Provincia: nel 2025 avviate al lavoro 639 persone con disabilità. Il modello lecchese 'esempio virtuoso'
La Provincia di Lecco può vantare un modello di rete per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e delle fasce più fragili. È quanto emerso questa mattina nel corso della conferenza stampa di presentazione del report 2025 del Servizio Collocamento disabili e fasce deboli, che ha fotografato un quadro occupazionale in crescita e un sistema di convenzioni e accompagnamento considerato d’avanguardia ed esemplare per altre parti del Paese.

“Senza una rete di cui fa parte un intero territorio non avremmo questo prezioso sistema” ha esordito Antonio Pasquini, consigliere provinciale delegato al Centro per l’impiego, il quale ha ribadito quanto “il fattore umano è centrale perché lo è il dare dignità alla persone”.

I dati illustrati da Cristina Pagano, della Direzione organizzativa VI Lavoro e Centri per l’impiego, segnalano 815 iscritti nel 2025 (erano 859 nel 2024) e 639 persone avviate al lavoro, in aumento rispetto alle 599 dell’anno precedente (+6,68%). Cresciute in modo significativo anche le convenzioni ex art. 14: 68 nel 2025 contro le 46 del 2024 (+47,82%), con 77 nuove assunzioni e 34 stabilizzazioni, per un totale di 111 persone coinvolte. Restano attive 240 convenzioni art. 11.
“Di estrema rilevanza - ha sottolineato Pagano - è soprattutto il fatto che non è stato necessario intervenire con il collocamento obbligatorio, e ciò significa che le aziende del territorio hanno un’attenzione alle persone fragili”. Proprio a questo proposito, si è visto come, a fronte di 3.278 posti riservati, sono state registrate 13 scoperture ma che, come si diceva, nel 2025 non si sono verificati avviamenti numerici d’ufficio. Sotto il profilo della continuità occupazionale, la dirigente ha riferito che il 65% dei contratti attivati nel 2024 risulta confermato nel 2025. In calo, invece, i tirocini extracurriculari - 336, contro i 382 della rilevazione precedente - perché “si cerca di dare priorità agli avviamenti”, mentre risultano 241 quelli di Adozione Lavorativa.

Il report richiama anche l’evoluzione di lungo periodo: dal 2008 al 2025 gli iscritti sono passati da 1.260 a 2.698, con una distribuzione quasi equilibrata tra disabilità fisiche, neurologiche ed oncologiche (53%), oltre che psichico-intellettive (47%). Un dato su tutti, evidenziato come sfida per le politiche attive, è l’età: il 67% degli iscritti ha più di 46 anni. Sul versante della formazione, emerge inoltre che il 64% ha al massimo un diploma di scuola secondaria di primo grado, mentre i laureati sono il 3,55%. “Abbiamo un sempre più crescente aumento delle persone che si dichiarano effettivamente disponibili al lavoro”, ha evidenziato Pagano, tanto che nel 2025 sono state il 71% (1.933).

Accanto ai numeri, la conferenza stampa ha dato spazio alle testimonianze delle imprese e del terzo settore. “Grazie a questo progetto e alla cooperativa Paso abbiamo scoperto di poter integrare persone con disabilità”: così ha esordito Luca Errico, responsabile commerciale e sviluppo dei mercati esteri di Enrico Mandelli Spa, raccontando l’esperienza maturata con la realtà citata. “La cooperativa ci ha affiancato nello sviluppo dei gadget fieristici, e il risultato è stato ottimo” ha commentato. “Da parte dell’azienda c’è sempre stata la volontà di aiutare gli altri, e abbiamo sempre necessità di avere persone nuove, anche eventualmente affette da disabilità”.
Dal mondo cooperativo, il presidente di Paso Raffaele Pirovano ha descritto un modello “win-win” che punta ad un “terzo win” con le aziende: “Attraverso gli scarti di produzione andiamo a realizzare nuovi prodotti”. Al centro di questa visione c’è un progetto in particolare: la sartoria sociale Aracne, avviata ufficialmente lo scorso anno in un bene confiscato alla mafia. “Oggi lì operano otto persone (quattro inserite con art. 14, due tirocinanti e due sarte esperte) in percorsi di inclusione di lungo periodo” ha spiegato Pirovano, raccontando il ruolo centrale del riuso degli scarti di produzione, come quelli della Mandelli Spa, in chiave di economia circolare. “Si tratta di un approccio che rafforza la relazione tra collocamento mirato, imprese e inclusione sociale”.

Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un servizio che intende continuare a investire sugli utenti con maggiori necessità e su progetti di inclusione, consolidando “una modalità di lavoro che – è stato ricordato da Pasquini in chiusura – ha preso forma proprio nel lecchese e oggi viene portata anche in altri territori della Lombardia”.

“Senza una rete di cui fa parte un intero territorio non avremmo questo prezioso sistema” ha esordito Antonio Pasquini, consigliere provinciale delegato al Centro per l’impiego, il quale ha ribadito quanto “il fattore umano è centrale perché lo è il dare dignità alla persone”.

I dati illustrati da Cristina Pagano, della Direzione organizzativa VI Lavoro e Centri per l’impiego, segnalano 815 iscritti nel 2025 (erano 859 nel 2024) e 639 persone avviate al lavoro, in aumento rispetto alle 599 dell’anno precedente (+6,68%). Cresciute in modo significativo anche le convenzioni ex art. 14: 68 nel 2025 contro le 46 del 2024 (+47,82%), con 77 nuove assunzioni e 34 stabilizzazioni, per un totale di 111 persone coinvolte. Restano attive 240 convenzioni art. 11.
“Di estrema rilevanza - ha sottolineato Pagano - è soprattutto il fatto che non è stato necessario intervenire con il collocamento obbligatorio, e ciò significa che le aziende del territorio hanno un’attenzione alle persone fragili”. Proprio a questo proposito, si è visto come, a fronte di 3.278 posti riservati, sono state registrate 13 scoperture ma che, come si diceva, nel 2025 non si sono verificati avviamenti numerici d’ufficio. Sotto il profilo della continuità occupazionale, la dirigente ha riferito che il 65% dei contratti attivati nel 2024 risulta confermato nel 2025. In calo, invece, i tirocini extracurriculari - 336, contro i 382 della rilevazione precedente - perché “si cerca di dare priorità agli avviamenti”, mentre risultano 241 quelli di Adozione Lavorativa.

Il report richiama anche l’evoluzione di lungo periodo: dal 2008 al 2025 gli iscritti sono passati da 1.260 a 2.698, con una distribuzione quasi equilibrata tra disabilità fisiche, neurologiche ed oncologiche (53%), oltre che psichico-intellettive (47%). Un dato su tutti, evidenziato come sfida per le politiche attive, è l’età: il 67% degli iscritti ha più di 46 anni. Sul versante della formazione, emerge inoltre che il 64% ha al massimo un diploma di scuola secondaria di primo grado, mentre i laureati sono il 3,55%. “Abbiamo un sempre più crescente aumento delle persone che si dichiarano effettivamente disponibili al lavoro”, ha evidenziato Pagano, tanto che nel 2025 sono state il 71% (1.933).

Luca Errico e Raffaele Pirovano
Accanto ai numeri, la conferenza stampa ha dato spazio alle testimonianze delle imprese e del terzo settore. “Grazie a questo progetto e alla cooperativa Paso abbiamo scoperto di poter integrare persone con disabilità”: così ha esordito Luca Errico, responsabile commerciale e sviluppo dei mercati esteri di Enrico Mandelli Spa, raccontando l’esperienza maturata con la realtà citata. “La cooperativa ci ha affiancato nello sviluppo dei gadget fieristici, e il risultato è stato ottimo” ha commentato. “Da parte dell’azienda c’è sempre stata la volontà di aiutare gli altri, e abbiamo sempre necessità di avere persone nuove, anche eventualmente affette da disabilità”.
Dal mondo cooperativo, il presidente di Paso Raffaele Pirovano ha descritto un modello “win-win” che punta ad un “terzo win” con le aziende: “Attraverso gli scarti di produzione andiamo a realizzare nuovi prodotti”. Al centro di questa visione c’è un progetto in particolare: la sartoria sociale Aracne, avviata ufficialmente lo scorso anno in un bene confiscato alla mafia. “Oggi lì operano otto persone (quattro inserite con art. 14, due tirocinanti e due sarte esperte) in percorsi di inclusione di lungo periodo” ha spiegato Pirovano, raccontando il ruolo centrale del riuso degli scarti di produzione, come quelli della Mandelli Spa, in chiave di economia circolare. “Si tratta di un approccio che rafforza la relazione tra collocamento mirato, imprese e inclusione sociale”.

Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un servizio che intende continuare a investire sugli utenti con maggiori necessità e su progetti di inclusione, consolidando “una modalità di lavoro che – è stato ricordato da Pasquini in chiusura – ha preso forma proprio nel lecchese e oggi viene portata anche in altri territori della Lombardia”.
M.E.




















