Bione in maniera seria.
Da parte sua Gattinoni, ha replicato dicendo che il progetto avviato è frutto di quattro anni di lavoro: saranno realizzate tre piscine, due palazzetti, il campo da tennis e da calcio, il campo per gli allenamenti, la tribuna per la pista di atletica, campi da beach-volley, da padel e da calcetto. Ci sono alcuni mutui in scadenza: il Comune non dovrà più sborsare due milioni e mezzo di euro all’anno. Di quei due milioni e mezzo, uno li dirotteremmo annualmente al Bione.
Secondo Losi, però, la realtà è che il Comune non è stato in grado di vincere i bandi per portare a Lecco risorse importante. I suoi progetti sono arrivati in centesima posizione: vuol dire che non erano fatti bene. Bandi che invece hanno vinto tanto comunelli del territorio che hanno ricevuto soldi a carriolate.
Attrattività – Colombo ha proposto l’istituzione dell’Università dei laghi che già esiste altrove per promuovere un turismo di qualità. Occorre valorizzare il nostro territorio, a partire dalla vallata del Gerenzone, anche per far capire cosa siano state le nostre imprese e la nostra storia.
Per Gattinoni, attrattività è la qualità della vita di chi ci vive. Prima dei turisti, devono venire i cittadini, Lecco oggi è diventata una città espulsiva: affitti alle stelle, studentati con posti letto a costi proibitivi, bed&breakfast. Va bene il bonus per gli affitti, ma non basta. Non bisogna dimenticare che fra qualche anno ci sarà il treno che collegherà Lecco a Orio al Serio. Significherà che saremo ancor più in un’orbita internazionale, Bisogna cominciare a ragionarci. Pensare a un’area di ricettività più ampia e Lecco deve far pesare il suo ruolo di capoluogo.
Un discorso che ha trovato sponda in Fumagalli: «Una città dove si vive bene è di per sé stessa attrattiva. Per quanto abbia poi aggiunto che l’attuale amministrazione abbia mancato sull’equilibrio tra le diverse esigenze. Aggiungendo la necessità di stendere un piano casa e gli strumenti per intervenire ci sono: un’agenzia sociale per la casa e un Osservatorio permanente per avere sotto mano i dati reali di una situazione sulla quale si sentono sempre cifre differenti.
Losi ha invece parlato di economia della cultura, di come non si parli più di città letteraria, non abbiamo offerto nulla. Bisogna ristrutturare tutti i luoghi manzoniani. Investire in questo progetto la tassa di soggiorno, o magari anche il milione di euro che il Comune vuole destinare al Bione.
Boscagli ha sottolineato la carenza di posti letti in città e quindi la necessità di nuovi alberghi.
Priorità e tagli – Tante promesse, ma poi arriva il momento delle scelte. In certi momenti occorre sacrificare alcuni settori rispetto ad altri. Quindi – la domanda dei conduttori dell’incontro – cosa sacrificherebbero i sindaci?
Secondo Fumagalli, bisogna mettere correttamente in fila le priorità e mettere la macchina nelle condizioni per poter funzionare al meglio. Le risorse che si liberano vanno utilizzate per le famiglie che fanno fatica e non per gli interventi dove opera il privato.
Secondo Boscagli, l’attuale amministrazione ha speso un po’ troppo in comunicazione, ma ha comunque ammesso che con quel risparmio non si terrebbe comunque in piedi un bilancio. Ha quindi sostenuto che quando si debba realizzare un’opera si possa benissimo accendere un mutuo: «Non c’è nulla di male, anch’io per comprare la mia casa ho fatto un mutuo, Non ho buttato via i soldi: ho comprato la mia casa.» Inoltre, vanno recuperati finanziamenti dall’Europa.
Colombo ha invece detti di non voler tagliare assolutamente nulla: «Voglio solo spendere bene i soldi. È questo che dobbiamo imparare. C’è un codice degli appalti che andrebbe studiato: altrimenti si affidano lavori al ribasso e poi i costi si alzano,
Gattinoni ha ricordato come la seconda giunta Brivio abbia effettuato opere per 30 milioni di euro, quella uscente per 120: «Significa che la struttura comunale non è così scassata. La differenza la fa l’idea progettuale.
In tema di priorità, Losi ha rilevato la necessità di interventi contro l’inverno demografico; abbattimento delle rette di nidi, scuole materne, centri estivi. E poi riordino del lungolago, riaprendo quello che è stato chiuso e ricollocando i parcheggi per residenti, bus e moto.
Rapporti tra Comune associazioni di categoria – Losi ha sostenuto la necessità di un tavolo permanente, di consultazioni anche una volta al mese,
Gattinoni ha sottolineato come sia già una realtà: c’è un tavolo che si riunisce ogni sei mesi e con l’associazione consulenti del lavoro abbiamo fatto cose bellissime, come garantire una piccola pensione a chi vive di borse sociali.
Per Fumagalli è necessario che ci sia un’amministrazione “amica”: pertanto è necessario sburocratizzare, innovare tecnologicamente, liberare risorse umane da affiancare ai cittadini, togliere gli ostacoli alle imprese.
Colombo ha sostenuto che un’amministrazione che funziona è quella che mette al centro il lavoro che è poi la storia della nostra città, quella che ha fatto la sua fortuna.
Boscagli ha parlato dell’opportunità di un dialogo costante, di cordialità ed efficienza nei confronti del cittadino, mentre ancora oggi quando un cittadino chiede un servizio sembra che debba chiedere un favore, sembra che il Comune non sia un aiuto ma un problema.
La Lecco nel 2050 – Boscagli ha messo al centro il tema dell’educazione della quale debbano farsene carico tutti per creare il cittadino del futuro.
Colombo ha ribadito di mettere il tema del lavoro al centro dell’attenzione, alzando ancora il livello e far conoscere ai giovani le nostre aziende che portano il nome di Lecco in giro per il mondo.
Fumagalli ha rilevato sia necessaria competenza e dedizione nell’amministrare, utilizzando tutte le potenzialità che ci sono. E il capoluogo deve tornare a governare il nostro territorio, rimettendo in campo quello che una volta era chiamato il “Sistema Lecco” che vedeva la collaborazione di tutti gli enti e che ha portato a grossi risultati.
Gattinoni ha riportato i dati sull’eccezionalità dei ragazzi, primi in Italia – secondo i risultati delle cosiddette prove Invalsi – in matematica, Italiano e pratica sportiva: «Lecco è la città giusta per crescere, ma siamo una città che invecchia, occorre puntare sull’orientamento scolastico e attrarre nuove famiglie per non essere una città che si spopola.»
Losi ha rilanciato l’idea di economia della cultura, ha parlato di piccola fiorente capitale dell’industria: «Riprendiamoci il potere politico che abbiamo perso,»
D.C.




















