Una situazione di merda: tra piccioni, cessi e parchetto

Cara Leccoonline
Sono state pubblicate venerdì due determine (551- 553/2026), perfettamente dentro il clima da campagna elettorale per quelli che ci cascheranno.
Entrambe legate, in un modo o nell’altro, alla gestione della merda: quella dei piccioni e quella, più ampia, della situazione. La prima, la n.551, mette oltre 62.000€ (62.854, per esser precisi) per cacciare i piccioni che stazionano sopra le nuove stecche della Piccola. Finora, peraltro, gli unici ad averle davvero utilizzate. I dissuasori da recente progetto non han funzionato, il guano si è accumulato per mesi nonostante le segnalazioni, e solo ora - a ridosso delle elezioni - si tenta una soluzione. Parziale e costosa. Non basta lo spazzino: arriva anche il falco. Chissà se finirà in un'integrazione al pieghevole già messo nelle cassette delle lettere: "ancora merda". Resta da capire se i piccioni, sfrattati, si sposteranno sugli alberelli piantati lì davanti - giusto per "far ambiente" - oppure altrove. Non si sa dove, né per quanto. Magari in centro a occupare i tanti parcheggi che con l'app sapranno anche loro esser liberi.
La seconda determina, la n.553, annuncia invece la riattivazione e pulizia del bagno pubblico del Parco dell’Eremo, fermo da tempi immemori. Una pulizia così "di fondo" da costare oltre 1.700€ (1.744,60), giusto in tempo, scrivono, per un’iniziativa prevista il 12 maggio. Non è dato sapere quale iniziativa. Si spera non sia elettorale - o travestita per non sembrare tale - perché altrimenti servirebbero elezioni ogni sei mesi per vedere i cessi funzionare. Nel frattempo, quello sulla pista ciclabile - l’unico disponibile in zona - resta chiuso a oltranza. Si attende il ballottaggio?
Nella stessa ordinanza, con qualche refuso non proprio trascurabile (si confonde "chiusura" con "apertura"), per ulteriori 2.400€ il Comune incarica l'impresa Girasole (ormai onnipresente per qualsiasi servizio: sociale, turistico e scrostacessi) di chiudere anticipatamente - fino al 30/9 - il Parco Kennedy. Qui non si tratta di cacciare piccioni, ma giovani. Obiettivo: convincere le centinaia di famiglie residenti nei palazzi dirimpettai, ignorate senza nessun ascolto, mediazione, risoluzione, per anni dal Comune. Oggi, a poche settimane dal voto, oplà: si accorciano gli orari. "L’estate sta già finendo" e altrimenti il voto se ne va.
I giovani, intanto, si arrangeranno: un parcheggio o meglio un bar così almeno da far girare l'economia che oggi, si sa, anche lei è nella merda.
Paolo Trezzi
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