Alberi di foglia di fico

Cara Leccoonline

Gli stessi che volevan costruire fin dentro il verde di Cavagna luogo così identitario, alla catichella, in silenzio.

- Gli stessi che han con altri han detto che si Campo de Boi è da rendere percorribile in auto, per alcuni, tagliando un bosco. Alla chetichella, in silenzio

- Gli stessi che han approvavano un condominio da 15 metri e 5 piani al posto della memoria storica dentro la valle del Gerenzone e la diga del Paradone. Alla chetichella, in silenzio

- Gli stessi che han ampliato, con altri, il Piano Cave e il Magnodeno da scavare ancora e ancora. Alla chetichella, in silenzio

- Gli stessi che han tagliato alberi sani come i Celtis di Via Pasubio perché facevan ombra alla luce, alberi maestosi come quello a Villa Manzoni perché era nel progetto, alberi identitari come l'ippocastano in via Porta, già perché? E il platano di viale Montegrappa o quello inoffensivo alla curva della Malpensata. Alla chetichella, in silenzio.

- Gli stessi che han ristretto strade pure per i mezzi di soccorso, tolto corsie sui ponti, trasformato un disagio pesante come è la viabilità urbana in un problema continuo creando maggior smog e inquinamento, bocciato la metropolitana leggera che loro stessi avevan messo nel programma.
Alla chetichella, in silenzio

- Gli stessi che han votato per una centrale a gas in centro città che ha una potenza per scaldare Milano non solo Lecco, che sono per l'ambiente ma stampano i volantini elettorali in carta plastificata perché quella reciclata costa troppo. Alla chetichella, in silenzio.

- Gli stessi che han fatto un parcheggio alla Piccola da 20.000 mq di catrame e nemmeno han raccolto i suggerimenti di metterci almeno sopra ai 208 posti auto tetti coi pannelli fotovoltaici che avrebbero fatto incassare centinaia di migliaia di euro l'anno, tutti gli anni, così da abbassare rette, tasse alle famiglie più fragili invece di in aumentarle come l'Irpef triplicata

- Gli stessi oggi in pompa magna, con comunicati stampa, post, foto con l'identità digitale, megafoni e bandiere e volantini (plastificati) in quota campagna elettorale inaugurano un'area con del verde, bella bella davvero - sebbene senza arredi, fontane e panchine che arriveran dopo le elezioni, magari ne fan un'altra di inaugurazione - con le stecche ancora di fatto chiuse e pronte per il registratore di cassa di un privato, con intorno il triplo di catrame e cemento oltre tutto quello di dannoso fatto dagli stessi, ecco un'inaugurazione elettorale gridata alla città come se quel fazzoletto di verde fosse la foresta amazzonica e non una foglia di fico...
Per quelli che ci cascheranno.
Oltre agli stessi
Paolo Trezzi 
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