Lecco, 'Storie di donne' per gli studenti: 'da voi inizia il cambiamento'

Una mattinata di teatro, musica e memoria civile per la Giornata internazionale della donna. Al Teatro Invito è andato in scena ‘Storie di donne’, un reading di teatro-canzone della compagnia IlNaufragarMèDolce, proposto dai Coordinamenti Donne di CGIL, CISL, UIL e dalle categorie dei pensionati, con l’obiettivo di parlare di libertà, rispetto e parità partendo da figure femminili che, in epoche e contesti diversi, hanno cambiato la storia.
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In platea, sono stati 140 le studentesse e gli studenti delle scuole superiori lecchesi (CFP Consolida, Istituto Fiocchi, Istituto Bertacchi, Istituto Greppi): una partecipazione che gli organizzatori hanno voluto al centro della mattinata, trasformando lo spettacolo in un’occasione educativa e di confronto.
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Annalisa Caron di CISL Monza Brianza-Lecco ha esordito definendo l’8 marzo “una festa di coraggio” e richiamando l’attenzione sul cammino storico verso la parità e il ruolo di “donne diverse e determinate nel dare sostanza ai principi della Costituzione”.
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Anche l’associazione Telefono Donna Lecco ha portato il proprio contributo, condensato nelle parole di Maria Grazia Zanetti, la quale ha legato la ricorrenza alla realtà quotidiana della violenza di genere: “Un giorno di festa e un giorno di lotta, perché la violenza non è solo rompere il corpo ma distruggere un’anima - e insistendo su - l’importanza del lavoro culturale, oltre che dell’aiuto diretto alle vittime”.
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In scena Chiara Casarico e Tiziana Scrocca, che hanno intrecciato narrazione e musica dando voce a quattro storie simbolo di determinazione, ribellione alla violenza e conquista di diritti.
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Il percorso ha attraversato la vita e l’esempio di Rita Levi-Montalcini, scienziata e Premio Nobel, ricordata per la sua idea di “aggiungere la vita ai giorni” e per l’invito alle donne a credere in se stesse. Poi Franca Viola, che rifiutò il “matrimonio riparatore” con il proprio stupratore, diventando un caso destinato a incidere sulla coscienza collettiva e sulla legislazione italiana: “L’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce” la frase con cui lei ha lottato fino all’abbattimento del cosiddetto codice Rocco.
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Il terzo quadro è stato dedicato a Konstantina Kuneva, sindacalista ed europarlamentare greca sfregiata con l’acido, simbolo di una lotta contro le ingiustizie sul lavoro che non arretra neppure davanti alla violenza più brutale. Infine Teresa Noce, la “Madonna Tempesta”, operaia comunista nonché una delle cinque Madri costituenti, la quale è stata capace di portare in Parlamento battaglie nate dal lavoro e dalla vita quotidiana. Uno spettacolo commovente che sicuramente, fra racconto e musica, è riuscito ad entrare nel cuore dei ragazzi e del pubblico in generale, suscitando riflessioni ma soprattutto un senso di ammirazione ed emulazione nelle donne presenti.
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“L’8 marzo è per noi una giornata molto importante, dove le donne sono messe in prima linea - ha sottolineato Anna Maria Brivio di UIL del Lario. “Oggi abbiamo raccontato storie accadute nel passato ma che, purtroppo per certi versi, sono molto attuali. Che ‘rispetto e consenso’ siano al centro del dibattito di questa mattina”, ha sostenuto, rimarcando il valore della presenza delle scuole affermando che “è da qui, da voi, che bisogna iniziare il cambiamento”.
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Veronica Versace (CGIL Lecco) ha sollecitato la riflessione dei ragazzi durante il confronto, i quali hanno avuto modo, anche trasportati da una forte emozione, di esprimere le proprie perplessità e speranze, in un contesto dove il consenso è al centro del dibattito pubblico e tema di forte attualità. “Una persona ha diritto di cambiare idea” ha dichiarato con il nodo alla gola una delle ragazze, mentre uno studente ha affermato “Bisogna credere in quello che si sente, credere nei propri no e venire rispettati”.
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Dopo i vari interventi, in chiusura, c’è stata la proiezione della scena finale di “C’è ancora domani”, con la protagonista e regista Paola Cortellesi che si dirige al voto nel 1946, insieme all’arringa dell’avvocatessa Tina Lagostena Bassi sul caso del Circeo: richiami espliciti al tema del consenso, al peso delle parole e al valore dei diritti conquistati.
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A coronare il forte momento collettivo, è stata “Bella ciao”, intonata da tutti i presenti e un messaggio che ha accompagnato l’intera mattinata: “Continuiamo il cammino e crediamo in noi stesse”. Dal palco alle domande degli studenti, il filo conduttore è rimasto uno: la possibilità e la responsabilità di cambiare strada. Anche quando dire “no” costa, anche quando la storia sembra già scritta.
M.E.
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