La diffida di Alessandro Negri
Era già accaduto alla Lega e poi al Movimento 5 Stelle. Quando si ha improvvisamente un numero eccessivo di voti inversamente proporzionali a quello dei possibili dirigenti, finisce che a comandare sono le retrovie, le scartine. Succede ora a Fratelli d’Italia, un partito che nel lecchese è dilaniato da lotte interne e che non riesce a mettere assieme una squadra appena dignitosa nelle principali città della provincia.
Il caso “Lecco” del resto la dice tutta. Il partito del 28% non ha un candidato storicamente attribuibile ad esso. Ha dovuto “pescare” nel bacino artificiale che si è creato con la travolgente vittoria di Giorgia Meloni e nel quale sono confluiti personaggi di diversa provenienza.
E’ il caso del candidato sindaco la cui notorietà, oltre che al cognome ridondante e ai 19 anni in Aula, è dovuta all’appartenenza a Comunione e Liberazione. Il Movimento fondato da don Giussani e sviluppatosi in politica con Roberto Formigoni, parente "acquisito", alla lontana, di Filippo Boscagli, persona peraltro degnissima, dilaga anche nella lista meloniana.
Ma far notare un’evidenza sotto gli occhi di tutti scatena l’ira dei sedicenti dirigenti a partire dal presidente provinciale Alessandro Negri, che minaccia diffide al nostro giornale per il solo fatto di aver ospitato un commento del tutto condivisibile.
Una diffida, capito? Sai che paura... Ma Negri non ha di meglio da fare che minacciare i giornali indipendenti? Vista la composizione della lista, a sensazione diremmo di sì.
Il caso “Lecco” del resto la dice tutta. Il partito del 28% non ha un candidato storicamente attribuibile ad esso. Ha dovuto “pescare” nel bacino artificiale che si è creato con la travolgente vittoria di Giorgia Meloni e nel quale sono confluiti personaggi di diversa provenienza.
E’ il caso del candidato sindaco la cui notorietà, oltre che al cognome ridondante e ai 19 anni in Aula, è dovuta all’appartenenza a Comunione e Liberazione. Il Movimento fondato da don Giussani e sviluppatosi in politica con Roberto Formigoni, parente "acquisito", alla lontana, di Filippo Boscagli, persona peraltro degnissima, dilaga anche nella lista meloniana.
Ma far notare un’evidenza sotto gli occhi di tutti scatena l’ira dei sedicenti dirigenti a partire dal presidente provinciale Alessandro Negri, che minaccia diffide al nostro giornale per il solo fatto di aver ospitato un commento del tutto condivisibile.
Una diffida, capito? Sai che paura... Ma Negri non ha di meglio da fare che minacciare i giornali indipendenti? Vista la composizione della lista, a sensazione diremmo di sì.
Claudio Brambilla




















