'La salute è un diritto', anche la CGIL Lecco in piazza sabato 11

Basta con il ricatto delle liste d'attesa e la privatizzazione selvaggia. La Cgil lo ribadirà sabato 11 aprile in Regione, ai piedi di Palazzo Lombardia (piazza città di Lombardia, 1 a Milano): la Salute è un diritto, il grido che verrà lanciato dai cittadini, per i cittadini, "al fianco degli infermieri, dei medici e dei lavoratori. Per la medicina territoriale. Per servizi efficienti. Per non lasciare sole le persone", come scritto sulla locandina dell'iniziativa che vede il sindacato al fianco dei partiti all'opposizione ma anche a una ricca schiera di realtà del terzo settore e comitati (come il "nostro" in difesa dell'Ospedale di Merate) attivi in ambito socio-sanitario.
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"Saranno coinvolti tutti i territori" spiega Fabio Gerosa, fresco segretario generale della CGIL Lecco, ricordando come un diritto sancito dalla Costituzione oggi non trovi copertura per l'impossibilità di tanti ad accedere alle cure, con tutte le ripercussioni del caso, sia in termini di prevenzione e di tempestività delle diagnosi, sia in termini sociali, come rimarcato anche da Giuseppina Cogliardi, segretario generale dello SPI, parlando di esasperazione e rabbia degli anziani.
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Esasperazione dinnanzi a liste d'attesa sempre più corpose e alle competenze richieste, anche dal punto di vista tecnologico, che scoraggiano l'accesso ai servizi per tutti coloro che non hanno dimestichezza con le diavolerie informatiche che, pensate per semplificare la vita, finiscono per far sentire al "banco degli asini" coloro i quali non sono abituati ad utilizzarle. Con il montare poi della rabbia di chi ha sempre pagato le tasse nella convinzione servissero per migliorare la condizione di tutti ed ora continua a pagarle vedendo però sgretolarsi quella certezza, non trovando risposte ai propri bisogni, mentre magari l'evasore si può rivolgere senza problemi al privato, pagando e passando avanti. In un contesto, tra l'altro, in cui la società si fa sempre più anziana e avere "nonni" in salute dovrebbe essere una priorità, anche solo per opportunità. 
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Ed a invecchiare, ovviamente, non è solo l'utenza ma anche gli organici, con l'età media del personale sanitario ormai molto alta, come rimarcato da Teresa Elmo, segretario generale Funzione Pubblica, leggendo l'emergenza proprio dal punto di vista dei professionisti della sanità, figure sempre più "rare".
"Ogni giorno il sistema perde centinaia di professionisti" la sua constatazione, sottolinenando la "svalorizzazione profonda" che il mestiere dell'infermiere subisce, a livello prima di tutto salariale, con la ricerca di uno stipendio migliore che spinge verso il privato se non verso l'estero. Chi rimane nelle strutture pubbliche italiane, poi, "spesso abbandona per mancanza di conciliazione vita-lavoro", tra turni massacranti, accumulo di ferie e la richiesta di ore extra.
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"Nella ricerca di soluzioni non si sta mirando a riconoscere contratti di lavoro che rendano interessante lavorare in Italia", ha aggiunto ancora Elmo. "Governo e Regione sembrano dire: "vuoi guadagnare di più, lavora di più", con lo sdoganamento delle prestazioni aggiuntive, per lo smaltimento delle liste d'attesa e per compensare mancanze di figure". Ciò chiaramente permette al personale di guadagnare di più, ma a quale prezzo? La CGIL chiede soluzioni a partire dalla base, tornando a rendere attrattive le facoltà di medicina e scienze infermieristiche. E i nostri ospedali, pubblici. Invertendo di fatto la rotta e dunque introducendo correttivi ad un "sistema che tende, purtroppo, a spingere i finanziamenti verso il privato" come detto da Gerosa, invitando alla partecipazione, sabato 11 dalle 15. 
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