Maggianico: truffa ai danni di un anziano, spinto a consegnare tutto l'oro
Il copione, purtroppo, è tristemente noto. Altra ignobile truffa nel pomeriggio di ieri a Lecco, dove ignoti malviventi sono riusciti a raggirare un anziano "convincendolo" a consegnare pressoché tutto l'oro che aveva in casa in cambio del rilascio della figlia, trattenuta in Questura. Una strategia, appunto, ben nota alle "vere" forze dell'ordine, a cui l'83enne - che vive da solo a Maggianico - non ha potuto fare altro che rivolgersi una volta resosi conto di quanto accaduto.
"Era il primo pomeriggio di sabato quando mio papà, con il quale abbiamo parlato più volte di questo tipo di situazioni, ha risposto al telefono di casa: dall'altro lato della cornetta c'era una persona che, spacciandosi per mio figlio, gli ha detto in lacrime che io ero stata bloccata in Questura per un problema legato a un pacco postale per poi aggiungere, con il supporto di una seconda voce, che per rilasciarmi era necessario un acconto da almeno 4.000 euro" ci ha raccontato la figlia della vittima. "Lui ha spiegato di non avere a disposizione una tale somma in contanti, e a quel punto è scattato il piano dei truffatori: il suo interlocutore lo ha invitato a preparare oro ed eventuali soldi su una bilancia, in modo tale che un sedicente collega avrebbe potuto raggiungerlo a casa e scattare una foto, per poi decidere il da farsi".
Insospettito da questa proposta ma convinto a non interrompere la comunicazione, l'anziano lecchese ha condiviso apertamente al telefono il timore di una truffa. Per tutta risposta si è sentito minacciare di essere a sua volta arrestato, qualora non avesse consegnato quanto richiesto. "In pochi minuti si sono presentati alla porta di casa e hanno ritirato tutto l'oro" ha proseguito la donna. "Mio papà era comprensibilmente molto agitato, ma poi ha capito tutto e ha subito allertato i Carabinieri (oltre che me e mio figlio), che lo hanno raggiunto in breve tempo e in seguito, con grande delicatezza, hanno raccolto la sua testimonianza per provare a risalire ai responsabili. Hanno tentato anche di visionare le telecamere presenti in zona, ma purtroppo non è emerso nulla di utile".
"Al di là della perdita della refurtiva, che comunque per noi aveva un valore, a mio papà è rimasta la delusione e l'enorme amarezza per essere stato protagonista suo malgrado di un bruttissimo episodio, che quantomeno, fortunatamente, non ha avuto altre conseguenze", la chiosa della figlia.
"Era il primo pomeriggio di sabato quando mio papà, con il quale abbiamo parlato più volte di questo tipo di situazioni, ha risposto al telefono di casa: dall'altro lato della cornetta c'era una persona che, spacciandosi per mio figlio, gli ha detto in lacrime che io ero stata bloccata in Questura per un problema legato a un pacco postale per poi aggiungere, con il supporto di una seconda voce, che per rilasciarmi era necessario un acconto da almeno 4.000 euro" ci ha raccontato la figlia della vittima. "Lui ha spiegato di non avere a disposizione una tale somma in contanti, e a quel punto è scattato il piano dei truffatori: il suo interlocutore lo ha invitato a preparare oro ed eventuali soldi su una bilancia, in modo tale che un sedicente collega avrebbe potuto raggiungerlo a casa e scattare una foto, per poi decidere il da farsi".
Insospettito da questa proposta ma convinto a non interrompere la comunicazione, l'anziano lecchese ha condiviso apertamente al telefono il timore di una truffa. Per tutta risposta si è sentito minacciare di essere a sua volta arrestato, qualora non avesse consegnato quanto richiesto. "In pochi minuti si sono presentati alla porta di casa e hanno ritirato tutto l'oro" ha proseguito la donna. "Mio papà era comprensibilmente molto agitato, ma poi ha capito tutto e ha subito allertato i Carabinieri (oltre che me e mio figlio), che lo hanno raggiunto in breve tempo e in seguito, con grande delicatezza, hanno raccolto la sua testimonianza per provare a risalire ai responsabili. Hanno tentato anche di visionare le telecamere presenti in zona, ma purtroppo non è emerso nulla di utile".
"Al di là della perdita della refurtiva, che comunque per noi aveva un valore, a mio papà è rimasta la delusione e l'enorme amarezza per essere stato protagonista suo malgrado di un bruttissimo episodio, che quantomeno, fortunatamente, non ha avuto altre conseguenze", la chiosa della figlia.




















