Elezioni: a Parlasco sfida Piazza-Zampe per interposta persona. Mentre a Lecco la lotta è tra Fratelli
Parlasco torna al centro della scena politica provinciale, mandando la Lega fuori dagli stracci. Luca Liberi, ex responsabile Enti locali del movimento meloniano, sfida, così pare, Dino Pomi che, dopo aver rassegnato le dimissioni lo scorso febbraio, a meno di due anni dalla scorsa tornata elettorale, tenterà di riconquistare la fascia tricolore abbandonata dopo aver perso la fiducia del suo predecessore Renato Busi e di due consiglieri… di Fratelli d'Italia. Che non avrebbero voluto mandarlo a casa, dissero dalle file del partito. Ma che non solo sortirono tale risultato, ma ora, a distanza di una manciata di mesi, gli si candidano contro, dopo aver trascinato nel baratro anche Fabio Canepari, assessore esterno proprio a Parlasco e presidente della Comunità Montana, con due assessori "della fiamma" in Giunta.

Un cortocircuito politico, allora, con la bagarre per la scelta del portabandiera a Lecco a far da sfondo e lo scontro Mauro Piazza - Giacomo Zamperini deflagrato anche pubblicamente. Ed adesso, a partita per la riconquista del capoluogo aperta, con Filippo Boscagli quale ariete, dopo aver, nel segreto dell'urna, fatto mancare voti ad Alessandra Hofmann alle elezioni provinciali (clamorosa la scheda nulla di Lecco, mano vistosa ma numericamente palpabile l'emorragia silenziosa negli scatoloni dei comuni piccoli e medio-piccoli) nella speranza forse di non rivederla a Villa Locatelli, lanciando comunque un chiaro segnale anche al coordinatore provinciale Alessandro Negri che le aveva giurato fedeltà, ecco il nuovo strappo.
A Parlasco, salvo sorprese (le liste devono essere presentate entro le 12 e, comprensibilmente, c'è fermento) da una parte vedremo Dino Pomi con Fabio Canepari (che si è già dimesso dalle file della minoranza di Barzio per correre nel borgo affrescato ed ha bisogno di vincere per poter sperare di rimanere alla testa della CM) contro Luca Liberi (che si è sfilato dal banco dell'opposizione a Bellano) con Renato Busi. Mauro Piazza contro Giacomo Zamperini, per interposta persona, insomma. Con meno di 140 aventi diritti al voto a decretare il vincitore di una sfida che pare l'ennesima provocazione, mentre l'unità di facciata del centrodestra si sbriciola, in Valle cresce lo scontento anche dei sindaci governativi che guardano più alle risorse della CM che alle poltrone ed è scontro aperto anche tra "Fratelli" per Lecco. L'assenza del consigliere regionale - trattenuto da impegni istituzionali, si è detto - e dei "suoi" alla cena elettorale pro Boscagli, non è passata inosservata. C'è già chi lo ha letto come un altro segnale. L'ascesa di CL tocca nel fianco Negri, con il movimento che nel gioco maschio-femmina rischia di far doppietta tra gli eletti. E se "Zampe" spinge per la Rota in tandem con Valessina, Fiocchi sostiene il figlio, la corrente Pasquini-Mastroberardino appoggia Caterisano, quella mambrettiana la Colella. Un grande "vecchio" come Pogliani sta con Sesana e tra i giovani avanza Corti. Poi ci sono Minuzzo e Brigatti. Bella la concorrenza interna, sale della campagna. Ma se si perde?

Parlasco
Un cortocircuito politico, allora, con la bagarre per la scelta del portabandiera a Lecco a far da sfondo e lo scontro Mauro Piazza - Giacomo Zamperini deflagrato anche pubblicamente. Ed adesso, a partita per la riconquista del capoluogo aperta, con Filippo Boscagli quale ariete, dopo aver, nel segreto dell'urna, fatto mancare voti ad Alessandra Hofmann alle elezioni provinciali (clamorosa la scheda nulla di Lecco, mano vistosa ma numericamente palpabile l'emorragia silenziosa negli scatoloni dei comuni piccoli e medio-piccoli) nella speranza forse di non rivederla a Villa Locatelli, lanciando comunque un chiaro segnale anche al coordinatore provinciale Alessandro Negri che le aveva giurato fedeltà, ecco il nuovo strappo.

Dino Pomi e Luca Liberi
A Parlasco, salvo sorprese (le liste devono essere presentate entro le 12 e, comprensibilmente, c'è fermento) da una parte vedremo Dino Pomi con Fabio Canepari (che si è già dimesso dalle file della minoranza di Barzio per correre nel borgo affrescato ed ha bisogno di vincere per poter sperare di rimanere alla testa della CM) contro Luca Liberi (che si è sfilato dal banco dell'opposizione a Bellano) con Renato Busi. Mauro Piazza contro Giacomo Zamperini, per interposta persona, insomma. Con meno di 140 aventi diritti al voto a decretare il vincitore di una sfida che pare l'ennesima provocazione, mentre l'unità di facciata del centrodestra si sbriciola, in Valle cresce lo scontento anche dei sindaci governativi che guardano più alle risorse della CM che alle poltrone ed è scontro aperto anche tra "Fratelli" per Lecco. L'assenza del consigliere regionale - trattenuto da impegni istituzionali, si è detto - e dei "suoi" alla cena elettorale pro Boscagli, non è passata inosservata. C'è già chi lo ha letto come un altro segnale. L'ascesa di CL tocca nel fianco Negri, con il movimento che nel gioco maschio-femmina rischia di far doppietta tra gli eletti. E se "Zampe" spinge per la Rota in tandem con Valessina, Fiocchi sostiene il figlio, la corrente Pasquini-Mastroberardino appoggia Caterisano, quella mambrettiana la Colella. Un grande "vecchio" come Pogliani sta con Sesana e tra i giovani avanza Corti. Poi ci sono Minuzzo e Brigatti. Bella la concorrenza interna, sale della campagna. Ma se si perde?




















