Video shock di Baby Gang e visita del sindaco: ora servono chiarezza e coerenza

Con il recente arresto di Baby Gang torna inevitabilmente a circolare il video pubblicato alcuni mesi fa sui social dell’europarlamentare Silvia Sardone, nel quale il rapper veniva accolto come una vera e propria star all’interno del centro culturale di corso Promessi Sposi. Si tratta dello stesso luogo in cui, pochi giorni fa, il Sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, ha preso parte a un momento pubblico insieme all’imam Osama in occasione della festa dell’iftar.
Quelle immagini, per quanto datate, restano fortemente evocative e oggi assumono un significato ancora più rilevante alla luce delle gravi accuse emerse nei confronti del rapper. In quel contesto si vede chiaramente Baby Gang accolto e celebrato, ed è inevitabile che questo episodio imponga una riflessione seria, soprattutto considerando i modelli che vengono trasmessi ai più giovani.
A rendere il quadro ancora più preoccupante è quanto emerso dalle indagini su Mouhib Zaccaria, in arte Baby Gang, con elementi particolarmente gravi sul fronte della violenza nei confronti della propria compagna. Si tratta di aspetti inquietanti, che richiamano una cultura del possesso e dell’annientamento della donna che deve essere condannata con assoluta fermezza. Nel nostro Paese non c’è spazio per modelli che prevedano la sottomissione femminile: è una visione che rifiutiamo senza ambiguità.
Proprio per questo, quanto accaduto durante la recente visita istituzionale solleva interrogativi. In un contesto in cui, durante i festeggiamenti, si è assistito a una separazione tra uomini e donne, chi rappresenta le istituzioni avrebbe dovuto prendere una posizione chiara. Di fronte a situazioni che contrastano con i principi di uguaglianza e dignità, non si può restare in silenzio.
Il rischio concreto è quello di trasmettere, soprattutto ai più giovani, un messaggio sbagliato: che determinati comportamenti o modelli culturali possano essere tollerati o addirittura normalizzati. Un rischio ancora più grave se si considera che nello stesso luogo chi ha avuto problemi con la giustizia è stato in passato celebrato e preso a riferimento.
Serve chiarezza, serve coerenza e serve il coraggio di affermare con forza che certi modelli non sono accettabili. Lecco ha bisogno di esempi positivi, fondati sul rispetto, sulla legalità e sulla dignità della persona, a partire da quella delle donne.
Su questi valori non possono esserci ambiguità.
Carlo Piazza, Capolista Lega – Lecco
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