Arriva Tullio Ferrante, fategli fare un tour, senza auto blu, tra Paderno, Olginate e Brivio
Giovedì 7 maggio la Presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann, insieme al Vicepresidente Mattia Micheli e alla Consigliere provinciale Silvia Bosio, incontrerà il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Onorevole Tullio Ferrante.
Obiettivo dell’incontro è quello di illustrare il territorio lecchese, le sue peculiarità, le sue caratteristiche e le principali sfide che la Provincia di Lecco affronta quotidianamente al fianco dei Comuni, delle comunità locali, del mondo economico e sociale.
Un territorio ricco di identità, laboriosità e bellezza, con una forte vocazione produttiva, turistica e culturale, ma anche con esigenze specifiche legate alla conformazione geografica, alla mobilità, alla tutela ambientale, ai servizi e al sostegno agli enti locali.
Al termine dell’incontro, alle 17.45, nella sala 1° maggio al primo piano della sede di corso Matteotti 3, è previsto un punto stampa con i giornalisti.
Questo è l’annuncio, con la consueta prosopopea di frasi fatte, luoghi comuni, banalità sconfortanti, con cui la Provincia fa sapere che giovedì arriverà il sottosegretario a Infrastrutture e Trasporti, Tullio Ferrante, un gradino sotto il ministro leghista Matteo Salvini.
Ci permettiamo un suggerimento: fatelo passare sul far delle 7-7.30 per le strade interne del meratese, dell’olginatese, del casatese. Senza sirena né lampeggiante però. In coda, come tutti gli altri.
Dato il grado, confidiamo che abbia più buon senso di Alessandra Hofmann e Mattia Micheli (ci è ignoto il parere di Silvia Bosio) e, constatando questa prova generale di disastro viabilistico, si faccia parte diligente interloquendo con Regione e RFI per fermare la follia del ponte affiancato al San Michele a doppia corsia e doppia tratta ferroviaria.
Posto che se si occupa di infrastrutture dovrebbe avere una formazione universitaria politecnica, portatelo anche a Brivio e chiedete se non sarebbe stato possibile realizzare in mesi tre un ponte di ferro accanto all’attuale, certo spendendo qualcosa in più, ma evitando la catastrofe che si verifica ogni giorno nel quadrante un tempo servito dal viadotto sull’Adda.
Al termine del tour, allora sì che si potrà fare il punto stampa. Così si parlerà di problemi veri che riguardano aree decisive per la Provincia di Lecco e di grande importanza per quelle di Bergamo e Monza.
In modo che poi il Sottosegretario tornando dal suo Capo possa riferire qualcosa che i leghisti lecchesi si guardano bene dal riferire: e cioè che, a parte identità, laboriosità, bellezza e altre amenità del genere, siamo nella merda più totale e che dopo i guai per pendolari e viaggiatori inizieranno quelli per le imprese, le quali, con il timore di quello che potrà accadere dal 2034 in avanti, potrebbero pensare di trasferire altrove almeno i centri di comando.
E chi vuol capire, capisce.
Obiettivo dell’incontro è quello di illustrare il territorio lecchese, le sue peculiarità, le sue caratteristiche e le principali sfide che la Provincia di Lecco affronta quotidianamente al fianco dei Comuni, delle comunità locali, del mondo economico e sociale.
Un territorio ricco di identità, laboriosità e bellezza, con una forte vocazione produttiva, turistica e culturale, ma anche con esigenze specifiche legate alla conformazione geografica, alla mobilità, alla tutela ambientale, ai servizi e al sostegno agli enti locali.
Al termine dell’incontro, alle 17.45, nella sala 1° maggio al primo piano della sede di corso Matteotti 3, è previsto un punto stampa con i giornalisti.
Questo è l’annuncio, con la consueta prosopopea di frasi fatte, luoghi comuni, banalità sconfortanti, con cui la Provincia fa sapere che giovedì arriverà il sottosegretario a Infrastrutture e Trasporti, Tullio Ferrante, un gradino sotto il ministro leghista Matteo Salvini.
Ci permettiamo un suggerimento: fatelo passare sul far delle 7-7.30 per le strade interne del meratese, dell’olginatese, del casatese. Senza sirena né lampeggiante però. In coda, come tutti gli altri.
Dato il grado, confidiamo che abbia più buon senso di Alessandra Hofmann e Mattia Micheli (ci è ignoto il parere di Silvia Bosio) e, constatando questa prova generale di disastro viabilistico, si faccia parte diligente interloquendo con Regione e RFI per fermare la follia del ponte affiancato al San Michele a doppia corsia e doppia tratta ferroviaria.
Posto che se si occupa di infrastrutture dovrebbe avere una formazione universitaria politecnica, portatelo anche a Brivio e chiedete se non sarebbe stato possibile realizzare in mesi tre un ponte di ferro accanto all’attuale, certo spendendo qualcosa in più, ma evitando la catastrofe che si verifica ogni giorno nel quadrante un tempo servito dal viadotto sull’Adda.
Al termine del tour, allora sì che si potrà fare il punto stampa. Così si parlerà di problemi veri che riguardano aree decisive per la Provincia di Lecco e di grande importanza per quelle di Bergamo e Monza.
In modo che poi il Sottosegretario tornando dal suo Capo possa riferire qualcosa che i leghisti lecchesi si guardano bene dal riferire: e cioè che, a parte identità, laboriosità, bellezza e altre amenità del genere, siamo nella merda più totale e che dopo i guai per pendolari e viaggiatori inizieranno quelli per le imprese, le quali, con il timore di quello che potrà accadere dal 2034 in avanti, potrebbero pensare di trasferire altrove almeno i centri di comando.
E chi vuol capire, capisce.
Claudio Brambilla





















