Pasqua alla Casa della Carità: è condivisa con i giovani

Accompagnato dalle insegnanti, un gruppo di allievi della scuola media Kolbe è stato in visita alla Casa della Carità. I ragazzi hanno portato ovetti di cioccolato con i bigliettini d’auguri, che saranno donati agli ospiti di via San Nicolò. 
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Guidati dagli operatori, i ragazzi hanno visitato la struttura e si sono resi conto dei servizi offerti alle persone in difficoltà. È stato loro spiegato che quella di via San Nicolò è una realtà complessa di aiuto e ascolto che funziona grazie all’opera di duecento volontari che ogni giorno, festività comprese, garantiscono la cura delle persone e la gestione dei servizi. Tra questi il più conosciuto e frequentato è la mensa che in un anno distribuisce più di 19.000 pasti, cui si affiancano il rifugio notturno con quasi 5.500 pernottamenti annui e la possibilità per i senza dimora usufruire del servizio docce (circa 800 all’anno). Per alleviare i problemi economici di tante famiglie tre anni fa è nato l’emporio della solidarietà che offre beni alimentari e di prima necessità garantendo circa 4000 spese a 613 persone inviate dai centri di ascolto del territorio. Altra forma di supporto economico viene dal servizio guardaroba che distribuisce indumenti a più di 600 persone e le loro famiglie. Ma, soprattutto, ai ragazzi è stato rimarcato che la Casa della Carità non è un insieme di servizi di aiuto e accoglienza, ma è una casa dove le persone si sentono ascoltate e aiutate. Al centro c’è sempre la persona con le sue fragilità e i suoi progetti di vita. 
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Anche in occasione delle festività pasquali, come in tanti momenti dell’anno, la Casa della Carità accoglierà un gruppo di giovani per un percorso di servizio, riflessione e condivisione. I partecipanti arriveranno Giovedì santo e inizieranno a scoprire la città di Lecco a partire dalle proprie abitudini e allenare uno sguardo di servizio, ripreso nel rito della lavanda dei piedi e nel servizio a tavola con gli ospiti della Casa della Carità.
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Venerdì è in programma una uscita di gruppo al Castello dell’Innominato che – come spiegano i volontari della Casa della Carità – “diventa un’esperienza laboratoriale in cui confrontarsi sulle relazioni con sé stessi e gli altri”. Dopo aver vissuto il momento della Passione di Gesù, alla sera la cena con gli ospiti. Sabato un tempo di cammino personale per educarsi all’ascolto e alla crescita interiore. La giornata si concluderà, dopo la cena con gli ospiti, con la veglia di Resurrezione in parrocchia. La mattina di Pasqua, ai partecipanti sarà proposto un momento di condivisione dell’esperienza vissuta per cogliere come poter continuare anche a casa a crescere nello stile della Carità.
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