Lecco: una Canottieri più ampia per ricreare il lungolago. La tesi di laurea di due neoingegneri
Il lungolago che non c’è e che potrebbe invece esserci. La società Canottieri di Lecco, ma più complessivamente la zona oltre la foce del torrente Caldone, al centro di una tesi discussa alla sede cittadina del Politecnico di Milano per la laurea in ingegneria edile e architettura.
Autori sono Gabriele Battipaglia e Alessandra Podrecca, potentino il primo e piacentina la seconda, entrambi residenti a Lecco da cinque anni, quelli appunto del corso di laurea, durante i quali hanno vissuto la città e proprio per questo hanno scelto un argomento lecchese per la tesi: “Ri.Voga - il titolo - Riqualificazione della Canottieri Lecco, con applicazioni innovative di tecnologie di rinforzo su edificato in calcestruzzo armato”.

Sono due gli aspetti affrontati nel lavoro: uno di carattere strutturale relativo al consolidamento di un edificio della Canottieri e l’altro architettonico ipotizzando una riqualificazione complessiva dell’area.

Per l’aspetto strutturale, i due neoingegneri hanno lavorato su uno dei due edifici di stile “inglese” della società sportiva, in particolare quello che ospita la darsena e la scuola di canottaggio.

Per intervenire sono state messe a confronto due tipi di analisi (una cosiddetta lineare e l’altra definita “push over”), evidenziando come la seconda consentisse di individuare con maggiore precisione i punti dello stabile bisognosi di essere rafforzati, utilizzando peraltro materiali moderni più leggeri, comportando così un risparmio in termini di tempi, costi e risorse e molto meno invasivo rispetto agli interventi tradizionali.

Sul fronte architettonico, invece, il punto di partenza è stata la constatazione dell’improvvisa interruzione del lungolago proprio in corrispondenza della Canottieri. L’idea è stata quindi quella di ricucire la passeggiata a lago.

Il progetto contenuto nella tesi ha preso quindi in considerazione l’area della stessa Canottieri, ma anche la palazzina di proprietà privata un tempo sede di un’autoconcessionaria realizzata proprio sul punto dove la riva del lago va a restringersi per tornare fiume e scorrere sotto il Ponte Nuovo.

Sostanzialmente confermati i confini della Canottieri, si è mirato a una sorta di ritracciamento del percorso pedonale che ora collega la via Nullo con la via Raffaello. Rispetto all’attuale assetto, la tesi prevede l’apertura del cancello della Canottieri all’altezza del punto riparazione delle barche e del campo da tennis. Quell’area ora interna e preclusa al pubblico diventerebbe una piazza realizzata secondo i criteri dell’urbanistica moderna con spazi verdi e un’area giochi per bambini e il prolungamento del filare alberato del lungolago.

Quella piazza consentirebbe infatti di tornare ad affacciarsi sul lago. Il percorso proseguirebbe poi davanti alla palazzina dell’autoconcessionaria per i quali Battipaglia e Podrecca hanno previsto una riconversione a fini sportivi: una piscina coperta a uso della squadra di pallanuoto della stessa Canottieri, una palestra e un ristorante al primo piano con terrazza sul lago.

Infine, sulla copertura si realizzerebbe il nuovo campo da tennis della Canottieri, soppresso con la realizzazione della piazza. A quel punto il lungolago sarebbe appunto ricucito e si potrebbe collegare con la passeggiata che riprende dopo il Ponte Nuovo.


Sono due gli aspetti affrontati nel lavoro: uno di carattere strutturale relativo al consolidamento di un edificio della Canottieri e l’altro architettonico ipotizzando una riqualificazione complessiva dell’area.

Per l’aspetto strutturale, i due neoingegneri hanno lavorato su uno dei due edifici di stile “inglese” della società sportiva, in particolare quello che ospita la darsena e la scuola di canottaggio.

Per intervenire sono state messe a confronto due tipi di analisi (una cosiddetta lineare e l’altra definita “push over”), evidenziando come la seconda consentisse di individuare con maggiore precisione i punti dello stabile bisognosi di essere rafforzati, utilizzando peraltro materiali moderni più leggeri, comportando così un risparmio in termini di tempi, costi e risorse e molto meno invasivo rispetto agli interventi tradizionali.

Sul fronte architettonico, invece, il punto di partenza è stata la constatazione dell’improvvisa interruzione del lungolago proprio in corrispondenza della Canottieri. L’idea è stata quindi quella di ricucire la passeggiata a lago.

Il progetto contenuto nella tesi ha preso quindi in considerazione l’area della stessa Canottieri, ma anche la palazzina di proprietà privata un tempo sede di un’autoconcessionaria realizzata proprio sul punto dove la riva del lago va a restringersi per tornare fiume e scorrere sotto il Ponte Nuovo.

Sostanzialmente confermati i confini della Canottieri, si è mirato a una sorta di ritracciamento del percorso pedonale che ora collega la via Nullo con la via Raffaello. Rispetto all’attuale assetto, la tesi prevede l’apertura del cancello della Canottieri all’altezza del punto riparazione delle barche e del campo da tennis. Quell’area ora interna e preclusa al pubblico diventerebbe una piazza realizzata secondo i criteri dell’urbanistica moderna con spazi verdi e un’area giochi per bambini e il prolungamento del filare alberato del lungolago.

Quella piazza consentirebbe infatti di tornare ad affacciarsi sul lago. Il percorso proseguirebbe poi davanti alla palazzina dell’autoconcessionaria per i quali Battipaglia e Podrecca hanno previsto una riconversione a fini sportivi: una piscina coperta a uso della squadra di pallanuoto della stessa Canottieri, una palestra e un ristorante al primo piano con terrazza sul lago.

Infine, sulla copertura si realizzerebbe il nuovo campo da tennis della Canottieri, soppresso con la realizzazione della piazza. A quel punto il lungolago sarebbe appunto ricucito e si potrebbe collegare con la passeggiata che riprende dopo il Ponte Nuovo.
D.C.




















