Sinistra Italiana Lecco: ferma opposizione all’esercitazione “Italiana Raid Commando”
Sinistra Italiana Lecco esprime una netta e convinta contrarietà allo svolgimento dell’esercitazione militare “Italiana Raid Commando”, prevista anche quest’anno nei territori della Brianza dal 21 al 24 maggio, tra le province di Lecco e Monza e Brianza, con conclusione nella città di Monza.
Ad oggi, i dettagli relativi ai luoghi coinvolti nell’edizione 2026 non sono stati resi pubblici. Tuttavia, il video promozionale diffuso dagli organizzatori – una vera e propria “chiamata alle armi” – mostra la Villa Reale di Monza e alcune vie cittadine, lasciando intendere un possibile coinvolgimento diretto di spazi urbani.
Chiediamo con forza la massima trasparenza sul programma dell’iniziativa e su ogni eventuale coinvolgimento di istituti scolastici. Riteniamo infatti profondamente inopportuno esporre giovani e studenti a contesti che rischiano di normalizzare la dimensione militare e bellica, soprattutto in una fase storica segnata da conflitti aperti e gravi crisi umanitarie.
I valori della pace, del ripudio della guerra e della democrazia – sanciti dalla nostra Costituzione – devono restare il punto di riferimento dell’educazione civica. Non può essere la retorica militare a orientare il rapporto tra istituzioni, scuola e cittadinanza.
Secondo quanto riportato sul sito ufficiale dell’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia), l’esercitazione è finalizzata all’addestramento di personale militare, in servizio e in congedo, anche straniero, a operazioni di pattugliamento da combattimento, attraverso la simulazione di scenari di guerra.
Siamo quindi di fronte a un’iniziativa dal chiaro carattere militarista, che prevede l’impiego – anche simulato – di veicoli da combattimento, mezzi da ricognizione, sistemi d’arma e artiglieria, come indicato nella documentazione tecnica pubblicamente disponibile.
In un contesto internazionale attraversato da un’escalation di conflitti armati, riteniamo irresponsabile promuovere eventi che contribuiscono a banalizzare e spettacolarizzare la guerra. Condanniamo ogni forma di propaganda bellica, tanto più quando rischia di entrare negli spazi della vita civile e educativa, offendendo il sentimento di solidarietà verso le vittime dei conflitti.
Restano inoltre forti preoccupazioni rispetto al possibile utilizzo di strutture pubbliche, incluse quelle scolastiche, come basi logistiche dell’esercitazione. Si tratta di una prospettiva che riteniamo inaccettabile. Ad oggi non è ancora chiaro quali istituzioni concederanno il proprio patrocinio. Nelle precedenti edizioni figuravano il Ministero della Difesa, Regione Lombardia e le Province di Lecco e Monza e Brianza. Riteniamo grave che enti pubblici possano sostenere iniziative di questo tipo.
Per queste ragioni, Sinistra Italiana Lecco si attiverà in tutte le sedi istituzionali competenti per fare piena chiarezza sull’utilizzo di risorse pubbliche e sul ruolo degli enti coinvolti.
Continueremo a monitorare con attenzione lo sviluppo della vicenda e ad agire a livello locale, regionale e nazionale per difendere il diritto alla pace, il rispetto del diritto internazionale e i valori costituzionali.
Ad oggi, i dettagli relativi ai luoghi coinvolti nell’edizione 2026 non sono stati resi pubblici. Tuttavia, il video promozionale diffuso dagli organizzatori – una vera e propria “chiamata alle armi” – mostra la Villa Reale di Monza e alcune vie cittadine, lasciando intendere un possibile coinvolgimento diretto di spazi urbani.
Chiediamo con forza la massima trasparenza sul programma dell’iniziativa e su ogni eventuale coinvolgimento di istituti scolastici. Riteniamo infatti profondamente inopportuno esporre giovani e studenti a contesti che rischiano di normalizzare la dimensione militare e bellica, soprattutto in una fase storica segnata da conflitti aperti e gravi crisi umanitarie.
I valori della pace, del ripudio della guerra e della democrazia – sanciti dalla nostra Costituzione – devono restare il punto di riferimento dell’educazione civica. Non può essere la retorica militare a orientare il rapporto tra istituzioni, scuola e cittadinanza.
Secondo quanto riportato sul sito ufficiale dell’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia), l’esercitazione è finalizzata all’addestramento di personale militare, in servizio e in congedo, anche straniero, a operazioni di pattugliamento da combattimento, attraverso la simulazione di scenari di guerra.
Siamo quindi di fronte a un’iniziativa dal chiaro carattere militarista, che prevede l’impiego – anche simulato – di veicoli da combattimento, mezzi da ricognizione, sistemi d’arma e artiglieria, come indicato nella documentazione tecnica pubblicamente disponibile.
In un contesto internazionale attraversato da un’escalation di conflitti armati, riteniamo irresponsabile promuovere eventi che contribuiscono a banalizzare e spettacolarizzare la guerra. Condanniamo ogni forma di propaganda bellica, tanto più quando rischia di entrare negli spazi della vita civile e educativa, offendendo il sentimento di solidarietà verso le vittime dei conflitti.
Restano inoltre forti preoccupazioni rispetto al possibile utilizzo di strutture pubbliche, incluse quelle scolastiche, come basi logistiche dell’esercitazione. Si tratta di una prospettiva che riteniamo inaccettabile. Ad oggi non è ancora chiaro quali istituzioni concederanno il proprio patrocinio. Nelle precedenti edizioni figuravano il Ministero della Difesa, Regione Lombardia e le Province di Lecco e Monza e Brianza. Riteniamo grave che enti pubblici possano sostenere iniziative di questo tipo.
Per queste ragioni, Sinistra Italiana Lecco si attiverà in tutte le sedi istituzionali competenti per fare piena chiarezza sull’utilizzo di risorse pubbliche e sul ruolo degli enti coinvolti.
Continueremo a monitorare con attenzione lo sviluppo della vicenda e ad agire a livello locale, regionale e nazionale per difendere il diritto alla pace, il rispetto del diritto internazionale e i valori costituzionali.
Maria Grazia Caglio, AVS Lecco





















