Sperimentazione viabilistica intorno alla scuola Ticozzi: prepariamoci a un altro caos

Nei giorni scorsi si è tenuta un’assemblea pubblica con genitori e docenti della Scuola Ticozzi con il solito metodo di questa amministrazione: comunicare le scelte senza aver ascoltato preventivamente e senza alcuna possibilità di modifica rispetto alle decisioni assunte, solo richiesta di presa d’atto agli intervenuti.
Il tema è l’ennesima rivoluzione viabilistica nei pressi di una scuola che ospita circa 400 studenti e,  la risposta dell’amministrazione comunale qual è?: “Lasciate i figli più lontano da scuola”! Ma davvero questa può essere una soluzione? Si può dare una risposta del genere ai genitori? Si può davvero risolvere il problema chiedendo di cambiare le abitudini e lasciare i figli più lontano, così da percorrere l’“ultimo miglio” a piedi e ridurre il traffico davanti alla scuola??? 
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Questo significa solo spostare il problema senza risolverlo: le auto continueranno ad arrivare, si fermeranno qualche metro prima… e andranno a sovraccaricare  punti già critici.
Anche a fine mandato si continua a “sperimentare” minando la vivibilità della quotidianità dei cittadini ma, senza un sistema realmente ripensato — flussi, accessi, tempi semaforici — il rischio è semplice: creare nuovi ingorghi invece di eliminarli. Lo stesso schema si è già visto in città: modifiche non coordinate, interventi sovrapposti, effetti domino che hanno paralizzato la città.
Serve una visione complessiva della mobilità urbana, non interventi scollegati tra loro che rischiano di peggiorare ulteriormente la situazione.
E, quando si parla delle scuole cittadine, non ci si può dimenticare che sono immerse in una rete viabilistica che oggi mostra tutti i suoi limiti che questa amministrazione, con i suoi interventi, non ha certamente migliorato. Ed è ridicolo, come è stato fatto durante l’incontro, portare  esempi che arrivano dall’estero come la Danimarca o Parigi, o da città metropolitane come Milano, dove le infrastrutture e il servizio di trasporto pubblico sono totalmente differenti da quelli della nostra città. Come possiamo pensare di copiare modelli che si basano su caratteristiche così differenti e pretendere che risolvano i nostri problemi?
Speriamo che tra due mesi termini la “sperimentazione” più dannosa per la nostra città che è stata quella di mettere a capo del governo della nostra città persone che si sono improvvisate politici e amministratori con tutte le conseguenze che subiamo sulla nostra pelle tutti i giorni.
Rete per Lecco, il Coordinatore – Angela Fortino  e il Referente welfare – Veronica Paramatti
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