Lecco: in 1.000 alla quarta Errerun in ricordo di Renato. Raccolti 6.000 euro per due realtà

Lecco ha vissuto una mattinata di sport, amicizia e solidarietà domenica 15 marzo con la quarta edizione di Errerun, la manifestazione podistica nata per ricordare Renato Ambrosini, appassionato di corsa e persona stimata per la sua generosità e bontà, scomparso nel 2020.
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L’evento è nato dal desiderio degli amici che, insieme ad Ambrosini, ogni domenica mattina alle 7.30 si ritrovavano in via Dell’Isola per correre insieme. Dopo la sua scomparsa, proprio in quel luogo è stato piantato un ulivo in sua memoria. Da quel gesto simbolico è germogliata l’idea di creare una manifestazione capace di unire due valori che Renato amava profondamente: il movimento e la solidarietà.
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Negli anni Errerun è cresciuta rapidamente, attirando sempre più partecipanti e permettendo di sostenere diverse realtà benefiche come Amici di Chiara, Cascina Selvetto e un progetto dedicato agli adolescenti in Perù. Anche l’edizione 2026 ha confermato il grande affetto verso questa iniziativa, con circa 1.000 partecipanti presenti al Centro Sportivo Comunale del Bione, punto di ritrovo, partenza e arrivo della manifestazione.
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“È la quarta edizione della Errerun – ha ricordato Salvatore Caritto, tra gli organizzatori –. Il ricavato di quest’anno andrà ai ragazzi che stanno scommettendo su alcuni terreni sopra Rancio con il progetto Radici. Abbiamo mille partecipanti, siamo molto contenti. Abbiamo raccolto 6.000 euro per questa associazione e devolveremo anche una parte agli Amici di Chiara, che ci hanno sostenuto in questa giornata”.
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La principale novità dell’edizione 2026 è stata l’introduzione di due percorsi differenti, pensati per coinvolgere sia i runner più allenati sia chi desiderava partecipare con una corsa o una camminata più accessibile.
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Il percorso da 11,5 km, con partenza alle 9.15, ha preso il via dal Bione sviluppandosi lungo il suggestivo giro del lago di Garlate. Il tracciato ha attraversato i comuni di Lecco, Pescate, Garlate, Olginate, Calolziocorte e Vercurago, per poi tornare al punto di partenza con l’arrivo sulla pista di atletica del centro sportivo.
Il percorso da 6 km, partito invece alle 9.30, ha seguito un itinerario più breve ma altrettanto panoramico: dal Bione fino alla “Mela Verde”, attraversando i comuni di Lecco e Vercurago, prima del rientro e dell’arrivo sempre sulla pista di atletica. Il ritrovo era fissato alle 7.30 per la distanza più lunga e alle 8.00 per la 6 km, mentre la premiazione è stata programmata alle 12.00 sempre al Bione.

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A dare il via alla corsa di 6 chilometri è stato don Giambattista Rizzi, sacerdote al Santuario della Vittoria, che ha rivolto ai partecipanti parole di incoraggiamento e riflessione. “Buona domenica a tutti, è fredda ma siete caldi dentro – ha detto –. Questo evento sportivo nasce per ricordare Renato, che amava lo sport, la vita e la sua città. Per ricordare una persona che è venuta a mancare seminiamo vita. Un evento sportivo semina fraternità e voglia di camminare insieme. In un momento storico in cui tanti seminano morte, voi scegliete di seminare vita: questo è un seme di pace e di fraternità”. A scandire i momenti della mattinata, tra partenza, arrivi e premiazioni, è stato lo speaker della manifestazione Mauro Marini.
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La maggior parte del ricavato della vendita dei pettorali – 6.000 euro – come anticipato è stata destinata al progetto RadiciaRancio, iniziativa di agricoltura ecologica sociale che punta a creare, all’interno della città di Lecco, uno spazio di produzione agricola ma anche di incontro, cultura e socialità.
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L’obiettivo è avvicinare i cittadini alla terra e alla produzione agricola attraverso i principi dell’agricoltura organica rigenerativa. Nel primo anno il progetto prevede la produzione di ortaggi e uova per cinque nuclei familiari del rione di Rancio o della città di Lecco, oltre alla creazione di un paesaggio agricolo armonico capace di portare bellezza e biodiversità sul territorio.
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Grazie al contributo di Errerun sarà possibile ampliare le linee di alberi da frutto, introdurre piccoli frutti ed erbe aromatiche, allestire una serra-vivaio per la produzione degli ortaggi da seme e acquistare una motocarriola, per un investimento complessivo di circa 6 mila euro. Una parte del ricavato è stata inoltre destinata all’associazione Amici di Chiara, da anni impegnata in attività solidali.
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