AI in azienda, Acinque: “La sfida non è tecnologica ma sulle persone”
“Nell’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali la chiave di volta sono le persone e Acinque non solo non lascia indietro nessuno, bensì valorizza le competenze di ognuno”.
Con queste parole Stefano Cetti, amministratore delegato del Gruppo Acinque, ha chiuso l’ultimo appuntamento - dedicato all’intelligenza artificiale - della rassegna “Visioni per il domani”, organizzata dalla multiutility e patrocinata da Confservizi Lombardia, che ha proposto al grande pubblico cinque webinar di approfondimento sulle sfide di una realtà in rapida evoluzione.
E tra di esse c’è se e come le aziende possono utilizzare gli strumenti di intelligenza artificiale per la realizzazione degli obiettivi di un piano industriale.

“L’AI è oggetto di moltissimi studi, è un tema che potremmo ascrivere al costante progresso tecnologico. Eppure viene descritto come qualcosa di dirompente e fuori dagli schemi – è il quesito posto in apertura dal vicepresidente di Acinque, Marco Canzi – Cosa rende questa diversa dalle altre rivoluzioni tecnologiche?”.
Moderati dal professor Pierangelo Marucco, che guida il Comitato tecnico scientifico di Acinque, hanno portato le proprie riflessioni Roberto Magnani, expert cloud & AI, membro del Comitato tecnico-scientifico di ENIA (Ente nazionale per l’intelligenza artificiale) e consigliere AEIT Milano (Associazione italiana di elettrotecnica, elettronica, automazione, informatica e telecomunicazioni) e Marta Annamaria Tamborini, dottoranda in Human Hall (hub per la tutela dei diritti umani UNIMI).
Magnani ha sottolineato come oggi circa il 68% delle utility al mondo ha un programma dedicato all’AI e che c’è un risparmio atteso al 2028 di circa il 40%; Tamborini ha invece ricordato che, per una integrazione efficace che generi valore, servono all’interno delle aziende una governance rinnovata e uno sviluppo delle competenze a tutti i livelli. Insomma, l’intelligenza artificiale non è un fattore abilitante quando è solo una voce di spesa a livello tecnologico: serve investire in maniera informata e olistica sul capitale umano.
A delineare il percorso di Acinque, la responsabile Strategia e Innovazione del gruppo, Erica Caccamo. “Se è vero che oltre il 60% delle organizzazioni sta adottando delle soluzioni che prevedono l’utilizzo della AI, meno di un terzo è riuscito ottenerne un valore significativo. Acinque non si è impegnata in tante iniziative isolate, ma sta costruendo un programma trasformativo pluriennale che va di pari passo con piano strategico”.
“È pericoloso mettersi alla guida di una fuori serie senza avere la patente – ha concluso l’AD Cetti attraverso una metafora – Allo stesso modo Acinque ha percepito la necessità di essere veloce e incisiva sull’integrazione dell’intelligenza artificiale, ma non ha l’interesse di apporre un bollino per dire di aver utilizzato in qualche modo l’AI. Stiamo costruendo un processo che davvero crei benefici al lavoro quotidiano della popolazione aziendale e alle nostre comunità, fornendo servizi sempre più efficienti e di qualità. La nostra azienda pone al centro le persone e lo fa anche in questo contesto, dando un ruolo centrale alle Risorse Umane. L’intelligenza artificiale è uno dei nostri driver di sviluppo attraverso una governance attenta”.
Con queste parole Stefano Cetti, amministratore delegato del Gruppo Acinque, ha chiuso l’ultimo appuntamento - dedicato all’intelligenza artificiale - della rassegna “Visioni per il domani”, organizzata dalla multiutility e patrocinata da Confservizi Lombardia, che ha proposto al grande pubblico cinque webinar di approfondimento sulle sfide di una realtà in rapida evoluzione.
E tra di esse c’è se e come le aziende possono utilizzare gli strumenti di intelligenza artificiale per la realizzazione degli obiettivi di un piano industriale.

Stefano Cetti
“L’AI è oggetto di moltissimi studi, è un tema che potremmo ascrivere al costante progresso tecnologico. Eppure viene descritto come qualcosa di dirompente e fuori dagli schemi – è il quesito posto in apertura dal vicepresidente di Acinque, Marco Canzi – Cosa rende questa diversa dalle altre rivoluzioni tecnologiche?”.
Moderati dal professor Pierangelo Marucco, che guida il Comitato tecnico scientifico di Acinque, hanno portato le proprie riflessioni Roberto Magnani, expert cloud & AI, membro del Comitato tecnico-scientifico di ENIA (Ente nazionale per l’intelligenza artificiale) e consigliere AEIT Milano (Associazione italiana di elettrotecnica, elettronica, automazione, informatica e telecomunicazioni) e Marta Annamaria Tamborini, dottoranda in Human Hall (hub per la tutela dei diritti umani UNIMI).
Magnani ha sottolineato come oggi circa il 68% delle utility al mondo ha un programma dedicato all’AI e che c’è un risparmio atteso al 2028 di circa il 40%; Tamborini ha invece ricordato che, per una integrazione efficace che generi valore, servono all’interno delle aziende una governance rinnovata e uno sviluppo delle competenze a tutti i livelli. Insomma, l’intelligenza artificiale non è un fattore abilitante quando è solo una voce di spesa a livello tecnologico: serve investire in maniera informata e olistica sul capitale umano.
A delineare il percorso di Acinque, la responsabile Strategia e Innovazione del gruppo, Erica Caccamo. “Se è vero che oltre il 60% delle organizzazioni sta adottando delle soluzioni che prevedono l’utilizzo della AI, meno di un terzo è riuscito ottenerne un valore significativo. Acinque non si è impegnata in tante iniziative isolate, ma sta costruendo un programma trasformativo pluriennale che va di pari passo con piano strategico”.
“È pericoloso mettersi alla guida di una fuori serie senza avere la patente – ha concluso l’AD Cetti attraverso una metafora – Allo stesso modo Acinque ha percepito la necessità di essere veloce e incisiva sull’integrazione dell’intelligenza artificiale, ma non ha l’interesse di apporre un bollino per dire di aver utilizzato in qualche modo l’AI. Stiamo costruendo un processo che davvero crei benefici al lavoro quotidiano della popolazione aziendale e alle nostre comunità, fornendo servizi sempre più efficienti e di qualità. La nostra azienda pone al centro le persone e lo fa anche in questo contesto, dando un ruolo centrale alle Risorse Umane. L’intelligenza artificiale è uno dei nostri driver di sviluppo attraverso una governance attenta”.





















