Lecco: la moda sfila nel Parco degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi

Non una semplice sfilata, ma un pomeriggio intenso, emozionante, pieno di ricordi. Residenti, familiari, dipendenti, volontari ma anche amici si sono ritrovati insieme nel pomeriggio di sabato nel Parco degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi di Lecco per condividere emozioni, ascoltando il racconto dei ricordi legati ai bellissimi abiti, capi di sartoria del secolo scorso, abiti di nozze recenti e costumi di paesi lontani. 
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Un’iniziativa di animazione sociale e terapeutica – a cui ha preso parte anche Emanuele Manzoni, assessore al Welfare del Comune di Lecco - che ha trasformato la RSA in uno spazio di incontro, memoria e condivisione, coinvolgendo attivamente residenti, familiari e dipendenti in ogni fase del progetto.
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“È stato un percorso partecipato e corale con una serie di obiettivi precisi. – spiega Francesca Mazzoleni, referente del servizio educativo IRAM – In primo luogo si è trattato di un evento di co-progettazione partecipata: ogni persona ha scelto abiti, accessori o oggetti rappresentativi della propria storia. I familiari hanno contribuito con racconti, fotografie e materiali del passato, mentre il personale ha supportato la preparazione organizzativa ed estetica, rafforzando il legame con gli ospiti e condividendo a sua volta ricordi e tradizioni. Inoltre sono stati esposti abiti d’epoca e capi appartenenti a culture e Paesi diversi, spesso legati alle origini dei partecipanti, con l’obiettivo di stimolare la memoria e il racconto di sé. Ogni partecipante ha raccontato il significato delle proprie scelte, trasformando la passerella in un momento di narrazione autobiografica capace di favorire autostima, partecipazione ed empowerment. Infine l’iniziativa è nata anche per creare connessioni tra la struttura e la comunità, coinvolgendo studenti delle scuole superiori e promuovendo occasioni di incontro tra generazioni”.
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Più che un evento ricreativo, la sfilata ha quindi rappresentato uno strumento terapeutico e relazionale che ha messo al centro la dignità, la storia di vita degli ospiti e il senso di appartenenza condiviso da familiari e operatori. Una giornata vissuta come un autentico momento di comunità, in cui creatività manuale, memoria storica e relazioni si intrecciano in un’esperienza collettiva significativa.
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Nei laboratori dedicati alla realizzazione di gioielli, “vasi fioriti” e merende, residenti e studenti delle scuole superiori hanno lavorato insieme agli educatori, contribuendo concretamente alla preparazione dell’evento e vivendo un’esperienza di partecipazione attiva.
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Particolarmente significativo anche il lavoro autobiografico coordinato da Annalisa, educatrice del bar “La Gerla d’Oro”: la raccolta delle storie di vita ha trasformato la sfilata in un ponte tra generazioni, capace di dare voce ai ricordi e valorizzare l’unicità di ogni persona.
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